lunedì, Novembre 29, 2021
Home > Anticipazioni TV > Anticipazioni per il Grande Teatro di Achard in TV del 6 novembre alle 16.30 su Rai 5: “Il mangianuvole”

Anticipazioni per il Grande Teatro di Achard in TV del 6 novembre alle 16.30 su Rai 5: “Il mangianuvole”

il mangianuvole

Anticipazioni per il Grande Teatro di Marcel Achard in TV del 6 novembre alle 16.30 su Rai 5: “Il mangianuvole”

Description de cette image, également commentée ci-après

Per il Grande Teatro in TV in onda oggi sabato 6 novembre alle 16.30 su Rai 5 la commedia “Il mangianuvole” di Marcel Achard proposta nella versione trasmessa dalla Rai nel marzo 1973 con la regia di Davide Montemurri e l’interpretazione di Aroldo Tieri, Nino Castelnuovo e Giuliana Lojodice.

Il mangianuvole (Jean de la Lune) è un’opera teatrale di Marcel Achard rappresentata per la prima volta su16 aprile 1929, alla Comédie des Champs-Élysées , regia di Louis Jouvet .

È un dramma in tre atti, dove l’umanità definita dalla sua modestia deve accettare il mondo così com’è e acconsentire alla sofferenza. La partitura vede la dolce Jean, tollerante e fantasiosa, innamorata di una Marcelline incostante e volubile, protetta dal fratello Clotario, che copre instancabilmente le perfidie della sorella. Tuttavia, nonostante l’apparente irrealismo delle aspettative di Jean, Marcelline tornerà da lui senza nemmeno apparire sorpresa.

Marcel Achardpseudonimo di Marcel Augustin Ferréol (Sainte-Foy-lès-Lyon5 luglio 1899 – Parigi4 settembre 1974), è stato uno scrittore e drammaturgo francese.

Scrisse opere drammatiche brillanti e fantasiose. Occasionalmente, si dedicò anche al cinema, come scrittore di sceneggiature e come regista.

Adottò il suo pseudonimo all’inizio della sua carriera di scrittore, che cominciò subito dopo la prima guerra mondiale.

Il suo primo successo arrivò nel 1923 con il rinomato attore e regista Charles Dullin, il quale mise in scena Voulez-vous jouer avec moâ?commedia delicata e sensibile sul circo e sui pagliacci. Questo testo teatrale introdusse uno schema valido anche per le altre sue opere, molte delle quali possono essere considerate una rielaborazione per il XX secolo dei tipici personaggi e delle situazioni della tradizionale Commedia dell’arte italiana. I personaggi di Pierrot e Colombina sono trasportati in ambientazioni odierne e inserite in una trama amorosa occasionalmente melensa o nostalgica con dosi identiche di riso, dolore e rimorso.

Queste tematiche vennero sviluppate in due dei suoi testi più popolari del tempo: Jean de la Lune (1929) e Domino (1932). Jean mostra come l’incrollabile fiducia di Jef, fedele prototipo di Pierrot, trasforma la sua moglie scandalosamente adultera nell’immagine idealizzata che egli ha di lei, mentre Domino presenta un’altra moglie infedele che paga un gigolo affinché finga di corteggiarla in modo da distrarre il marito dal suo vero amante, ma il gigolo riesce talmente bene a entrare nella parte che la donna finisce per innamorarsi per davvero di questa identità fittizia.

La caratteristica distintiva dei testi di Achard è il loro umore onirico di malinconia sentimentale, sottolineato dai loro stessi titoli, tratti perlopiù da agrodolci canzoni popolari di quel tempo. Marlborough s’en va-t-en guerre (1924), Noix de coco (1935), Auprès de ma blonde e Savez-vous planter les choux? (1946) e Nous irons à Valparaiso (1948) sono alcuni tra gli esempi di questo stile.

I più grandi successi di Achard furono nel periodo tra le due guerre mondiali, quando i critici contemporanei lo paragonarono ad alcuni dei più rinomati fra i suoi predecessori in FranciaPierre de Marivaux e Alfred de Musset. Gli esperti del dopoguerra non furono altrettanto generosi, facendo notare la gamma alquanto ridotta di psicologie umane da lui rappresentate e definendolo uno «spécialiste de l’amour» («specialista dell’amore») per via del carattere sdolcinato della sua immaginazione poetica.

Ovviamente i critici si concentrarono sui suoi testi più popolari, trascurando il fatto che la ragione per cui Achard continuava a scrivere era perché essi incontravano un successo costante. I suoi lavori meno conosciuti, tuttavia, presentano tecniche innovative e temi originali. La Belle Marinière (1929) possiede ancora elementi di dialogo eccessivamente poetico, ma in generale è un testo teatrale realistico, il quale presenta un triangolo amoroso che coinvolge un barcaiolo, sua moglie e il suo migliore amico. Allo stesso modo, La femme en blanc (1933) utilizza la tecnica, all’epoca nuova, di rappresentare per il pubblico gli eventi mentre vengono descritti dai personaggi del dramma. Le corsaire (1938) usa la tecnica del «dramma-nel-dramma» della quale Luigi Pirandello fu un pioniere, mostrando attori cinematografici che, mentre rappresentano la vita di un antico pirata, si ritrovano invischiati in un’infinita spirale di somiglianze. Nello stesso anno scrisse Adam, il suo testo più controverso, che mostra la vita di un omosessuale. Al tempo fece scandalo, ma tre decenni dopo, nella cultura radicalizzata dei tardi anni sessanta, venne giudicata blanda e al di sotto dello standard letterario di Achard.

Dopo la seconda guerra mondiale, nonostante le critiche, la produzione letteraria di Achard continuò imperterrita. Tra i suoi successivi testi teatrali di successo vi furono Les compagnons de la Marjolaine (1952) e Le mal d’amour (1955). Tuttavia, la maggior popolarità venne acquisita con una commedia del 1957 con un personaggio irascibile ed irritabile soprannominato Patate e un mistero comico del 1962L’idiote, meglio conosciuto negli Stati Uniti d’America per essere alla base del film Uno sparo nel buio.

Alla sua morte preferì essere sepolto nella tranquillità del cimitero di un paesino in riva alla Loira.