mercoledì, Ottobre 28, 2020
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Made in italy, Sequestrati 24mila falsi al porto di Livorno

ROMA

LIVORNO – Abbigliamento per la prima infanzia, maglioni, cardigan e caschi provenienti dalla Tunisia e spacciati per prodotti italiani. Con tre distinti interventi su altrettanti autoarticolati, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di Livorno e i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno sequestrato, al porto labronico, 24.000 articoli, per un valore commerciale di 1.170.000 €, destinati al mercato nazionale che, realizzati in Tunisia, riportavano la falsa indicazione di “Made in Italy”.

Tra questi, 23.000 capi di abbigliamento erano destinati alla prima infanzia. 18.000 di essi erano addirittura stati introdotti in Italia in contrabbando, omettendone completamente la dichiarazione in Dogana ed evadendo l’IVA all’importazione. Un secondo carico era composto da 1.000 maglioni e cardigan, le cui etichette interne riportavano la reale provenienza (“Made in Tunisia”), mentre sia i cartoncini esterni che i colletti riportavano indicazioni nazionali. Su ulteriori 355 caschi da motocicletta, invece, l’indicazione di provenienza era stata completamente omessa, mentre la confezione esterna recava chiari riferimento al nostro Paese.

Ai rappresentanti legali delle società importatrici, un lucchese e un fiorentino di 42 e 54 anni, sono state elevate sanzioni amministrative per 20.000 €, con la denuncia alla locale Procura della Repubblica per la violazione delle norme che tutelano il Made in Italy e per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Per l’ipotesi di contrabbando è stata contestata, infine, l’evasione dell’IVA all’importazione per 46.000 €.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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