sabato, Ottobre 23, 2021
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Il governo prepara la manovra e spunta l’aumento delle tasse sugli immobili

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“Tra le pieghe della Nota di aggiornamento al Def approvata dal Governo più a sinistra della storia repubblicana spunta la stangata sul bene più sacro per gli italiani: la casa. Con la riforma del catasto Pd, M5S, il Pd senza Renzi e Leu vogliono aumentare Imu e Tasi e mettere le mani nelle tasche degli italiani. Una follia partorita da un governo alternativo alla volontà popolare e che si è asserragliato nel Palazzo per rapinare i cittadini. Fratelli d’Italia combatterà questa scempio in Parlamento e nelle piazze. Giù le mani dalla casa degli italiani”. Così Giorgia Meloni sul proprio profilo Facebook. La manovra che reca la firma del premier Giuseppe Conte prevederebbe novità non del tutto piacevoli. Dovrebbe infatti essere accompagnata da un ddl collegato per la revisione integrale degli estimi catastali con conseguente incremento della base imponibile sulla quale calcolare le imposte immobiliare. Tale risultato appare non desiderabile laddove appena siconsideri la profondissima crisi in cui è sprofondato il settore dell’edilizia nel nostro Paese, già gravato da un peso fiscale che si è più che triplicato negli ultimi 15 anni, passando da un gettito di 13 ad oltre 40 miliardi di euro l’anno . Ma l’ha imposto l’Unione europea si dirà, e alla fine aumenterà l’Imu su gran parte degli immobili. Dura, a questo proposito, Confedilizia: “Tra le priorità del governo c’è la riforma del catasto? L’unica giustificazione accettabile sarebbe quella di portare a zero il valore catastale di milioni di immobili privi di mercato e massacrati dalla patrimoniale Imu-Tasi. Ma temiamo non sia quello il proposito”. L’ipotesi di nuove tasse sulla casa è però smentita dal viceministro dell’Economia, Antonio Misiani: “Non ci sarà una riforma del catasto collegata alla prossima manovra e nella legge di bilancio non c’è alcuna previsione di entrata legata a un’imposta sugli immobili”.  Ma non è finita. Perchè, anche curarsi, potrebbe costare di più. Parlando infatti di ticket sanitari, il loro importo, dal prossimo anno, sarà stabilito in base al costo delle prestazioni e del “reddito familiare equivalente”, ovvero del reddito prodotto dal “nucleo familiare fiscale rapportato alla numerosità del nucleo familiare”.
L’idea sarebbe quindi quella di considerare un importo come limite massimo annuale di spesa, al raggiungimento del quale cesserà l’obbligo dell’assistito di partecipare alla spesa sanitaria.
La nota di aggiornamento al Def è stata trasmessa a Camera e Senato. Previsto da luglio il taglio del cuneo fiscale, che porterà nel 2020 circa 200 euro in più nella busta paga dei lavoratori. L’Iva non aumenterà, ma si potrà discutere di rimodulazioni delle aliquote. Staremo a vedere.

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