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Lettomanoppello, “Dieci Giornate in Pietra”, riaperta la bottega del maestro Gennarino D’Alfonso

lettomanoppello

LETTOMANOPPELLO – Nel pomeriggio del 6 settembre 2020 è stata inaugurata ufficialmente la manifestazione “Le Dieci Giornate in pietra” con un nutrito calendario di eventi: https://www.la-notizia.net/2020/09/04/lettomanoppello-domenica-6-settembre-al-via-le-dieci-giornate-in-pietra/ .

La manifestazione è partita con la riapertura della storica bottega dello scalpellino Gennaro D’Alfonso, ultimo grande maestro della scuola della lavorazione della pietra bianca della Maiella, scomparso all’età di 79 anni il 7 ottobre 2010.

Gennaro, un tassello insostituibile nella storia dell’arte e della lavorazione artigianale dell’Abruzzo della seconda parte del XX secolo, apprese l’arte dello scalpellino in tenera età, direttamente dal padre che morì in un incidente quando lui aveva solo 7 anni. Così, Gennarino si dedicò a pieno all’arte appresa dal caro padre defunto, ottenendo notevoli risultati che ne fanno il più grande maestro abruzzese della lavorazione della pietra della Maiella fra la fine del Novecento e gli inizi del Duemila.

 A Lettomanoppello e in diverse città italiane ed europee, ci sono a tutt’oggi tracce del talento di Gennaro D’Alfonso di Lettomanoppello che oltre ad essere stato il maestro per diversi allievi che volevano apprendere l’arte della lavorazione della pietra bianca della Maiella ha dato vita, con lo scalpello fra le sue mani, ad opere e monumenti di grande pregio artistico.

Nel 1981, per il 25esimo anniversario di Marcinelle, Gennaro D’Alfonso regalò alla città belga una scultura rappresentante due treni che si incrociano, uno proveniente dall’Italia carico di minatori e uno con un carico di carbone diretto in Italia dal Belgio.

Sempre negli anni Ottanta il Comune di Lettomanoppello donò all’Unesco un bassorilievo realizzato da Gennaro D’Alfonso con due mani che si stringono.

Al Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il maestro scalpellino lettese regalò una pipa su una foglia di tabacco, il tutto scolpito con la pietra della Maiella. 

Nel 1996, Gennaro D’Alfonso ha realizzato con Nino Domenico Di Pietrantonio, un monumento posto all’ingresso della miniera belga di Marcinelle.

A Lettomanoppello, in località Fonte del Papa, c’è una sua statua di Celestino V, pesante ottocento chili e alta più di due metri.

Si è occupato, inoltre, del restauro di importanti chiese come il Volto Santo di Manoppello, la Basilica di  Collemaggio a L’ Aquila.

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, spazio che è stato colmato simbolicamente per un istante riaprendo ufficialmente la sua storica bottega e facendo rivivere l’immortale arte di Gennarino, alla presenza delle istituzioni, della moglie Concetta, dei parenti, di amici, di concittadini e visitatori.

Di seguito il discorso del Sindaco Simone Romano D’Alfonso:

Cristiano Vignali – LaNotizia.net

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