sabato, Ottobre 23, 2021
Home > Italia > Caso Palamara, Salvini: “Carriere per simpatia? Si vada a sorteggio”

Caso Palamara, Salvini: “Carriere per simpatia? Si vada a sorteggio”

palamara

“Palamara ha candidamente ammesso che le carriere sono decise per simpatia:senza amici, o sei un genio o non vai da nessuna parte.

Io però sono certo che la stragrande maggioranza degli 8.000 magistrati italiani siano persone libere e perbene, per questo condivido la posizione del giudice Carlo Nordio: sorteggio dei componenti del Csm per stroncare quelle degenerazioni correntizie e quella commistione politica-magistratura che anche il presidente Mattarella ha condannato.

E poi: tempi certi dei processi, certezza della pena, separazione delle carriere. Cittadini e aziende devono tornare ad avere fiducia, non paura, verso la giustizia”.

Così il leader della Lega, Matteo Salvini, sul proprio profilo Facebook.

L’ex consigliere del Csm Luca Palamara, indagato per il cosiddetto “mercato delle toghe” sotto processo a Perugia per corruzione e rivelazioni di segreti d’ufficio, è stato intervistato domenica da Massimo Giletti nel corso dell’ultima puntata di Non è l’Arena.

Palamara ha risposto sugli intrecci tra magistratura e politica: “Sono qui perché ho il dovere di chiarire. Mi sento e sono uomo delle istituzioni, amo la magistratura, porto la toga nel cuore. Non ho inventato io il sistema delle correnti, quindi identificare me come male assoluto è un’operazione che potrebbe far comodo a qualcuno, Prima di svolgere le funzioni al CSM, ho svolto il lavoro di Pm in Calabria, poi sono arrivato a Roma e l’inchiesta che mi ha reso famoso è stata Calciopoli. Mi chiamavano tantissime persone per la mia funzione di rappresentanza, non per il compimento di atti illeciti, ma perché la mia mediazione avrebbe smussato gli angoli. Non c’è un solo Luca Palamara, ce ne sono tanti, però il trojan nel telefono lo hanno messo solo a me[…]

Quando ci sono tante domande per un solo posto è inevitabile che i curriculum dei magistrati siano paritari quindi la scelta è difficile. Si cerca di avere un contatto diretto con il consigliere. Avevamo tanti esponenti delle correnti che stazionavano fuori alla stanza a perorare la loro causa. Ma non dobbiamo demonizzare tutto, i cittadini devono essere rassicurati che nei posti più importanti ci sono le persone più importanti. E’ vero però che chi non appartiene alle correnti è penalizzato”.

Di recente sullo scandalo che ha travolto la magistratura si è pronunciato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:

“In riferimento alle vicende inerenti al mondo giudiziario, assunte in questi giorni a tema di contesa politica, il Presidente della Repubblica ha già espresso a suo tempo, con fermezza, nella sede propria – il Consiglio Superiore della Magistratura – il grave sconcerto e la riprovazione per quanto emerso, non appena è apparsa in tutta la sua evidenza la degenerazione del sistema correntizio e l’inammissibile commistione fra politici e magistrati.

​Il Presidente della Repubblica ha, in quella stessa sede, sollecitato modifiche normative di legge e di regolamenti interni per impedire un costume inaccettabile quale quello che si è manifestato, augurandosi che il Parlamento provvedesse ad approvare una adeguata legge di riforma delle regole di formazione del CSM.

​Una riforma che contribuisca – unitamente al fondamentale e decisivo piano dei comportamenti individuali – a restituire appieno all’Ordine Giudiziario il prestigio e la credibilità incrinati da quanto appare, salvaguardando l’indispensabile valore dell’indipendenza della Magistratura, principio base della nostra Costituzione”.

Risalgono all’agosto del 2018 le chat intercettate agli atti dell’inchiesta di Perugia sul pm romano Luca Palamara dalle quali emergerebbero, come afferma il leader della Lega Matteo Salvini, “le trame di Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm e sottosegretario di due governi a guida Pd, per far intervenire il Consiglio Superiore della Magistratura a supporto delle indagini sullo sbarco degli immigrati dalla nave Diciotti. 

Se i fatti enunciati rispondessero a verità, sarebbe un fatto di una gravità inaudità. Anche perchè, nel corso delle intercettazioni, emergerebbe la necessità di sostenere, attraverso l’azione contro Salvini, la campagna elettorale di Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm e sottosegretario di due governi a guida Pd, che si sarebbe svolta senza successo in Abruzzo. E la connivenza tra politica e magistratura, in un paese realmente democratico e civile, non dovrebbe esistere. Perchè, in caso contrario, ciò vorrebbe dire che nessun cittadino è al sicuro da una giustizia dalla quale dovrebbe essere tutelato.

Lucia Mosca

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net