mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Il presidente cinese Xi Jinping parteciperà al G20 in collegamento video

Xi Jinping

G20, Xi presente in collegamento video

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Oggi sono stati sciolti positivamente i dubbi sulla partecipazione – anche se in collegamento video – del leader cinese Xi Jinping al G20 che si terrà sabato e domenica a Roma.

Infatti fonti governative di Pechino hanno confermato che l presidente cinese parteciperà al summit del G20 a Roma domani e domenica in collegamento video,e”terrà un discorso importamte”, secondo una nota del ministero degli Esteri cinese.

Anche altri leader saranno assenti al vertice, che l’Italia ospitante aveva sperato fosse un evento in presenza.

Il G20, i cui paesi rappresentano l’80% delle emissioni globali di carbonio,è considerato un importante trampolino di lancio prima del vertice Onu sul clima Cop26 la prossima settimana in Scozia.

Xi Jinping[1] (習近平T, 习近平SXí JìnpíngP, pronuncia /ɕǐ tɕînpʰǐŋ/Pechino15 giugno 1953) è un politico e militare cinesesegretario generale del Partito Comunista Cinese (PCC) e presidente della Commissione militare centrale (CMC) dal 2012 e presidente della Repubblica Popolare Cinese (RPC) dal 2013.

Xi fa parte del gruppo dei Taizi, ovvero i “Principi Rossi”, che riunisce i figli e i nipoti dei protagonisti della “Lunga marcia” e della vittoria del 1949.[2] Figlio del veterano comunista Xi Zhongxun, da adolescente fu esiliato nella rurale contea di Yanchuan in seguito all’epurazione di suo padre durante la Rivoluzione culturale e visse in una grotta vicino al villaggio di Liangjiahe, dove si unì al PCC e lavorò alla segreteria locale del partito. Dopo aver studiato ingegneria chimica presso l’Università Tsinghua come “studente lavoratore-contadino-soldato”, Xi ha scalato i ranghi politici nelle province costiere della Cina. È stato governatore del Fujian dal 1999 al 2002, prima di diventare governatore e segretario del partito del vicino Zhejiang dal 2002 al 2007. In seguito al licenziamento del segretario del partito di Shanghai, Chen Liangyu, Xi è stato scelto per sostituirlo per un breve periodo nel 2007. Successivamente è entrato a far parte del Comitato permanente dell’ufficio politico del Partito Comunista Cinese e ha servito come primo segretario della segreteria del Partito Comunista Cinese nell’ottobre 2007. Nel 2008 è stato designato come possibile successore di Hu Jintao nel ruolo di “leader supremo” ed è stato nominato vicepresidente della Repubblica popolare cinese e vicepresidente della Commissione militare centrale.

Xi è il primo segretario generale del PCC nato dopo l’istituzione della Repubblica Popolare Cinese. Da quando ha assunto il potere, ha introdotto misure di vasta portata per rafforzare la disciplina del partito e imporre l’unità interna. La sua campagna contro la corruzione ha portato alla caduta di importanti funzionari del Partito Comunista in carica e in pensione, compresi membri del Comitato permanente del Politburo. Ha anche promulgato o promosso una politica estera più assertiva, in particolare per quanto riguarda le relazioni bilaterali sino-giapponesi, le rivendicazioni cinesi nel Mar Cinese Meridionale e la difesa del libero scambio e della globalizzazione.[3][4] Ha cercato di espandere l’influenza della Cina in Africa ed Eurasia attraverso l’iniziativa della “Nuova via della seta“.

In qualità di figura centrale della “quinta generazione di leadership” della Repubblica Popolare, Xi ha accentrato in modo significativo il potere istituzionale assumendo un’ampia gamma di posizioni di leadership, tra cui la presidenza della “Commissione per la sicurezza nazionale del Partito Comunista Cinese”, di recente formazione, nonché nuovi comitati direttivi per l’economia e riforme sociali, ristrutturazione e modernizzazione militare e Internet.[5] Nel 2018, ha abolito i limiti del mandato presidenziale, assicurandosi di poter governare a tempo indeterminato. Il pensiero di Xi Jinping è inoltre stato incorporato nella Costituzione del Partito Comunista Cinese e nella Costituzione della Repubblica Popolare Cinese.[6][7][8]

Xi è considerato un dittatore da svariati osservatori politici e accademici internazionali, che sotto il suo comando in Cina citano un aumento della censura e della sorveglianza di massa, il deterioramento dei diritti umani, il suo culto della personalità e l’abolizione dei limiti di mandato per la presidenza da lui avallata.[9][10][11][12][13][14][15][16][17][18][19][20]