martedì, Novembre 30, 2021
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Conte ad Accumoli: una “passerella” senza spettatori

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ACCUMOLI – Nessun bagno di folla ieri per il premier Giuseppe Conte. Ad Accumoli, nel Reatino, i cittadini hanno messo in atto una civile e silenziosa protesta relativa allo stato di cose che perdura a seguito del terremoto del 2016, non presentandosi. I pochi che hanno invece deciso di presenziare lo hanno fatto per manifestare il proprio dissenso in cerca di un confronto, che non è avvenuto. Il premier ha incontrato i sindaci ed i comitatci civici. Ai giornalisti Conte avrebbe detto: “Non si tratta di una passerella, conoscono i problemi. Stiamo affrontando le criticità”.

“Oggi sono stato in visita – ha scritto ieri il premier su Facebook –  in due comuni terremotati del Centro Italia, Accumoli e Castelsantangelo sul Nera. Ho voluto fortemente che la mia prima visita in Italia da Presidente del nuovo governo fosse proprio qui, nelle zone colpite dal violento sisma del 2016, per ribadire l’impegno che ho assunto per la ricostruzione, un punto fermo dell’azione che intendo portare avanti. L’ho fatto anche per lanciare un messaggio a tutti gli attori coinvolti: non possiamo perdere tempo, queste comunità hanno il diritto di avere risposte certe e concrete. Al più presto.

Ad Accumoli, nel Lazio, ho incontrato i sindaci del cratere, i comitati civici delle comunità colpite, i rappresentanti della Regione. A Castelsantangelo sul Nera, nelle Marche, il governatore, il comitato istituzionale Sisma che comprende sindaci e presidenti di provincia, l’associazione dei Comuni.

Ho incontrato anche tanta gente desiderosa di riscatto, stanca ma determinata; cittadini che mi hanno manifestato fiducia e chiesto di non abbandonarli; vigili del fuoco, volontari della Protezione civile cui va sempre la gratitudine mia e di tutto il Governo; primi cittadini orgogliosi della fascia tricolore che indossavano. Con loro mi sono confrontato sulle criticità e per prefigurare la soluzione ai problemi posti dalla ricostruzione.

Ma, soprattutto, ho detto che è finito il tempo delle passerelle. Occorre solo pensare a lavorare, lo dobbiamo a queste migliaia di persone i cui bisogni non hanno colore politico.

Semplificare le normative vigenti, incluso il codice degli appalti, accelerare le procedure e superare gli ostacoli burocratici: queste saranno le priorità del Governo per far ripartire rapidamente la fase della ricostruzione. Cercherò di avvalermi di una struttura che segua queste aree costantemente, oltre al continuo supporto del Commissario straordinario e del Capo Dipartimento della Protezione civile. A Palazzo Chigi c’è una task force, Investitalia, che affiancherà gli enti locali per dare impulso agli investimenti e anche alla ricostruzione. Ragioneremo, inoltre, sulla predisposizione di un Contratto istituzionale di sviluppo, che potrebbe tornare utile a rilanciare il sistema economico e sociale di queste aree. Tante sono le cose da fare. Tornerò presto”.

Forse Conte si aspettava un clima diverso nelle zone colpite dal terremoto. Ma, ormai è chiaro, qualcosa è cambiato e alle promesse i cittadini non credono più. Il premier sarebbe stato contestato anche dalla associazione politico-culturale Area Rieti, che lo avrebbe accolto con uno striscione recante la scritta “Venduto per una poltrona”. Tra l’altro Conte non ha incontrato le persone intervenute per avere un confronto sulla situazione, protetto da transenne che hanno impedito loro di avvicinarsi. Anche ad Ussita, nel Maceratese, sono stati innalzati striscioni di protesta.

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