domenica, Giugno 13, 2021
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Istituzioni sorde al rumoroso appello dei 4 fratelli di Cuneo?

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Istituzioni sorde al rumoroso appello dei 4 fratelli di Cuneo?

Ne abbiamo già parlato varie volte, in quanto spesso trattiamo il tema degli affidi dei minori, ma ancora una volta il silenzio di chi dovrebbe intervenire lascia perplessi.

Ricordiamo brevemente la vicenda di questa mamma di Cuneo che, dopo aver denunciato il marito per violenze, si è vista portare via i 4 figli dalle Istituzioni.

I minori sono stati collocati in ben 4 strutture diverse senza avere la possibilità di stare insieme.

Del caso si sono occupati diversi organi di stampa, ma al momento la situazione sembra essere rimasta invariata.

Molti i parlamentari che hanno preso a cuore la sorte di questi bambini e che hanno presentato interrogazioni, sia alla Camera dei Deputati sia al Senato della Repubblica.

Da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, dal PD alla Lega, tutti si sono interessati del caso, direttamente o indirettamente,  affinché si intervenisse.

Raccogliamo a questo proposito l’appello che l’ AIEF, Associazione Infanzia e Famiglia, ha lanciato con una raccolta di firme su Change.Org ed indirizzata al Sottosegretario Giorgis, così come al Sottosegretario alla Giustizia con delega ai minori anche in qualità di parlamentare piemontese, essendo sia l’associazione che i bambini di quella regione “affinché il Ministero della Giustizia adotti con urgenza iniziative ispettive sul caso dei quattro fratellini di Cuneo, divisi tra loro in diverse comunità da 140 giorni”.

La petizione è indirizzata anche al Ministro Bonafede oltre che al Sottosegretario Giorgis. Tommaso Varaldo, Presidente AIEF, che sta seguendo in maniera capillare la vicenda dei fratellini di Cuneo dichiara:

“Chiediamo al Ministero di esercitare il suo potere ispettivo per far luce su questa vicenda e verificare che non siano stati lesi alcuni diritti dei minori, come il diritto ad essere ascoltati nelle proprie volontà in base all’età e alla capacità di discernimento.

Con l’interrogazione parlamentare depositata oggi dalla Senatrice Maria Rizzotti si interroga, inoltre, il Ministro per chiedere se non ritenga che le modalità di intervento riportate anche dalla stampa possano provocare traumi indelebili nei minori e siano contrarie all’obbligo per lo Stato di promuovere il benessere dei cittadini minori, come previsto anche dalla Dichiarazione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” e conclude, “Se un minore arriva a scrivere “sarebbe stato meglio se mia madre non avesse denunciato le violenze perché forse a quest’ora saremmo a casa con la nostra famiglia”, allora riteniamo sia d’obbligo per gli organi dello Stato approfondire se a questo giovane cittadino lo Stato abbia, non solo garantito i più elementari diritti, ma abbia anche saputo dimostrare la propria autorevolezza nel difendere sempre le vittime, la Verità, la Giustizia e la Libertà, in particolare, quella dei suoi cittadini più vulnerabili: i minori”.

Un Governo responsabile non può che intervenire immediatamente su questo caso, ma anche su tutti gli altri casi che vedono i bambini vittime di un sistema poco chiaro.

Ormai troppe in Italia le situazioni che vedono i minori allontanati dalle proprie famiglie a causa della presunta Sindrome da alienazione genitoriale (PAS) che, anche secondo la Cassazione, non ha basi scientifiche tali da giustificare decisioni drastiche in fatto di minori, come anche recentemente asserito dal Ministro Speranza.

La “diffusione” della PAS nel nostro sistema giudiziario ha però finora comportato, purtroppo, dei veri e propri aborti decisionali.

La PAS, infatti, comporta la piena svalutazione di qualunque manifestazione di volontà da parte del minore, che si presume essere inaffidabile in quanto “non libero ma condizionato e manipolato”.

Nell’augurio che i 4 bambini, ma anche tutti gli altri che vivono situazioni analoghe, possano presto tornare a casa, non possiamo che raccogliere l’appello e fornire il link della petizione chi intendesse aderire: https://www.change.org/p/alfonso-bonafede-ministero-intervenga-sul-caso-dei-quattro-fratellini-di-cuneo

Ettore Lembo

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