venerdì, Novembre 27, 2020
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Manovra di bilancio 2019: il braccio di ferro tra Renziani e Pentastellati

matteo renzi

Il Consiglio dei Ministri in merito all’approvazione del Documento di bilancio evidenzia molte delle contraddizioni tra i due azionisti di maggioranza del governo giallorosso.

Da un lato, il rinvigorito Movimento 5 Stelle, rimette sul tavolo la discussione in merito alla proposta di introduzione del salario minimo (9 euro all’ora), dall’altro il gruppo renziano e molti esponenti del Partito Democratico, chiedono a gran voce di rivedere ed ampliare gli sgravi fiscali sulle imprese, a scapito di alcune imposte che la bozza della manovra vorrebbe aumentare. Tra i provvedimenti più controversi Quota 100, riforma che i pentastellati rivendicano come fiore all’occhiello della precedente esperienza governativa, ma che i dem definiscono “la misura più ingiusta degli ultimi 25 anni” (Marattin, ndr.).

Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri si dice molto fiducioso sulla possibilità di trovare un compromesso, anche slittando alcune misure di taglio del cuneo fiscale al 2021 e ridimensionando le finestre in vigore con Quota 100, pur di evitare l’entrata in vigore di nuove tasse, che contribuirebbero all’esodo dell’elettorato verso le forze politiche del centrodestra.

Un punto di contatto tra M5S e Italia viva sembra essere l’assegno unico per i figli, ovvero la costituzione di un unico fondo per gestire tutti gli aiuti economici forniti alle famiglie in modo da garantire, per esempio, l’asilo nido gratuito alle fasce più deboli della società. Le coperture individuate dal ministero del Tesoro per assicurare la manovra si aggirerebbero comunque intorno ai 29 miliardi e sarebbero pertanto sufficienti per far rientrare anche questa iniziativa.

Altre riforme sul tavolo sarebbero l’abolizione del superticket sulla sanità, l’introduzione della soglia dell’illecito penale a 100mila euro di evasione e un aumento delle imposte per le imprese multinazionali. Insomma, in quanto a slogan, l’esperienza del Governo del Cambiamento, pare aver insegnato qualcosa al Movimento politico di Di Maio.

Andrea Zappelli

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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