giovedì, Maggio 26, 2022
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La Presidente della BCE Lagarde: nessuna fretta sull’aumento dei tassi, la ripresa sta frenando

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Christine Lagarde: la ripresa frena, non essere precipitosi sull’aumento dei tassi

File:Christine Lagarde.jpg - Wikimedia Commons

Importante intervento oggi della Presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde sulle prospettive future della politica monetaria di Francoforte.

Con la fiammata inflazionistica in atto la ripresa europea sta frenando, e quindi non occorre avere nessuna fretta nell’aumentare i tassi di interesse, per ora è sufficiente la graduale riduzione del “quantitative easing” cioè del programma di acquisto dei titoli di stato europei da parte dell’istituto centrale.

Questo il messaggio inviato ai mercati in un momento assai delicato nella evoluzione della situazione dell’economica mondiale, stretta fra la ripresa post pandemia che sta improvvisamente frenando a causa della violenta fiammata inflazionistica in atto sui prodotti energetici e su tutte le materie prime.

“Se ora agissimo in modo precipitoso,la ripresa economica potrebbe risentirne e potremmo mettere a rischio posti di lavoro”. Così la Presidente Bce Lagarde.

“La fine dell’acquisto netto dei titoli di Stato è presupposto per aumento dei tassi in un momento successivo”, ha aggiunto la Lagarde.

L’inflazione cresce, è “possibile sia più alta di quanto pronosticato a dicembre, analizzeremo a marzo”, ma “sono fiduciosa che scenderà nel corso del 2022”. “Agiremo se necessario ma tutte le mosse dovranno essere graduali”. L’esplosione del costo energia sta facendo impennare i prezzi su tutti i mercati globali.

La Banca centrale europea (BCE) è la banca centrale incaricata dell’attuazione della politica monetaria per i 19 paesi dell’Unione europea che hanno aderito alla moneta unica formando la cosiddetta zona euro, nonché della politica di vigilanza sugli enti creditizi.[1]

Istituita il 1º giugno 1998 succedendo all’Istituto monetario europeo, in vista dell’introduzione dell’euro il 1º gennaio 1999[2], e in passato chiamata anche per metonimia Eurotower, dal nome del grattacielo dove fino all’ottobre 2014 aveva sede l’istituzione, a Francoforte,[3] gli Stati che vi hanno aderito sono: AustriaBelgioCiproEstoniaFinlandiaFranciaGermaniaGreciaIrlandaItaliaLettoniaLituaniaLussemburgoMaltaPaesi BassiPortogalloSlovacchiaSloveniaSpagna.[4]