lunedì, Ottobre 18, 2021
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Lockdown europeo? In Italia contagi record, i positivi sono più dei guariti

coronavirus

Un lockdown europeo. Questa l’idea scaturita da una telefonata intercorsa tra il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. Se ne parlerà oggi (giornata in cui terrà il vertice Ue sulla pandemia), nel corso di un incontro preliminare con alcuni capi di governo. Ma da Bruxelles arriva anche un’altra proposta: quello del salario minimo europeo, ovvero una garanzia legale grazie alla quale un lavoratore europeo possa guadagnare abbastanza per vivere. Nel mondo si contano intanto oltre 44 milioni di contagi. Gli Stati Uniti sono, come è ben noto, il paese più colpito.

In Italia, i contagi registrati nella giornata di ieri hanno toccato quasi quota 25mila, ma con un numero di tamponi nettamente superiore (198.952 – martedì erano stati 174.398). Il dato preoccupante riguarda il fatto che, nel nostro Paese, si contano attualmente più positivi che guariti dal Covid e che l’epidemia è largamente diffusa e non più localizzata. Oggi il premier Conte riferirà in Parlamento circa le misure adottate con gli ultimi Dpcm.

Il premier Conte smentisce ancora l’ipotesi lockdown

Il premier nel frattempo continua a smentire l’ipotesi di un nuovo lockdown: “Aspettiamo due settimane, l’obiettivo è quello di tenere la curva dei contaggi sotto controllo”.

Ieri il Presidente del Consiglio ha risposto al Question time alla Camera dei Deputati.

Nell’intervento ha ricordato di aver informato preventivamente delle misure le opposizioni. E’ stato nel frattempo convocato per domani 30 ottobre, alle 11, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri.

A preoccupare è anche la situazione delle carceri, in quanto si teme possano aumentare a dismisura i focali che si generano al loro interno. Il crescendo dei contagi, nel corso degli ultimi giorni, preoccupa infatti non poco. Si sono quindi prese contromisure che non verranno però applicate ai condannati per reati gravi e a chi ha partecipato alle rivolte nelle carceri.

“In questo momento difficile – scrive il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede -, è importante che la giustizia vada avanti. Nel decreto-legge appena approvato dal Consiglio dei Ministri, il Governo ha messo in campo ulteriori misure per sostenere alcuni settori produttivi, ma ci sono anche alcune importanti novità riguardanti il settore della giustizia.

Magistrati, avvocati, cancellieri, personale dell’amministrazione penitenziaria, polizia penitenziaria e tutti gli operatori della giustizia devono trovarsi nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza.Per questo, nel rispetto del contraddittorio e delle garanzie processuali, è fondamentale riuscire a digitalizzare e “remotizzare” alcune attività della giustizia.Ecco i punti principali, espressi ovviamente in estrema sintesi:

– Indagini preliminari con collegamenti da remoto, in modo da sentire la persona offesa, gli indagati, i consulenti del pm o la polizia giudiziaria anche in collegamento da remoto;

– Udienze penali mediante videoconferenze o collegamenti (con il consenso delle parti), ad eccezione delle udienze istruttorie e di quelle per la discussione finale;

– Possibilità di ricorrere all’udienza c.d. cartolare anche per i casi di separazione consensuale e divorzio congiunto;- Possibilità per gli avvocati penalisti di depositare da remoto, con pieno valore legale, istanze, memorie e atti mediante il portale del processo penale telematico o tramite invio pec;

– Obbligo del braccialetto elettronico per i detenuti che ottengono, per decisione del magistrato di sorveglianza, la detenzione domiciliare con residuo pena superiore a 6 mesi (e inferiore a 18 mesi, come già prevede la normativa vigente): si preclude comunque l’accesso alla detenzione domiciliare a chi è stato condannato per mafia, terrorismo, corruzione, voto di scambio politico-mafioso, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking nonché a chi ha subito una sanzione disciplinare (o ha un procedimento disciplinare pendente) per la partecipazione a tumulti o sommosse nelle carceri.

Inoltre, al Ministero stiamo lavorando per garantire che i cancellieri in smart working possano accedere (con pc dedicati) ai registri del civile e del penale in modo da potenziare l’attività lavorativa a distanza. Contestualmente, si darà agli avvocati la possibilità di accedere dai loro studi, dopo la chiusura delle indagini, agli atti del procedimento penale.La situazione è grave in tutta Europa: in questo momento dobbiamo essere tutti uniti e coesi contro l’unico nemico, la pandemia”.

Lucia Mosca

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