venerdì, Febbraio 26, 2021
Home > Lazio > “Macchè Anzio! Gli alleati sbarcarono sui terreni del mio bisnonno a Nettuno”

“Macchè Anzio! Gli alleati sbarcarono sui terreni del mio bisnonno a Nettuno”

anzio

“E su, Santa Maria Goretti, sepolta a Nettuno, vi rivelo un segreto”, dice Valentina Screti

di Maurizio Verdenelli

“Quanto mi fa rabbia che sia passato alla Storia cosi’: ‘lo sbarco di Anzio’. Ed il pensare che il primo approdo sia stato proprio sulla campagna  di proprietà del padre di mio nonno Franco Screti mi fa ancora piu rabbia. Lui ricorda come il genitore, avvistando i primi soldati alleati prendere terra all’alba di quel giorno, il 22 gennaio 1944, in un’azione che permise di sorprendere i tedeschi, esultasse a gran voce: “Sono arrivati gli americani!!”. Ma dovette subito fermarsi. Si trovo’ infatti di fronte ad un mitra e ad un militare che gli intimava di tacere pena la morte immediata: ‘Silence!’. Lo sbarco stava avvenendo nel piu’ perfetto segreto e tale doveva restare il piu’ a lungo possibile”.

A distanza di 76 anni dall’inizio di una delle operazioni chiave della seconda guerra mondiale (si sarebbe conclusa in primavera) e della liberazione del Paese, Valentina Screti da Nettuno rivendica alla sua citta’ la denominazione di  un importante capitolo di storia moderna. “Non e’ un caso che nella mia citta’ ci sia il Museo dello sbarco. D’accordo, la costa interessata alle operazioni militari degli Alleati, viene definita sulle carte topografiche come ‘Circomare di Anzio’ ma il territorio e’ quello appartenente al mio comune.

E nettunese era Angelita, la bambina di 5 anni salvata sulla spiaggia da un soldato scozzese, conosciuta da tutta la cittadina, e pure dalla mia famiglia. Mio nonno Franco, ora ottantaseienne, e’ stato per tutta la sua vita uno dei quattro vigili urbani di Nettuno, quasi un’istituzione cittadina, sempre a fianco del sindaco di turno”.

Valentina vive da un anno ad Ussita, dove abita la nonna materna, anch’essa romana, e dove lei vive con il suo ragazzo. Lei, studentessa iscritta alla facoltà del Turismo ad Unimc, fa ogni giorno il percorso Ussita-Macerata e ritorno per lavorare in una notissima cioccolateria di piazza della Liberta’. Ed e’ felice: “Non sceglierei altro luogo se non Ussita, tra una popolazione che riesce ad andare avanti con tanti sacrifici ma con grande forza di volonta’. Non ho mai pensato di trasferirmi in un luogo piu’ vicino al posto di lavoro. Amo Ussita e la lotta della sua gente per affermare il proprio sacrosanto diritto a resistere  ed esistere”.E’ appena ritornata, Valentina,  da Nettuno dove abitano i suoi e dove ieri c’e stata l’annuale rievocazione dello Sbarco di Anzio.

Ha parlato con il nonno. In casa ci sono molte foto originali di quei giorni: “Voglio scrivere un libro con i racconti del mio avo e rivendicare alla citta’ quel tanto di storia che le appartiene in modo sacrosanto” annuncia determinata. “In famiglia teniamo molto a tradizioni e storia patria. A Nettuno c’e’ il santuario della Santa nata a Corinaldo: Maria Goretti, da noi veneratissima. In uno degli altari centralinel c’e una Madonna in trono con Bambino che una leggenda vuole arrivata sulle nostre coste,,,molto tempo prima liberatori, su una barca proveniente dalla Gran Bretagna. La Madonna inglese e’ molto cara alla popolazione, le si attribuiscono fatti miracolosi, ed e’ cara come Maria Goretti.

Quando nel 1929 la bambina uccisa da Alessandro Serenelli sali’ sugli altari, la sua immagine -mi ha rivelato mia nonna – venne disegnata prendendo a modello una coetanea indicata dalla madre della Santa come molto rassomigliante a Maria…”. Aggiunge Valentina: “So che il Serenelli ha vissuto presso i Cappuccini a Macerata (qui mori’ nel maggio 1970, ad 87 anni) e che e’ sepolto in questo cimitero…”. No, Valentina, l’omicida pentito e convertito di Maria Goretti (che ogni notte ‘incontrava’ tormentosamente in sogno, rivelo’ un testimone nelle sue memorie) e’ stato traslato non molti anni fa a Corinaldo, sepolto nella chiesa prospiciente la piazza dove s’affaccia l’abitazione della mamma della sua vittima. Alla cui porta, uscito dal carcere, Alessandro suonò per chiedere perdono. L’ottenne. “E’ stata Marietta a farlo prima prima di morire…” ebbe la forza di rispondere la madre della Santa bambina.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *