venerdì, Ottobre 30, 2020
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Eduardo De Filippo in TV del 21 maggio alle 15.00 su RAI 5: “Na santarella” di Eduardo Scarpetta

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Eduardo De Filippo in TV del 21 maggio alle 15.00 su RAI 5: “Na santarella” di Eduardo Scarpetta

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Oggi pomeriggio 21 maggio su RAI 5 alle 15.00 per il Grande Teatro di Eduardo De Filippo sulle reti RAI, va in onda la commedia “Na Santarella” nella versione diretta e interpretata nel 1975 da Eduardo De Filippo, con Marilù Prati, Isa Danieli, Luca De Filippo, Mario Scarpetta, Marisa Laurito, Enzo Turco, Gennaro Palumbo, Nunzia Fumo.

Na santarella è una commedia scritta da Eduardo Scarpetta nel 1889 e rappresentata per la prima volta il 15 maggio dello stesso anno al Teatro Sannazaro di Napoli.

«Siete una vera Santarella. È proprio una perla. Che perla!»(espressioni rivolte alla Santarella dalla Madre Superiora nella commedia)

Eduardo de Filippo nel testo intitolato Eduardo De Filippo presenta Quattro commedie di Eduardo e Vincenzo Scarpetta (edizioni Einaudi, Collana Gli struzziTorino 1974), di cui ha curato la redazione, scrive di voler presentare la carriera di drammaturgo di Eduardo Scarpetta attraverso le sue commedie più significative delle quali Lu curaggio de nu pompiere napulitano rappresenta il momento dell’esordio, Li nepute de lu sinneco il periodo più maturo artisticamente che raggiungerà la punta più alta con Na santarella. Dopo il ritiro dalle scene di Eduardo Scarpetta la sua opera fu ben proseguita dal figlio Vincenzo che con la quarta commedia ‘O tuono ‘e marzo ben s’inserisce nell’eredità scarpettiana.

Ciò che più ha caratterizzato l’arte di Eduardo Scarpetta e che si riflette in queste quattro opere, è stata, secondo Eduardo, la capacità di introdurre continui rinnovamenti non solo nella composizione delle sue commedie, ma in tutti gli aspetti dell’arte scenica: dalla recitazione, al trucco del volto, alle scene.

Con una breve introduzione a ciascuna delle commedie Eduardo poi si propone di dare alcune notizie su il mondo del teatro di allora.

Con questa commedia Scarpetta raggiunse un grandissimo successo di pubblico e di cassetta, tanto che con i proventi fece costruire una villa al Vomero che chiamò La santarella tanto famosa che lo stesso Comune di Napoli chiamò la strada che portava alla villa Viale Santarella, nome che rimase nell’uso anche dopo che l’intitolazione della strada fu cambiata. In riconoscenza per i lauti guadagni realizzati Scarpetta fece innalzare nell’ingresso del palazzo che aveva al centro di Napoli, tre statue raffiguranti i personaggi principali della commedia.

L’opera deriva dall’operetta di Meilhac e Millaud Mam’zelle Nitouche di cui Scarpetta, come racconta nell’autobiografia Cinquant’anni di palcoscenico, conservò la trama ma cambiò completamente l’ambientazione e le caratterizzazioni dei personaggi, tolse tutto il terzo atto che si svolgeva in una caserma «grazioso nell’operetta ma poco adatto alla scena di prosa, specialmente di un teatro dialettale» e, in più, per dare vivacità comica alla commedia, introdusse tre nuovi personaggi con funzioni di macchiette: il Marchesino Sparice, il cuoco cabalista e il vecchio sagrestano.

Così trasformata la commedia fu rappresentata, con immutabile successo, per centodieci sere consecutive e più di mille furono le recite date in tutt’Italia.

Anche Eduardo ha portato dei cambiamenti alla rappresentazioni sia teatrali che televisive della commedia introducendo al terzo atto due lunghi monologhi di Felice Sciosciammocca che nella commedia originale non compaiono perché non venivano scritti, ma affidati alla recitazione a soggetto degli attori.

Ha aggiunto anche un nuovo personaggio quello di Suor Teresa che sorveglia l’educanda nel colloquio con il giovane tenente, affidandole anche una scena con Michele, il custode del convento.

La trama

Felice Sciosciammocca ha una doppia vita: di giorno, suona musiche sacre come organista del convento delle Rondinelle e insegna musica alle educande, di notte, invece, di nascosto delle monache, si reca a Napoli dove, sotto la falsa identità di “Arturo Maletti”, è conosciuto come autore di operette, di cui una dal titolo “La figlia dell’imperatore”. Il suo segreto viene però scoperto da un’educanda sbarazzina, Nannina, detta santarella, per il fatto che ostenta con tutti, specie con la superiora, Donna Rachele, un comportamento ingenuo e innocente.

A dare il via all’azione drammatica è la decisione dello zio di Nannina di darla in sposa al tenente Eugenio Poretti, ufficiale di cavalleria. Di questa decisione l’educanda viene tenuta all’oscuro dicendole che dovrà recarsi a Roma con Felice Sciosciammocca, che dovrebbe accompagnarla, appunto a sua insaputa, dal futuro sposo. Ma Santarella, appassionata dell’operetta di Sciosciammocca, che conosce a memoria, lo ricatta minacciando che se non la condurrà al Teatro del Fondo, dove è messa in scena “La figlia dell’imperatore”, rivelerà alle monache la sua attività licenziosa di autore di operette.

La prima donna dello spettacolo, Cesira, ingelosita dalla presenza della ragazza, che crede amante di Felice, abbandona la scena per essere sostituita da Nannina, di cui Eugenio Poretti casualmente si innamora, ignaro che ella sia la ragazza che le è stata promessa in sposa.

Inevitabile la conclusione finale: lo spettacolo avrà un gran successo e i due giovani si sposeranno felicemente.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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