sabato, Dicembre 4, 2021
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Anticipazioni per “La Fanciulla del West” di Puccini del 4 novembre alle 22.15 su Rai 5: dal San Carlo di Napoli

la Fanciulla del West

Anticipazioni per “La Fanciulla del West” di Puccini del 4 novembre alle 22.15 su Rai 5: diretto da Juraj Valčuha per la regia di Hugo De Ana  dal San Carlo di Napoli

Teatro di San Carlo - Wikipedia

È lo spettacolo che ha inaugurato la Stagione d’Opera 2017-18 del Teatro San Carlo di Napoli “La Fanciulla del West” di Giacomo Puccini che Rai Cultura propone giovedì 4 novembre alle 22.15 su Rai5. Sul podio è impegnato il direttore musicale del teatro Juraj Valčuha. Il nuovo allestimento dell’opera è realizzato di Hugo De Ana, che cura la regia, le scene e i costumi, mentre le luci sono di Vinicio Cheli. 

In scena un cast di grande prestigio: la “fanciulla” Minnie ha la voce del soprano statunitense Emily Magee, al suo debutto a Napoli; lo sceriffo Jack Rance quella di Claudio Sgura; il bandito Dick Johnson quella di Roberto Aronica. 
Puccini vide il dramma “The Girl of the Golden West” di David Belasco e ne intuì il potenziale per una trasposizione lirica.

L’opera in tre atti su libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini ha debuttato al Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910 diretta da Arturo Toscanini, con Enrico Caruso, Emmy Destinn e Pasquale Amato. 

La fanciulla del West è un’opera in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini.

La prima rappresentazione avvenne con successo al Teatro Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910 diretta da Arturo Toscanini con Emmy DestinnEnrico CarusoPasquale AmatoAngelo Badà ed Antonio Pini-Corsi e fino al 2011 ha avuto 104 recite.

Ai primi del 1907, durante un soggiorno nella metropoli statunitense, a Puccini accadde di assistere ad un dramma di David Belasco, dal titolo The Girl of the Golden West, rimanendone oltremodo colpito; ottenuto dall’autore il necessario consenso, incaricò il poeta Carlo Zangarini, cui subentrò in un secondo tempo lo scrittore toscano Guelfo Civinini, di stendere il testo librettistico.

Nell’estate del 1908 Puccini si accinse alla composizione che, dopo un intervallo piuttosto lungo per motivi di carattere familiare, venne ultimata nel luglio del 1910.

«Mi son messo in cammino
attratto sol dal fascino dell’oro…
È questo il solo che non m’ha ingannato.
Or per un bacio tuo getto un tesoro!»
(Jack Rance, I Atto)

La trama

In California, intorno al 1850, ai tempi della febbre dell’oro. Minnie (soprano) è la giovane padrona della “Polka”, un locale ai piedi delle montagne della Sierra, e, per i minatori del vicino campo di lavoro, la compagna, la consolatrice, la confidente; soprattutto ora che una banda di grassatori, comandata dal temibile Ramerrez, infesta la zona depredando e taglieggiando.

Atto primo

L’interno della “Polka”.

Terminato il lavoro i minatori vengono a rilassarsi. Nick il cameriere li serve e anche abbindola Sonora e Trin facendo credere loro di un improbabile amore da parte di Minnie, al che i due offrono wisky e sigari a tutti. Entra il cantastorie Jack Wallace che canta la nostalgia di casa, ciò provoca la commozione disperata di Larkens che decide di abbandonare la miniera. Tutti, impietositi, fanno una colletta per aiutarlo a partire. Si gioca anche a carte e Sid bara:viene però scoperto e castigato dallo sceriffo Jack Rance (baritono). Arriva anche Ashby, rappresentante della compagnia Well Fargo; avvisa tutti che Ramerrez si aggira nei dintorni e poi va a dormire. Rance dichiara che Minnie lo sposerà, e Sonora, ingelosito, si scaglia contro di lui. Si spara, ma in quell’istante entra Minnie che blocca il diverbio e zittisce tutti. Questi uno alla volta offrono doni a Minnie, anche Ashby si sveglia e brinda con lei. Minnie quindi fa la consueta lezione di un capitolo della Bibbia ai presenti. Finita la lezione Minnie rimprovera l’indiano Billy che ha fatto un figlio con l’indiana Wowkle, sua cameriera, e le ingiunge di sposarla. Poi arriva la posta per tutti; e vi è una lettera di una donna equivoca, Nina Micheltorena, per Ashby, che offre la cattura di Ramerrez per vendetta. Ashby dice che andrà all’appuntamento. La sala si svuota, tutti vanno nella sala da ballo, e Minnie e Rance restano soli. Nick avvisa Minnie che fuori è arrivato uno straniero che ha chiesto wiski e acqua, Minnie ride e dice che poi lo metterà a posto. Lo sceriffo dichiara il suo amore a Minnie, offre addirittura mille dollari per un bacio, ma Minnie lo respinge duramente, solo chi sarà il suo amore potrà baciarla. In quella entra lo sconosciuto; Minnie cambia di colpo espressione e dice a Nick di servire il nuovo venuto come preferisce. Dal breve colloquio fra Minnie e il nuovo venuto si apprende che si erano già incontrati per caso sul sentiero di Monterey giorni prima, restando colpiti. Rance allora si infuria e pretende dal nuovo venuto spiegazioni. Questo afferma di chiamarsi Dick Johnson (tenore). Ma non aggiunge molto. Rance allora richiama i minatori per farlo parlare, ma Minnie dice di conoscerlo e allora tutti diventano gentili, anzi invitano Jonhson a ballare e lui invita Minnie con Rance umiliato e scontroso.

Mentre si balla arrivano dei minatori con un bandito prigioniero, Josè Castro, che dice di essere scappato dalla banda di Ramerrez e di essere pronto a guidarli per vendetta contro il bandito. Rance, Ashby e tutti decidono allora di tentare il colpo. Non visto il bandito si avvicina a Jonhson, che in realtà è Ramerrez travestito, e gli dice che si è fatto catturare per sviarli, gli altri verranno fra poco e ci sarà un fischio, se c’è il bottino basterà rispondere con un altro fischio. Poi la spedizione parte.

Minnie e Johnson rimangono soli. Già nell’incontro precedente non erano rimasti indifferenti. È evidente che si sono innamorati. Minnie narra della dura vita dei minatori, e dell’oro custodito proprio qui nel saloon cui lei ora fa la guardia. Si ode il fischio; ma Jonhson non risponde, ormai colpito da Minnie non la tradisce. E poiché ha una – seppur piccola – istruzione, il suo modo di parlare conquista definitivamente Minnie. Jonhson dice che deve andare via, e Minnie lo invita più tardi a visitarla nella sua capanna, quando avrà il cambio nella guardia all’oro e rincaserà. Johnson le dice che verrà.

Nota: la scena di Sid che bara e quella della lettura della posta da parte di tutti i minatori sono spesso tagliate; la scena di Minnie che rimprovera Bill è invece praticamente sempre tagliata, persino nella partitura stampata, e perciò la sua esecuzione è rarissima.

Atto secondo

Interno della capanna di Minnie.

Billy parla con la serva indiana Wowkle, ha fissato le nozze per domani. Arriva Minnie che si compiace e lo manda via, si accerta con Wowkle che il matrimonio si farà e poi dà al bambino dei doni avuti da Sonora e Trin. Poi le dice di preparare la tavola per due. E Johnson arriva; e nel dialogo fra i due la reciproca attrazione si cambia in amore: lui vorrebbe baciarla, Minnie allora fa uscire Wowkle, e poi si ha un lungo bacio appassionato. Poi Johnson dice che deve andare, tornerà, ma aprendo la porta si vede che è scoppiata una tormenta, il sentiero è scomparso. Allora Minnie offre ospitalità a Johnson. Come i due stanno per addormentarsi si odono delle voci. Minnie nasconde Johnson, poi entrano Rance, Sonora, Ashby e Nick. Rance trionfante dice a Minnie che non solo lo sconosciuto straniero era Ramerrez, ma anche che l’equivoca Nina Micheltorena è la sua amante, ed è questa che lo ha denunciato per vendetta offrendo pure una sua foto. Minnie incassa il colpo, poi dice che non ha bisogno di aiuto e congeda i quattro. Poi, indignata e disperata, affronta Johnson. Questo si difende, e narra che non voleva essere bandito, lo costrinse il padre di cui ignorava la doppia vita, che morendo gli lasciò la banda in eredità. E afferma che da tempo voleva redimersi, e vedendo Minnie credeva di aver trovato la via della redenzione. Minnie gli crede, ma sconvolta per il bacio dato lo caccia via. Ma sull’uscio Jonhson viene abbattuto da un colpo di pistola, sparato a bruciapelo dallo sceriffo, il quale, insospettito dal contegno di Minnie, si era appostato nei pressi. Minnie allora soccorre Jonhson e lo nasconde con grande sforzo nel solaio. Rance entra, cerca dappertutto, non trova nessuno, poi cerca di baciare Minnie a forza. Lei si divincola e lo respinge, lui tende la mano in gesto di minaccia e vede cadere dal soffitto delle gocce di sangue proprio sulle sue dita. Jonhson è così scoperto, Minnie deve riportarlo giù. La ragazza, furiosa, propone a Rance una partita a poker: se vincerà, Johnson sarà suo, e Rance dovrà dimenticare quanto è successo, se perderà, lo sceriffo potrà arrestare e portare via il bandito. La tremenda partita ha luogo; sembra che Rance stia vincendo, ma Minnie abilmente bara e vince lei. Rance sconfitto esce furioso.Atto secondo

Atto terzo

In una radura della grande selva californiana.

Sorge l’alba, nel bivacco Rance parla con Nick, e gli svela come due settimane prima ferì Johnson/Ramerrez, ma Minnie lo obbligò a tacere. Ramerrez poi venne curato da lei ed ora guarito sta tentando la fuga. Infatti i minatori guidati da Ashby stanno setacciando la foresta. La caccia riprende con il sorgere del sole, e poco dopo grida di esultanza annunciano la cattura del bandito, che viene portato al cospetto di Rance ed è subito circondato da una turba di uomini minacciosi, pronti, su incitamento dello sceriffo, ad impiccarlo; a nulla vale il suo canto d’amore (Ch’ella mi creda libero e lontano) nel quale chiede di non dire a Minnie la verità sulla sua morte. La sua sorte sarebbe segnata se, d’improvviso, avvertita nel frattempo da Nick, in sella ad un cavallo ed impugnando una pistola, non intervenisse in suo soccorso Minnie.

Sarà lei, con una paziente opera di persuasione, e con l’aiuto di Sonora ormai dalla sua parte, a convincere i minatori a lasciare libero il suo uomo: si rivolge ad ognuno, ricordando i giorni trascorsi insieme, le ore della tristezza e della speranza, e riesce così a commuovere quegli animi induriti dalla fatica e dalle sofferenze. Johnson è finalmente libero; Minnie s’allontana felice con colui che nessuno potrà più togliere al suo amore, fra il pianto dei minatori.