mercoledì, Gennaio 27, 2021
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Persone al centro della ripartenza post Covid: le Marche modello da seguire

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«Per ripartire ai tempi del coronavirus occorre seguire il “modello Marche”, mettendo le persone al centro del lavoro: Enrico Loccioni, Enrico Bracalente e, prima di loro, Enrico Mattei e Aristide Merloni hanno promosso il welfare a misura d’uomo, priorità di oggi ai tempi della pandemia che ha colpito duramente anche il nostro Paese». È questo l’invito presente nel libro “Tempo di Iop: Intranet of people” (Flaccovio editore), diventato un caso nazionale grazie a oltre 250 riprese sui media italiani: scritto dal giornalista professionista milanese e comunicatore d’azienda Filippo Poletti*, è disponibile in formato cartaceo nelle librerie e come ebook sui principali store online come Amazon.

«Assieme all’unità per il bene comune, al dialogo aperto, alla formazione e alla sostenibilità, la comunicazione interna aziendale deve promuovere il benessere integrale delle persone – scrive Poletti, classe 1970, originario di San Donato Milanese –. È quello che hanno fatto tanti capitani d’impresa originari delle Marche. Ideato e sviluppato nelle forme attuali a partire dal Novecento, il “corporate welfare” ebbe in Enrico Mattei e Aristide Merloni dei veri e propri modelli. Nato ad Acqualagna il 29 aprile 1906, il primo volle dare vita, assieme all’Eni, l’Ente nazionale idrocarburi, a un villaggio residenziale a San Donato Milanese: edificato a partire dal 1953, fu dotato di uffici, laboratori, case e servizi collettivi, da quelli sanitaria all’asilo e alle scuole, fino al centro sportivo dedicato in tempi recenti allo stesso Mattei dall’amministrazione comunale».

Nella stessa direzione, assieme a Mattei, si mosse Aristide Merloni, l’imprenditore classe 1897 nato a Fabriano. Queste sue parole, citate dalla Fondazione che porta il suo nome, ne sintetizzano l’impegno a favore del cosiddetto “industrial welfare”: «In ogni iniziativa industriale non c’è valore del successo economico se non c’è anche l’impegno nel progresso sociale».

Venendo ai nostri giorni tante imprese delle Marche hanno raccolto l’eredità di Mattei e Merloni: «È il caso di Enrico Loccioni con l’azienda omonima e di quello di Enrico Bracalente con NeroGiardini: entrambi hanno seguito l’esempio dei corregionali attivi nel secolo XX, sviluppando ulteriormente la via italiana del welfare aziendale». Vale, in particolare, per l’azienda Loccioni, la cui attenzione alle persone, alla cultura d’impresa e all’innovazione hanno portato il gruppo a essere riconosciuto come uno dei migliori ambienti di lavoro nel nostro Paese in diverse edizioni della prestigiosa classifica stilata da Great Place to Work Institute. Vale anche per NeroGiardini di Monte San Pietrangeli, il cui impegno del fondatore a favore dei lavoratori è riassunto in questa frase: «La vera forza e la vera ricchezza dell’azienda sono rappresentate principalmente dalle risorse umane che lavorano e collaborano con noi».

«Mai come oggi, in un momento di grande difficoltà dovuta alla pandemia – conclude Poletti, influencer su LinkedIn Italia e fondatore del portale Rassegnalavoro –, i nostri sforzi devono essere finalizzati a promuovere la centralità delle persone sul posto di lavoro, condividendo anche attraverso la comunicazione interna aziendale le ragioni di ciò facciamo e le sfide da compiere. Dopo anni in cui il dibattito nel mondo del lavoro si è concentrato sull’IoT o Internet of Things è giunto il momento di riservare la massima attenzione all’IoP o Intranet of People, valorizzando l’impegno personale e il giusto bilanciamento tra vita e professione così come fatto in Italia nelle Marche da Mattei, Merloni, Loccioni e Bracalente».

*Giornalista professionista classe 1970, Filippo Poletti ha scritto per oltre 20 testate giornalistiche come il “Corriere della Sera”, il “Giorno”, “Libero” e “L’Eco di Bergamo”. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti è oggi uno degli influencer su LinkedIn, il social media dedicato ai professionisti. Lavora nell’ambito della comunicazione interna ed esterna.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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