giovedì, Gennaio 27, 2022
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Salvini: Renzi pronto a passo indetro? Ha ragione, ora sfiducia a Conte

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Il leader della Lega Matteo Salvini plaude alla presa di distanza dal governo enunciata da Renzi , che prefigura un passo indietro di Italia Viva dalla maggioranza che sostiene il Conte-bis, precisando “Accordi con Renzi per far saltare il governo? No. Forza Italia ci sta lavorando? Non mi risulta” ma su “alcuni temi”, come giustizia, cantieri e Reddito di cittadinanza che “non funziona”, Renzi “ha ragione”. Salvini poi ha aggiunto: allora “tolga la fiducia al governo”.

Poi parte alla carica contro il Conte-bis: mentre gli ordinativi per l’industria crollano,al governo “proseguono risse e litigi”.”Conte dimettiti” e con Renzi s’incontri “in cabina elettorale”.

Ampi apprezzamenti quindi da Salvini per gli ultimi affondi di Renzi contro il traballante governo rossogiallo. Il leader di Italia Viva chiarisce. “Non chiediamo nomine o sottosegretariati. Chiediamo che ascoltino (anche) le nostre idee” e “se Conte riterrà di respingerle, faremo senza polemiche un passo indietro, magari a beneficio dei cosiddetti responsabili”.

E poi Renzi rilancia le proposte che presenterà a Conte nel faccia a faccia della prossima settimana: rivedere il Reddito di cittadinanza, sbloccare i cantieri fermi con i commissari, costruire una “giustizia giusta” per i cittadini e infine cambiare “le regole per eleggere il Sindaco d’Italia dando 5 anni di stabilità al governo”. E infine Matteo Renzi ribatte a chi come Zingaretti lo accusa di fare il teatrino della politica o di sollevare chiacchericci: “Stare dentro o fuori non è questione di tattica,ma di contenuti. Se sui contenuti siamo d’accordo, si sta dentro.Se siamo lontani,è giusto che tocchi a i cosiddetti responsabili”.

Ed intanto Renzi rivendica di aver resistito al tentativo del governo di sottrargli parlamentari sottolineando al contrario i nuovi ingressi i nelle file di Italia Viva.

I renziani rilanciano la battaglia contro l’abolizione della prescrizione ed in commissione Giustizia a Palazzo Madama hanno votato con il centrodestra a favore della legge Costa, bocciata di un soffio fra le polemiche.

L’ex premer rottamatore ed ex segretario del Partito Democratico da cui è uscito recentemente per fondare la nuova formazione riformista di “Italia Viva” rivendica lo scontro al calor bianco attualmente in corso con il premier Conte, e passa all’attacco.

“Hanno provato a farci fuori dalla maggioranza cercando transfughi fra i nostri parlamentari ma non ci sono riusciti, ed anzi registriamo nuovi arrivi in Italia Viva” ha dichiarato Renzi mercoledì a “Porta a Porta” e rincara la dose”Noi sempre coerenti, è il PD che improvvisamente si è scoperto giustizialista”.

E senza accordo sulla prescrizione “proporremo la sfiducia sul Ministro Bonafede” aggiunge l’ex premier rottamatore scatenando la rabbia della maggioranza.

Il voto di Italia Viva insieme alle opposizioni sulla prescrizione è “l’ennesima provocazione” verso il governo, ha ribattuto il vicecapogruppo Pd della Camera Bordo. “Questa guerriglia quotidiana di Renzi è insopportabile, mina la tenuta del governo.Iv chiarisca,non è possibile stare all’opposizione e al governo. Non tollereremo ancora per molto”. Il senatore M5S Crucioli denuncia “parolacce e spinte” da parte dei senatori leghisti in Commissione Giustizia al Senato,mentre si discuteva di intercettazioni,altro tema caldo di giustizia.

Si addensano quindi nuvi fosche sulla precaria tenuta della attuale maggioranza rossogialla in bilico fra una problematica sopravvivenza e le sempre più concrete ipotesi di un eventuale Conte-ter con ennesimo cambio di coalizione e stampella dei cosiddetti “responsabili”, ovvero di un governo elettorale sostenuto dai due Mattei (Salvini e Renzi) e contestuale sfratto di Conte da Palazzo Chigi.

E come ciliegina sulla torta dello scontro in atto dentro la maggioranza rossogialla che sostiene finora il governo Conte-bis Matteo Renzi sposa il presidenzialismo, altra battaglia storica del centrodestra, proponendo da Bruno Vespa la elezione diretta del Premier da parte dei cittadini, come futuro “Sindaco d’Italia”.