sabato, Ottobre 16, 2021
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Uno scrittore maceratese in Rai. Lisa Marzoli al Caffè di Raiuno propone il giallo di Luciano Magnalbò Assassinio in villa

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di Maurizio Verdenelli

< img src="https://www.la-notizia.net/assassinio" alt="assassinio"MACERATA – Luciano Magnalbò  è giornalista e scrittore di storie medioevali e di racconti ambientati nelle Marche, più esattamente nel Piceno. Assassinio in villa è un giallo già pubblicato da Albatros ed ora alla seconda edizione esce con Ilari editore. La storia:  bella,  nobile, over trenta, sottoveste rosa, Porche Panamera,  Martini cocktail e champagne,  Paola viene trovata morta dal cameriere personale nel suo  letto, in una camera al piano terra della imponente villa di famiglia sull’Adriatico.

Il cameriere personale, un giovane etiope, viene subito preso di mira dal PM insieme a Martina, l’amica del cuore della vittima e forse anche sua amante. Giulia e Bea, quest’ultima maceratese doc con villa a Treia, sono i loro avvocati, e la vicenda in sostanza si svolge in un triangolo di terra tra l’imponente dimora sul mare, una discoteca di Pedaso e il porto di Porto San Giorgio dove è ormeggiato il 54 metri del marito di Paola, l’architetto Pietro Daragona, ricchissimo uomo d’affari. Molti altri personaggi e qualche avventura piccante animano il racconto, che si conclude con l’arresto dell’insospettabile assassino.

La Rai ha individuato in Magnalbò uno scrittore che dedica le sue opere alla sua terra per la quale – dice in trasmissione – ha un amore ancora maggiore di quello che aveva Camilleri per la Sicilia: un amore peraltro più difficile perché la Marche sono ancora poco conosciute. “Come è naturale – dice Magnalbò alla Marzoli – amo il mio territorio, ed in ogni libro ne ho descritto borghi, rocche, palazzi e paesaggi, che per me sono tra i più belli del mondo. Le Marche sono poco conosciute, ma il loro sistema agrario è superlativo, specie all’interno, fatto di campi coltivati con esattezza e precisione e, più verso la montagna, di radure e di campi pascolo che si aprono tra fitti boschi e boscaglie: e a ogni svolta la casa rurale in pietra, l’antico castello, la chiesa foranea, l’edicola della Madonna; e lungo la costa le abbazie romaniche, alcune risalenti al IX secolo.

Per me i luoghi dove si muovono i miei personaggi sono luoghi della memoria, nel ricordo di un ambiente sociale irripetibile, elegante e raffinato, geloso della propria identità ma sensibile al bello, all’arte ed alla cultura: nel Piceno, come altrove nelle Marche, vi sono dei palazzi, come quello dei Morrone Mozzi a Fermo, che nulla hanno da invidiare ai fasti di una reggia; e ogni paese è ricco di chiese grandi e piccole, di antichi imponenti monasteri e di dimore gentilizie costruite tra il cinquecento e l’ottocento ad ornamento della città, che costituiscono un patrimonio storico e culturale di enorme valore. Raccontare tutto questo non è solo evasione e memoria, ma come ogni scrittore vivo insieme ai miei personaggi, provo le stesse emozioni, è come se fossi lì con loro: viaggio sulla Panamera con Paola, accompagno Martina e Girma in discoteca, salgo sul panfilo di famiglia, spio tutto quello che fanno e decido io quando è ora di cominciare e di smettere”.

Assassinio in villa sarà di nuovo in libreria aggiornato in copertina a partire dal prossimo mese, ed è un giallo divertente che si legge tutto d’un fiato.

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