venerdì, Ottobre 22, 2021
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Sussurri & Grida di Maurizio Verdenelli – Il brand misterioso

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Sussurri & Grida – Il brand misterioso

di Maurizio Verdenelli

Tutto esaurito (lo sara’ fino al 10 agosto) al botteghino per Carmen che apre allo Sferisterio di Macerata, il 19 prossimo, la 55^ Stagione lirica nel segno del ‘ Rosso Desiderio’. Se non fosse per i visibilissimi lavori esterni alla facciata dell’arena che sara’ dotata di una nuova illuminazione (s’annuncia bellissima seppure non by Dante Ferretti) non sarebbe cosi’ facile intuire l’inizio della grande avventura estiva del capoluogo che del melodramma fa da piu’ di mezzo secolo, il proprio brand. Gia’, ma in citta’ pochi lo sanno, paradossalmente.
La Dc ‘temeva’ la stagione lirica affidandola dopo l’era dei fondatori. Calise e Perucci, all’ottimo Bruno Mandrelli (figlio del compianto Emidio a lungo procuratore capo di Ascoli) assessore socialista in terra maceratese. Insomma il partito egemone non credeva allo Sferisterio, dai gravosi bilanci, come ad un. Brand elettorale. Il governo cittadino di Macerata non pare averci creduto a lungo se si preferisce ancora sotttacere della presenza dell’arena riguardo alle eccellenze cittadine agli ingressi urbani affidati ai ‘tramandatori’ e al latinorum (Civitas Mariae).
Si tace dello Sferisterio anche nei tunnel che scalano i vari piani della citta’ e grazie pure al ‘consiglio’ della giornalista Maria Stefania Gelsomini, nei giorni del festival si possono godere brani lirici dall’impianto di filodiffusione negli ascensori pubblici. Che differenza con Spoleto che ha storicizzato stabilmente  il festival dei Due Mondi, identuficandosi con la creatura voluta nel 1958 da Gian Carlo Menotti.
Tutta la citta’ ne e’ impavesata…come facilmente rivelabile dalle ultime serie tv di don Matteo il cui set e’ a piazza Duomo all’ ombra di Casa Menotti. La popolare serie si avvale ora delle meravigliose immagini della fioritura di Castelluccio di Norcia con Terence Hill in bici tra le distese rosse ed azurre!
 Che differenza con Macerata cosi restia ad accettare un brand che la rese famosa geazie a Boheme e Ken Russell nell’84 perfino in Australia. Ora in questo continente lacitta’ di padre Matteo Ricci e’ nota solo per LucaTraini. Ci fu un tempo addirittura che Montserrat Caballe’ e lo spoletino Gian Paolo ‘Micio’ Proietti, anch’essi protagonisti assoluti dell’ estate maceratese. Ad un certo punto l’Usignolo di Spagna, il suo clan e l’ uomo di teatro decisero di puntare su San Benedetto del Tronto con il progetto di una grande arena. Il sogno sembro’ realizzarsi ma poi tutto rientro’ e l’ unico tempio estivo lirico nelle Marche rimase l’ ex stadio ottocentesco della palla al bracciale, e d’inverno.  Il teatro Pergolesi a Jesi. Due celebri stagioni volute da un unico padre: il grande sambenedettese Carlo Perucci. (in foto l’Italia raffigurata dal bosco piantato a Castelluccio ed in primo piano la fioritura – foto di Anna Maria Cecchini)
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