sabato, Ottobre 16, 2021
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Coronavirus, dal Giappone l’Avigan arriva in Italia. L’Aifa dice sì alla sperimentazione

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di Anna Maria Cecchini

Coronavirus: dall’agenzia di stampa France Presse, il conteggio provvisorio dei decessi nel mondo a causa del Covid-19: superata la soglia delle 15.000 unità, i contagiati sono 340.000, 99.000 i guariti. Intanto oggi dalla Russia, la notizia che tra 11 mesi probabilmente avremo il vaccino.

Il capo dell’Agenzia Biomedica Federale Russa, Veronika Skvortsova ha annunciato che il vaccino da loro formulato, ha superato la prima fase di sviluppo e che per Luglio dovrebbe essere pronto. Notizie angoscianti si alternano ad istanti di speranza. Tutto si rincorre, crea, diffonde dalla rete, con la rete, per la rete e troppo spesso ne facciamo le spese. A poco è valso il monito dell’Oms che ci ha redarguito sul rischio infodemia.

Quotidianamente, all’angoscia di momenti strazianti, vissuti in diretta tv, come il corteo dei mezzi militari carichi delle bare, occupate dai cittadini di Bergamo, si alternano istanti in cui leggiamo quelle che noi riconosciamo subito come fake ma che molti assurgono a dignità di notizia vera e diffondono come tale. Mai come in questo periodo, abbiamo assistito al procedimento tramite il quale, una panzanata diventa reale solo perché diffusa tramite social, da tutti e a tutti. Una sorta di delirio isterico, democraticamente accettato e condiviso, matrigna di angoscia ulteriore o peggio di illusorie speranze. Una roulette russa, nuovo gioco di società, dove si perde sempre e non solo la dignità. Colpevoli gli sciacalli burloni che speculano sulla gravità della situazione di pandemia odierna, ma colpevoli doppiamente, gli stolti che avvertiti dell’esistenza delle fake, continuano ad affidare il ruolo di informatori, i social, le chat varie con gli audio micidiali, gli amici, il sentito dire.. Una notizia non è reale se non viene letta e diffusa da un organo di informazione istituzionale e certificato.

L’Avigan è davvero efficace? Giappone e Cina lo utilizzano già. Abbiamo letto in questi giorni la notizia che in Giappone stanno utilizzando, sembra con successo, un farmaco, l’Avigan per difendersi e curarsi dal Covid 19, come noi abbiamo utilizzato il Tocilizumab, una molecola pensata in verità, per combattere l’artrite reumatoide, ora autorizzata anche in Cina. Scegliamo di darvene notizia, cercando di approfondire, senza creare false speranze ma riportando unicamente ciò che abbiamo verificato. Questo farmaco venne sviluppato a seguito del primo caso, simile a quello di oggi del Coronavirus, quando nel 1997 ad Hong Kong, ci fu il primo caso di influenza aviaria, dovuta ai virus H5N1. Da qui il nome Avi-gan. Ora sembrerebbe che in Giappone, abbia dimostrato tutta la sua efficacia terapeutica, tanto che il Paese ha risentito poco e nulla dell’epidemia di Covid-19, Sars-Cov2.

L’Avigan è stato sviluppato con brevetto nel 1999,m dalla Toyama Kagaku Kogyo, una consociata della Fujifilm Holdings. Nel Paese del Sol Levante non è inusuale per una grande società, possedere anche delle società parallele, attive su etereogenei campi di ricerca. Il ministro della salute nipponico, Katsunobu Kato, ha dichiarato che il farmaco è stato utilizzato sin dal 22 di Febbraio, per curare i pazienti affetti dal Covid-19, in assenza di una cura specifica, che ancora non possediamo a livello mondiale. Secondo Zhang Xinmin, direttore del Centro Nazionale Cinese per lo sviluppo della biotecnologia, il farmaco possiede un elevato grado di sicurezza ed è chiaramente efficace, nel trattamento dell’infezione, causata dal nuovo Coronavirus. Secondo il racconto del Ministro cinese, durante una conferenza stampa del 17 Marzo, con i funzionari del governo cinese, i test eseguiti su 340 pazienti tra Cina e Giappone, hanno dimostrato che le persone contagiate, a cui viene somministrato l’Avigan, noto anche come Favilaviro T-705, sarebbero in grado di negativizzare il virus in 4 giorni contro gli 11 occorrenti di solito. Anche il Giappone lo usa ed ha deciso di donarlo all’Iran.

Lo scorso 18 Marzo mentre la borsa di Tokyo perdeva 1,7%, le azioni della Fujifilm hanno guadagnato un buon 15,4%. Le stesse azioni nei giorni seguenti si sono assestate su livelli più bassi. Intanto la società farmaceutica cinese Zhejiang Hisun Pharmaceutical Co.Ltd, ha acquistato i diritti esclusivi del Favipinar ( Avigan) dalla Toyama Cheminal Co. Ltd di Fujifilm.

Come agisce il Favipiravir? L’Avigan, con il suo principio attivo, il Favipiravir è un inibitore virale della RNA polimerasi: blocca, inibendola la replicazione del gene virale, all’interno delle cellule infette. L’effetto antivirale del promettente farmaco è attivo sull’influenza aviaria A (H5N1 e H7N9) e altri virus.

L’Aifa promuove la sperimentazione dell’Avigan Il ministro della Salute Roberto Speranza ha appena comunicato la decisione dell’Aifa: al via la sperimentazione e la ricerca.

Il Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia italiana del farmaco ( Aifa), ha discusso sulla possibilità di procedere alla sperimentazione e alla ricerca, relativamente alla possibilità di impiegare l’Avigan, nella cura delle persone affette da Covid-19. Come comunicato da Nicola Magrini al ministro Speranza, si è deciso dopo una necessaria analisi, dei dati disponibili relativi al farmaco, di sviluppare un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco, nella fase iniziale della malattia. Nei prossimi giorni verranno resi operativi i protocolli secondo l’iter collaudato e consueto, già attuato per analoghi farmaci.

Il Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro concorda con la scelta operata e sottolinea come sia fondamentale, in questa fase di lotta al virus, condividere col mondo le informazioni che avremo a breve.

I pareri dei due governatori, delle regioni maggiormente colpite: Attilio Fontana e Luca Zaia

Attilio Fontana, il governatore della Lombardia, la regione più colpita dall’epidemia, si augura che la sperimentazione del farmaco, che partirà domani, proprio dalla sua Regione aiuti a sconfiggere questo maledetto virus.

Luca Zaia aspettava solo l’ok dell’Aifa già da ieri, ed ha manifestato la volontà che si proceda quanto prima,anche in Veneto, con il protocollo di sperimentazione, per non lasciare nulla di intentato, nella lotta contro il mostro. Oms: il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus smorza gli entusiasmi

Il portavoce dell’Oms lancia un monito: studi esigui ed isolati sul farmaco non ci forniranno le risposte di cui abbiamo bisogno.

Il rischio è duplice: diffondere false speranze nella popolazione e generare la penuria del farmaco che invece è efficace nella cura di altre malattie. L’Oms, per questo motivo annuncia Tedros Adhanom Ghebreyesus , lancia il progetto Solidary con lo scopo di generare tempestivamente, prove certe e di alta qualità circa l’efficacia di un farmaco.

“Ci auguriamo la partecipazione di molti Paesi al progetto, perché più numerosi saranno gli studi di qualità e più possibilità avremo di salvare vite umane”.

Il parere della comunità scientifica europea a poche ore della scelta dell’Aifa Ernesto Brugio, Presidente del Comitato scientifico della SIMA Se da una parte l’emergenza sanitaria ci impone di ampliare gli orizzonti dei nostri studi scientifici, cooperando con le task force di altri Paesi, accorciando i tempi di sperimentazione, esaminando metodi alternativi di cura, dall’altra occorre come nel caso dell’Arbidol, andarci con i piedi di piombo e assicurarsi che venga sperimentato e studiato adeguatamente prima di procedere alla sua somministrazione.

Roberto Burioni in un tweet: basta con le scemenze

Il noto virologo Roberto Burioni affida ad un tweet il suo personale sfogo contro quelle che definisce scemenze, i ritrovati miracolosi che invadono il mondo internet – attivo. Sono scemenze: il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell’ibuprofen, i proclami sugli ACE inibitori. Le novità sentenzia giustamente, ci arriveranno solo dalle autorità sanitarie, non certo dai social con le sfilate di sedicenti infermiere, accorati medici, cognati di medici, etc.. Capito?

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