lunedì, Ottobre 25, 2021
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Roma, polizia blocca le mascherine tricolori in piazza contro il governo Conte

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ROMA – “I partecipanti si tenevano a distanza di sicurezza, mentre ci dirigevamo verso le fermate metro e le automobili, siamo stati chiusi ad imbuto da due ingenti schieramenti di forze dell’ordine che hanno di fatto creato un assembramento”.

“Hanno chiesto i documenti ai partecipanti minacciando sanzioni e pene esemplari, più che l’Italia sembra la Cina”. Così i militanti del movimento di CasaPound, che hanno preso parte alla manifestazione di protesta contro il governo Conte che si è svolta a Roma ieri, sabato 16 Maggio. I militanti precisano di non essere stati gli organizzatori del corteo. Qualche centinaio di persone, titolari di attività, che hanno serie difficoltà nel potersi sostenere a causa della forzata chiusura continuata e che domani dovrebbero riaprire, hanno infatti deciso di portare in piazza il proprio dissenso.

Hanno sfilato per alcune vie del centro di Roma con le mascherine tricolori e cantando l’inno nazionale, mantenendo le distanze di sicurezza al fine di evitare assembramento e contravvenire alle norme imposte: famiglie intere composte da donne, bambini, titolari dei negozi e dipendenti.

La manifestazione, autoconvocata da commercianti, ristoratori, esercenti, P.Iva, ha avuto il sostegno dei militanti di CasaPound: contestati i provvedimenti economici adottati dal governo durante il lockdown e per la fase 2.

Il corteo spontaneo ha imboccato via del Corso e puntava a raggiungere piazza di Spagna. In via Due Macelli gli attivisti sono stati bloccati dalla polizia che ha identificato una cinquantina di persone.

Altissima la tensione, come documentato dai numerosi video che girano sui social, prodotti anche da cittadini di passaggio e curiosi che hanno assistito allo svolgimento dei fatti.

I fatti ricordano cosa è accaduto a Milano non troppi giorni fa, con la manifestazione pacifica di ristoratori multati malgrado il rispetto delle distanze di sicurezza.
Teniamo sempre presente il Manifesto che premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa che scrive : “Que la pandemia no sea un pretexto para el autoritarismo”, che tradotto significa: “Che la pandemia non sia un pretesto per l’autoritarismo”, così come riportato in un nostro precedente
articolo.

“Questa è una prevaricazione bella e buona – dichiara uno dei manifestanti -. La nostra libertà è messa a repentaglio anche da chi dovrebbe tutelare la legalità. È assurdo che, nel 2020, lo Stato vada avanti a colpi di dpcm e repressione del dissenso. Indossiamo le mascherine tricolori come simbolo di lotta per la libertà: siamo stufi di un governo che parla solamente, ma non ha ancora erogato la liquidità necessaria per far partire le attività. Non possiamo più tutelare chi lede ogni giorno i diritti e le libertà costituzionalmente garantiti. Le forze dell’ordine ci hanno chiuso la strada bloccando entrambi i lati con militari in assetto anti-sommossa, chiedendo i documenti ai partecipanti e minacciando sanzioni e pene esemplari”.


Ettore Lembo

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