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Anticipazioni per “La forza del destino” di Verdi del 28 giugno alle 10 su Rai 5: dalla Scala di Milano

la forza del destino

Anticipazioni per “La forza del destino” di Verdi del 28 giugno alle 10 su Rai 5: diretta da Riccardo Muti per la regia di Hugo de Ana dalla Scala di Milano

Anticipazioni per “Omaggio al Balletto” del 10 gennaio su Rai 5: “Giselle  “con Roberto Bolle dalla Scala di Milano

Per la Grande Musica Lirica in TV in onda oggi lunedì 28 giugno su Rai 5 la storica edizione de” La forza del destino” di Verdi andata in scena nel febbraio 1999 alla Scala di Milano con la direzione di Riccardo Muti, la regia di Hugo de Ana e l’interpretazione di Eldar Aliev.

La forza del destino è un’opera o melodramma in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave tratto da Alvaro o la forza del destino di Ángel de Saavedra.

La prima rappresentazione assoluta ebbe luogo al teatro Imperiale di San Pietroburgo, in Russia, il 10 novembre 1862, mentre il debutto italiano, con il titolo Don Alvaro, fu a Roma al teatro Apollo il 7 febbraio 1863 con le sorelle Carlotta e Barbara Marchisio.

Riguardo alla prima italiana, Verdi scrisse a Vincenzo Luccardi il successivo 17 febbraio: «Se l’opera a Roma è andata abbastanza bene, avrebbe potuto andare mille volte meglio se Jacovacci potesse una volta mettersi in testa che, per avere dei successi, ci vogliono ed opere adatte agli artisti ed artisti adatti alle opere. È certo che nella Forza del destino non è necessario sapere fare dei solfeggi, ma bisogna aver dell’anima e capir la parola ed esprimerla».

La seconda versione — per la quale Verdi aggiunse la celebre sinfonia, compose un nuovo finale e operò numerose altre modifiche tra le quali la rielaborazione del libretto a cura di Antonio Ghislanzoni — debuttò con successo al teatro alla Scala di Milano il 27 febbraio 1869. Anche il finale fu cambiato: nella seconda versione Don Alvaro sopravvive alla morte di Leonora laddove nella prima si suicidava.

Il 1º marzo successivo Verdi espresse la sua soddisfazione in una lettera a Opprandino Arrivabene: «Sono ritornato qui ieri sera da Milano a mezzanotte stanco morto di fatica. Ho bisogno di dormire quindici giorni di seguito per rimettermi. A quest’ora tu saprai della Forza del destino: vi fu una buona esecuzione ed un successo. La Stolz e Tiberini superbi. Gli altri bene. Le masse, Cori ed orchestra hanno eseguito con una precisione ed un fuoco indescrivibili. Avevano il diavolo addosso. Bene, assai bene. Ho avuto notizie anche della seconda recita: ancora bene, anzi meglio della prima. I pezzi nuovi sono una sinfonia eseguita meravigliosamente dall’orchestra, un piccolo coro di ronda ed un Terzetto col quale si chiude l’opera. Permetti che ti stringa presto la mano e vada a dormire».

Personaggi

  • Marchese di Calatrava: nobilissimo signore spagnolo altero, che altamente sente lo spirito di casta, ed ancor più, se fosse possibile, il punto d’onore. Sui sessantacinque anni; capelli, baffi e pizzo grigi.
  • Donna Leonora: figlia del marchese, i suoi 20 anni, creatura dolcissima e appassionata che in sulle prime ama migliore destino.
  • Don Carlo: fratello di Leonora, Giovane ardente di 22 anni. Animato sempre dalla sete di vendicare l’offeso onore della sua casa; che risolutamente e tenacemente affronta ogni difficoltà, sprezza ogni pericolo pur di giungere al suo scopo.
  • Don Alvaro: indio di regale stirpe, di anima ardentissima, indomita e sempre nobilmente generosa, avrà circa 25 anni.
  • Padre guardiano: vero tipo di evangelica mansuetudine, d’incrollabile fede. Avrà 70 anni, candidi la barba e i capelli.
  • Fra Melitone: frate laico buontempone, alquanto iracondo, ma facilmente pieghevole. Avrà circa 40 anni, sarà tabaccone, e avrà tutti gl’indizi dell’astuzia.
  • Preziosilla: giovane zingarella, destra, spiritosa, civetta; avrà circa 20 anni e tutte le proprietà della sua specie.
  • Curra: giovane in sul quinto lustro, spensierata, desiderosa di viaggiare, e che anche per ciò favorisce gli amori di don Alvaro colla sua signora.
  • Alcade: uomo tipo, che appartiene all’innumerevole tribù degli importanti, ecc. di circa 50 anni.
  • Trabucco: tipo originale, spiritoso, franco e permaloso.

Trama

L’azione si svolge in Spagna e in Italia, nel Settecento. Tra il primo e il secondo atto passano circa 18 mesi. Tra il secondo e il terzo alcuni anni; e tra il terzo e il quarto oltre un lustro.

Atto I

Donna Leonora di Vargas (soprano) figlia del marchese di Calatrava, e don Alvaro (tenore), meticcio, per evitare l’opposizione al loro matrimonio del padre di lei, si preparano a fuggire nottetempo da Siviglia. Leonora, affezionata nonostante tutto al padre, medita sull’incertezza del proprio destino e dice addio alla terra natia. L’arrivo di Alvaro le fa svanire gli ultimi dubbi, ma i due vengono sorpresi dal marchese (basso), che, tornato all’improvviso, rinnega la figlia e ordina ai servi di arrestare il giovane. Questi, proclamandosi unico colpevole, si dichiara pronto a subire la punizione del marchese e getta a terra la pistola, da cui parte un colpo che uccide il vecchio. I due sventurati amanti scompaiono nella notte.

Atto II

Il fratello di Leonora, don Carlo (baritono), deciso a vendicare la morte del padre, è alla ricerca dei due amanti. Giunto in un’osteria a Hornanchuelos si spaccia per uno studente: gli astanti comprendono dei pellegrini, la zingara Preziosilla (mezzosoprano), alcuni soldati, un mulattiere, e la stessa Leonora che, travestita da uomo, si sta dirigendo al Monastero della Vergine degli Angeli, nei pressi del quale intende vivere in eremitaggio. Dal racconto di don Carlo Leonora scopre che don Alvaro, creduto morto, è ancora in vita, e teme per la propria stessa incolumità: si appresta quindi a ritirarsi dal secolo con rinnovato vigore.

Giunta al monastero, la giovane si affida alla Vergine pregando perché i propri peccati siano perdonati, quindi chiede un colloquio al padre guardiano (basso), cui rivela la propria identità e il desiderio di espiazione. Il padre, indulgente e comprensivo, l’avverte però che la vita che l’attende è piena di stenti e cerca di convincerla per l’ultima volta a ritirarsi in convento invece che in una misera grotta. Constatando la fiduciosa costanza di Leonora, tuttavia, acconsente al volere di lei e, consegnatole un saio, chiama a raccolta i monaci che, maledicendo chiunque oserà infrangere l’anonimato dell’eremita, si rivolgono in coro alla Madonna.

Atto III

Siamo in Italia, vicino a Velletri. È notte, infuria la lotta tra gli spagnoli e gli imperiali. Don Alvaro è capitano dei granatieri spagnoli e, non potendo sopportare oltre le sue sventure, spera morire sul campo. Rievocando il proprio passato di orfano, figlio di discendenti della famiglia reale Inca, ripensa alla notte fatale in cui vide per l’ultima volta Leonora, e, convinto che la giovane sia morta, le chiede di pregare per lui.

Ad un tratto, sente il lamento di un soldato in difficoltà, accorre in suo aiuto e gli salva la vita: l’uomo altri non è che don Carlo, che però non riconosce il giovane indio. I due si giurano eterna amicizia. L’indomani, tuttavia, Alvaro stesso cade ferito e viene trasportato da don Carlo. Alvaro morente affida a Carlo una valigia con un plico sigillato contenente un segreto che non dovrà mai essere rivelato: alla sua morte il plico dovrà essere bruciato.

Carlo giura di farlo, ma una volta rimasto solo, insospettito dall’orrore provato dall’amico al nome dei Calatrava, apre la valigia, dentro la quale trova un ritratto di sua sorella Leonora: vedendo confermati i propri sospetti, sfida don Alvaro a duello. I due hanno già incrociato le spade quando sopraggiunge la ronda: Alvaro scappa e trova rifugio in un monastero. Nell’accampamento, intanto, ricomincia la vita di sempre: la zingara Preziosilla predice il futuro e incita i soldati alla battaglia.

Atto IV

La versione bilingue del primo libretto de La forza del destino pubblicato in occasione della prima di San Pietroburgo, 1862

Nei pressi del Monastero degli Angeli il frate Melitone (baritono) distribuisce la minestra ai poveri. Questi, lamentandosi per il suo comportamento sgarbato, rimpiangono l’assenza del padre Raffaele, il nome scelto da don Alvaro al momento dell’entrata in monastero.

Lo stesso padre Raffaele è richiesto da don Carlo, che, scoperto il nascondiglio di don Alvaro, lo sfida nuovamente a duello. In un primo momento don Alvaro rifiuta il confronto ma, sentendosi chiamare codardo e mulatto, si prepara ad incrociare nuovamente il ferro con lui.

Presso la grotta dove si è ritirata, Leonora, riconoscendosi ancora innamorata di don Alvaro, piange il proprio destino. Sentendo improvvisamente dei rumori nelle vicinanze, si rifugia nel proprio abituro, ma è richiamata proprio da don Alvaro che, avendo ferito don Carlo a morte, cerca un confessore per dare all’agonizzante gli ultimi conforti. Terrorizzata, Leonora chiama aiuto ma, inaspettatamente riconosciuta dal giovane, si accinge a ricongiungersi con lui. Messa a parte del ferimento di don Carlo, tuttavia, si precipita da lui che, ancora ossessionato dal desiderio di vendetta, la pugnala. Raggiunta dal padre guardiano, Leonora spira tra le braccia di don Alvaro, augurandosi di ritrovarlo in cielo. Egli, rimasto definitivamente solo sulla terra, maledice ancora una volta il proprio destino.

Numeri musicali

I numeri musicali si riferiscono alla versione del 1869.

  • Sinfonia
Atto I
  • 1 Scena e Romanza di Leonora
    • Scena Buona notte, mia figlia… (Marchese, Leonora) Scena I
    • Recitativo Temea restasse qui fino a domani! (Curra, Leonora) Scena II
    • Romanza Me pellegrina ed orfana (Leonora) Scena II
  • 2 Scena, Duetto di Leonora e Don Alvaro, Terzetto finale
    • Scena M’aiuti, signorina… (Curra, Leonora) Scena II
    • Duetto Ah! per sempre, o mio bell’angiol (Don Alvaro, Leonora) Scena III
    • Tempo di mezzo È tarda l’ora… (Leonora, Don Alvaro) Scena III
    • Cabaletta Seguirti fino agli ultimi (Leonora, Don Alvaro) Scena III
    • Recitativo È tardi. – Allor di calma è d’uopo (Leonora, Curra, Don Alvaro) Scena III
    • Finale I Vil seduttor!… infame figlia!… (Marchese, Leonora, Don Alvaro) Scena IV
Atto II
  • 3 Scena dell’osteria
    • Coro e Ballabile Holà, holà, holà! Ben giungi, o mulattier (Coro) Scena I
    • Scena La cena è pronta… (Alcade, Don Carlo, Leonora, Trabuco, Coro) Scena I
    • Recitativo Viva la guerra! (Preziosilla, Don Carlo, Coro) Scena II
    • Canzone Al suon del tamburro (Preziosilla, Don Carlo, Coro) Scena II
    • Preghiera Padre Eterno Signor… (Coro di Pellegrini, Alcade, Leonora, Don Carlo) Scena III
    • Scena Viva la buona compagnia! (Don Carlo, Trabuco, Alcade, Coro) Scena III-IV
    • Recitativo Poich’è imberbe l’incognito (Don Carlo, Alcade, Coro) Scena IV
    • Ballata Son Pereda, son ricco d’onore (Don Carlo, Coro) Scena IV
    • Scena Sta bene. – Ucciso fu quel Marchese? (Alcade, Preziosilla, Don Carlo, Coro) Scena IV
    • Coro Holà, holà, holà! È l’ora di posar (Coro, Don Carlo, Alcade, Preziosilla) Scena IV
  • 4 Scena e Aria di Leonora
    • Scena Sono giunta!… grazie, o Dio! (Leonora) Scena V
    • Aria Madre, pietosa Vergine (Leonora, Coro di Frati) Scena V
  • 5 Scena e Duetto di Leonora e Padre Guardiano
    • Scena Chi siete? – Chiedo il Superiore. (Leonora, Melitone) Scena VI-VII
    • Scena Chi mi cerca? – Son io (Padre Guardiano, Leonora) Scena VIII-IX
    • Duetto Più tranquilla l’alma sento (Leonora, Padre Guardiano) Scena IX
  • 6 Finale II
    • Finale II Il santo nome di Dio Signore (Padre Guardiano, Leonora, Coro) Scena X
Atto III
  • 7 Scena e Romanza di Don Alvaro
    • Scena Attenti al gioco… (Coro) Scena I
    • Recitativo La vita è inferno all’infelice… (Don Alvaro) Scena I
    • Romanza O tu che in seno agli angeli (Don Alvaro) Scena I
  • 8 Scena, Battaglia, Duettino di Don Alvaro e Don Carlo
    • Scena Al tradimento… (Don Carlo, Don Alvaro, Coro) Scena I-II
    • Duettino Amici in vita e in morte (Don Carlo, Don Alvaro) Scena II
    • Scena All’armi!… all’armi! (Coro, Don Carlo, Don Alvaro) Scena II
    • Battaglia Arde la mischia!… (Soldati, Chirurgo, Coro) Scena III
    • Scena Piano… qui posi… approntisi il mio letto (Don Carlo, Chirurgo, Don Alvaro) Scena IV
    • Scena Solenne in quest’ora giurarmi dovete (Don Alvaro, Don Carlo) Scena IV
    • Duettino Or muoio tranquillo… (Don Alvaro, Don Carlo) Scena IV
  • 9 Scena e Aria di Don Carlo
    • Scena Morir!… tremenda cosa!… (Don Carlo) Scena V
    • Aria Urna fatale del mio destino (Don Carlo) Scena V
    • Tempo di mezzo E s’altra prova rinvenir potessi?… (Don Carlo, Chirurgo) Scena V
    • Cabaletta Egli è salvo!… oh gioia immensa (Don Carlo) Scena V
  • 10 Ronda
    • Coro Compagni, sostiamo, il campo esploriamo (Coro) Scena VI
  • 11 Scena e Duetto di Don Alvaro e Don Carlo
    • Scena Né gustare m’è dato (Don Alvaro, Don Carlo) Scena VII-VIII
    • Duetto Sleale! il segreto fu dunque violato? (Don Alvaro, Don Carlo, Coro) Scena VIII-IX
  • 12 Scena dell’accampamento
    • Coro Lorché pifferi e tamburi (Coro) Scena X
    • Strofe Venite all’indovina (Preziosilla, Coro) Scena X
    • Scena Qua, vivandiere, un sorso (Coro, Preziosilla) Scena X
    • Arietta. Sortita del rivendugliolo A buon mercato chi vuol comprare? (Trabuco, Coro) Scena XI
    • Coro Pane, pan per carità! (Contadini, Reclute, Vivandiere, Preziosilla) Scena XII-XIII
    • Coro Nella guerra è la follia (Coro) Scena XIII
    • Predica Toh, toh!… Poffare il mondo!… (Melitone, Coro) Scena XIV
    • Recitativo Lasciatelo, ch’ei vada… (Preziosilla) Scena XIV
    • Rataplan Rataplan, rataplan (Preziosilla, Coro) Scena XIV
Atto IV
  • 13 Coro e Aria di Melitone
    • Coro Fate la carità (Mendicanti) Scena I
    • Aria buffa Che? siete all’osteria?… (Melitone, Padre Guardiano, Coro) Scena II
  • 14 Scena e Duetto di Padre Guardiano e Melitone
    • Scena Auf!… Pazienza non v’ha che basti! (Melitone, Padre Guardiano) Scena III
    • Duetto Del mondo i disinganni (Padre Guardiano, Melitone) Scena III
    • Scena Giunge qualcuno… aprite… (Padre Guardiano, Don Carlo, Melitone) Scena III-IV
  • 15 Scena e Duetto di Don Alvaro e Don Carlo
    • Scena Invano Alvaro ti celasti al mondo (Don Carlo, Don Alvaro) Scena V
    • Duetto Col sangue sol cancellasi (Don Carlo, Don Alvaro) Scena V
    • Tempo di mezzo Ah, la macchia del tuo stemma (Don Carlo, Don Alvaro) Scena V
    • Cabaletta Ah, segnasti la tua sorte! (Don Alvaro, Don Carlo) Scena V
  • 16 Melodia di Leonora
    • Melodia Pace, pace, mio Dio! (Leonora) Scena VI
  • 17 Scena e Terzetto finale
    • Scena Io muoio!… Confession!… l’alma salvate (Don Carlo, Don Alvaro, Leonora) Scena VII-VIII-IX
    • Terzetto Non imprecare, umiliati (Padre Guardiano, Leonora, Don Alvaro) Scena IX