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Anticipazioni per “Il Trittico” di Puccini dell’8 giugno alle 10 su Rai 5: dalla Scala di Milano

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Anticipazioni per “Il Trittico” di Puccini dell’8 giugno alle 10 su Rai 5: firmato Luca Ronconi dalla Scala di Milano

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Nell’ambito della storica collaborazione tra Rai e Scala – che in questo periodo, attraverso Rai Cultura, ha già portato su RaiPlay importanti spettacoli – arrivano in Tv sulla Rai le grandi opere scaligere. 
In onda oggi martedì 8 giugno alle 10 su Rai 5, la versione del Trittico di Giacomo Puccini, diretta da Riccardo Chailly e firmata da Luca Ronconi che Rai Cultura propone in prima serata.

Andato in scena al Teatro alla Scala di Milano nel 2008, lo spettacolo vede al centro l’idea della morte, che domina in modo diverso tutti e tre gli atti unici che compongono il capolavoro pucciniano, andato in scena per la prima volta al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918. In “Il tabarro” la scena è dominata da una sinistra imbarcazione che sembra incagliata in un muro di cemento. In “Suor Angelica” l’azione si svolge su una statua della Madonna riversa al suolo, nella posizione che assumerà la protagonista al momento di avvelenarsi. E in “Gianni Schicchi” è il cadavere di Buoso Donati a tenere la scena, su un grande letto rosso, attorniato da parenti di nero vestiti.
Protagonisti del primo titolo, Il tabarro, sono Juan Pons nella parte di Michele, Paoletta Marrocu in quella di Giorgetta e Miroslav Dvorsky come Luigi. Il secondo dei tre atti unici, Suor Angelica, vede protagonista Barbara Frittoli nel ruolo del titolo, affiancata da Mariana Lipovsek nei panni della terribile Zia Principessa. Il terzo titolo, Gianni Schicchi, vede infine in scena Leo Nucci come protagonista, affiancato da Nino Machaidze come Lauretta e Vittorio Grigolo come Rinuccio. Le scene sono firmate da Margherita Palli e i costumi da Silvia Aymonino. La regia televisiva è di Emanuele Garofalo.

Il Trittico è il nome con cui sono conosciute tre opere in un atto musicate da Giacomo PucciniIl tabarro, su libretto di Giuseppe AdamiSuor Angelica e Gianni Schicchi, entrambe su libretto di Giovacchino Forzano.

Intorno al 1904, Puccini iniziò la pianificazione di una serie di opere in un atto, in gran parte a causa del successo di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.[1] In origine, aveva in mente di scrivere ogni opera per riprendere ognuna delle tre cantiche della Divina Commedia di Dante. Tuttavia, alla fine basò solo Gianni Schicchi sul poema di Dante.[2] Inizialmente Puccini compose solo Il tabarro (l’idea originaria gli fu suggerita dall’ascolto a Parigi, nel 1912, del dramma La houppelande di Didier Gold). Solo in seguito pensò di accompagnare questo truce dramma con altri due lavori di carattere contrastante, appunto Suor Angelica, scritta tra la fine del 1916 ed i primi mesi del 1917, e Gianni Schicchi, terminato nella primavera del 1918.

Le tre opere furono rappresentate in prima assoluta il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York con esito sostanzialmente positivo, anche se solo Gianni Schicchi fu accolto senza riserve.[3] La “prima” fu diretta dal Maestro Roberto Moranzoni.

Sebbene all’inizio fosse apprezzato soprattutto Gianni Schicchi (che comunque rimane il più rappresentato fra le tre opere anche per la famosa aria O mio babbino caro[4]), mentre Puccini preferiva Suor Angelica, oggi l’orientamento della critica è mutato e tutte e tre le opere sono entrate a pieno titolo nei repertori dei teatri lirici.

Puccini voleva che tutte e tre le opere fossero eseguite come un insieme, e scrisse a Casa Ricordi per lamentarsi del permesso nel 1920 alla Royal Opera House di Londra di eseguire Il tabarro e Gianni Schicchi senza Suor Angelica. Accettò con riluttanza che le due opere fossero date in un programma con i Balletti russi di Sergej Djagilev, ma quando venne a sapere che Il tabarro era stato lasciato cadere, scrisse all’amica Sybil Seligman per dire “Mi spiace molto che il Trittico venga rappresentato in pezzi – ho dato il permesso per due opere, e non una, in collaborazione con il Balletto russo “.[5] Raramente, però, vengono eseguite tutte assieme, sebbene abbiano conquistato un posto stabile in cartellone.

In televisione è nota la versione del 2008 del Teatro alla Scala di Milano diretta da Riccardo Chailly per la regia di Luca Ronconi ripresa da Rai 2 e trasmessa anche da Classica HD e Rai 5.

Sinossi

Luogo: Una chiatta sulla Senna a Parigi.
Tempo: 1910.
L’opera è molto scura e cupa, piena di violenza: ha un carattere verista.

Luogo: Un convento vicino a Siena.
Tempo: L’ultima parte del XVII secolo.
Questa seconda opera, la preferita di Puccini[6] (ma di solito è quella che viene omessa se sono eseguite solo due opere) è un racconto edificante sulla redenzione religiosa.

Luogo: Firenze.
Tempo: 1299.
La terza opera è la più famosa, una farsa piena di avidità e connivenze.

Redazione
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