venerdì, Ottobre 23, 2020
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La Fiom: “Lavoratori fragili figli di un Dio minore”

medici di

Riceviamo e pubblichiamo: “L’attuale modello di sviluppo creerà sempre le condizioni perché le categorie più deboli paghino il tributo più alto. Anche l’attuale situazione legata al COVID-19 non fa eccezione e conferma che davanti ai drammi non siamo tutti uguali. Il fatto di non avere una visione globale delle condizioni materiali di tutti e di non puntare a superare l’attuale modello di sviluppo porta a normare la generalità, mentre le PARTICOLARITÀ, come sempre, pagano le conseguenze delle decisioni assunte dai più forti.

È il caso dei cosiddetti lavoratori “fragili”. Né il Governo né le aziende cercano di fare uno sforzo in più per non essere la causa dell’eventuale emarginazione di questi Lavoratori.

Al tempo del coronavirus alcune aziende, nelle more dei buchi legislativi,
attraverso i medici competenti inviano delle lettere ai Lavoratori che
ritengono iper-suscettibili invitandoli a non presentarsi al lavoro e a
rivolgersi al medico curante perché questi ne dichiari l’idoneità al
lavoro.

Per prima cosa i medici di base non hanno la competenza per stabilire
l’idoneità di un lavoratore a una specifica mansione. Secondo poi, la
terminologia “INVITO” mette in forte difficoltà questa categoria di
Lavoratori, i quali, si trovano a decidere del loro destino assumendosi
direttamente l’onere di una scelta critica, frutto solo di una delicata
condizione di salute.

LA GRAVITÀ DI QUESTA SITUAZIONE È CHE NON SI POTRÀ MAI DETERMINARE PER QUANTO TEMPO DURERÀ QUESTA CONDIZIONE LEGATA AL CORONAVIRUS, CON LA CONSEGUENZA CHE NON SI SA SU QUALE REDDITO TALI LAVORATORI POTRANNO CONTARE.

I Lavoratori “Fragili” saranno di più tipi, quelli che potranno
utilizzare il codice di malattia V07 rientranti nelle figure previste
nel DPCM e quelli che vedono una estensione delle patologie da parte
delle aziende o quelli ai quali i medici di base non ritengono di poter
applicare il codice V07. I primi, compatibilmente con il regime degli
ammortizzatori sociali, vengono considerati in malattia equiparata ad un
ricovero ospedaliero e quindi le giornate di assenza, pur essendo
salvaguardate dal punto di vista economico, impattano sul comporto in
termini di conservazione del posto di lavoro; gli altri seguiranno le
regole previste dalle circolari INPS se in malattia o saranno in cassa
integrazione se l’azienda potrà utilizzare gli ammortizzatori
sociali.

Se il lavoratore ritiene opportuno non andare al lavoro per
salvaguardare la propria salute ma il medico di base non ravvisa le
condizioni di malattia, o viene posto in cassa integrazione con una
forte perdita economica (sempre che l’azienda abbia a disposizione la
cassa integrazione), oppure rischia di restare a casa ma senza
stipendio.

Se il lavoratore è afflitto da una patologia e quindi il medico di base
ne certifica lo stato di malattia, il lavoratore può trovarsi davanti a
due situazioni: la prima è che gli viene pagata la malattia ma comunque
c’è un impatto sul comporto; la seconda è che, qualora l’azienda abbia
attivato la cassa integrazione, il lavoratore fragile viene collocato in
regime di ammortizzatore sociale, quindi pagato secondo gli importi
previsti per la cassa integrazione.

Cosa succede se il lavoratore, nonostante la precarietà della sua
condizione di salute, decide di rientrare al lavoro?

* o l’azienda, tramite il medico competente, lo fa rientrare e il
lavoratore, pur consapevole delle sue condizioni, svolgerà le mansioni
assegnate;
* oppure l’azienda, tramite il medico competente, lo ritiene
temporaneamente inidoneo al lavoro e di conseguenza rientra nei casi
suddetti.

Questa condizione, non normata, potrebbe alimentare forti preoccupazioni
su potenziali decisioni discriminatorie.

CHE COLPA HANNO QUESTI LAVORATORI SE DEVONO FARE I CONTI CON
“FRAGILITÀ” CHE NON CONSENTONO TEMPORANEAMENTE DI LAVORARE?

Come previsto da DPCM e Protocolli le aziende sono chiamate a creare le
condizioni perché i Lavoratori “Fragili” possano tornare al lavoro
in sicurezza.

LA FIOM HA PREDISPOSTO UNA LETTERA CHE OGNI SINGOLO LAVORATORE FRAGILE POTRÀ INVIARE ALL’AZIENDA RIPORTANDO L’ONERE DELLA DECISIONE IN CAPO ALL’UNICA FIGURA TITOLATA: IL MEDICO COMPETENTE.

Come sempre la FIOM è a disposizione di tutti i Lavoratori, oggi in
modo particolare di quelli “Fragili”, per informarli e supportarli”.


FIOM ABRUZZO MOLISE

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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