martedì, Novembre 30, 2021
Home > Arte, Cultura e Spettacoli > Anticipazioni per “Tg2 Dossier” del 2 novembre alle 23:30 su RAI 2: Berlino, il Muro dell’ideologia

Anticipazioni per “Tg2 Dossier” del 2 novembre alle 23:30 su RAI 2: Berlino, il Muro dell’ideologia

Anticipazioni per “Tg2 Dossier” del 2 novembre alle 23:30 su RAI 2: Berlino, il Muro dell’ideologia
(none)
Trent’anni fa – il 9 novembre 1989 – crolla la frontiera più tragica e simbolica della Guerra Fredda. Sgretolata a colpi di piccone dai cittadini di Berlino Est, desiderosi di riconquistare la libertà dopo oltre 28 anni sotto il giogo comunista della Repubblica Democratica Tedesca.
Lo racconta “Berlino, il Muro dell’ideologia” di Miska Ruggeri in onda sabato 2 novembre alle 23.30 su Rai2 per Tg2 Dossier. E’ una notte di festa, giunta improvvisa e inaspettata nonostante le tante manifestazioni dei giorni precedenti. Gli abitanti di Berlino Est passano attraverso i varchi lasciati aperti e senza più controlli. La polizia di frontiera, che fino ad allora aveva ucciso circa 140 persone, non spara più. Sul Muro si balla, si canta, si brinda. Un’ondata di ottimismo travolge tutti, a Est come a Ovest. Si sogna la democrazia, il liberalismo, il libero mercato, l’Europa unita, la pace perenne. Dopo il 1989 cambia il mondo, ma presto emergono nuovi problemi e nuove divisioni. Tg2 Dossier in cinque capitoli ripercorre gli eventi di quella notte cruciale, ma anche i mesi che l’hanno preceduta e seguita, senza dimenticare né gli orrori della Stasi, con l’unico muro della storia eretto per imprigionare e non per proteggere, né le occasioni perdute dopo una grande rivoluzione portata a termine in modo pacifico. Il tutto commentato e analizzato da storici, politologi, filosofi, politici, diplomatici e giornalisti. Marcello Veneziani spiega come varie generazioni in Occidente abbiano potuto credere nel comunismo: “Considerando le realizzazioni storiche un fallimento di alcuni leader, come Stalin o Mao, mentre l’idea del comunismo – la giustizia sociale, il mondo migliore – restava vergine e ancora irrealizzata”. Claudio Martelli, nel 1989 vicepremier, racconta come Craxi considerasse Gorbaciov un perdente della Storia. Giuseppe Vacca, invece, ne rivaluta il ruolo fondamentale ritenendolo l’ultimo ad aver avuto chiaro in mente un nuovo ordine mondiale. L’ex ambasciatore in Russia Sergio Romano racconta: “Honecker (l’ultimo Presidente della Germania dell’Est) era così comunista, convinto che il comunismo sarebbe durato per l’eternità, da non essersi accorto che il sistema era in crisi”. Tobias Piller, corrispondente in Italia della FAZ, descrive le assurdità dell’economia dirigista della Ddr e la fame dei prodotti occidentali che si aveva a Est, mentre il filosofo Sossio Giametta – a Weimar negli anni Sessanta con Giorgio Colli e Mazzino Montinari per l’epocale edizione critica di Nietzsche – ricorda i professori costretti a raccogliere le patate e la Seicento di Montinari che sembrava loro, abituati alle Trabant, lussuosa come una Lamborghini. Il giornalista Marzio G. Mian sottolinea, infine, la fine dell’euforia tedesca post-riunificazione e i drammatici problemi dell’Est, alle prese oggi con disoccupazione, spopolamento e invecchiamento. E, come ammette anche Viktor Elbling, ambasciatore tedesco in Italia, con il risorgere prepotente dell’antisemitismo.