sabato, Maggio 21, 2022
Home > Anticipazioni TV > Anticipazioni per la serie TV “Chernobyl – 1° parte” lunedì 28 febbraio 2022 alle 21.15 su La 7

Anticipazioni per la serie TV “Chernobyl – 1° parte” lunedì 28 febbraio 2022 alle 21.15 su La 7

chernobyl

Anticipazioni per la serie TV Chernobyl – 1° parte” lunedì 28 febbraio 2022 alle 21.15 su La 7

Chernobyl è una miniserie televisiva statunitense e britannica, creata e scritta da Craig Mazin, diretta da Johan Renck ed interpretata da Jared HarrisStellan SkarsgårdPaul Ritter e Jessie Buckley per HBO e Sky Atlantic.

Le cinque puntate raccontano la storia del disastro di Černobyl’ e seguono gli uomini e le donne che si sono sacrificati per salvare l’Europa da un disastro nucleare. Le vicende raccontate si basano, in buona parte, sui resoconti degli abitanti di Pryp”jat’, raccolti dalla scrittrice Premio Nobel per la letteratura Svjatlana Aleksievič nel suo libro Preghiera per Černobyl’,[1] oltreché sul saggio Chernobyl 01:23:40 di Andrew Leatherbarrow.[2]

La miniserie si concentra sulla portata devastante dell’incidente nucleare di Černobyl’ che si verificò nell’Ucraina sovietica il 26 aprile 1986, rivelando come e perché è accaduto, raccontando anche le vicende degli eroi che hanno dato il loro contributo per mitigare i danni dell’esplosione a costo della loro vita.

1° parte

Il 26 aprile 1988, esattamente a due anni dall’incidente occorso a Chernobyl, il professor Valerij Legasov, precedentemente a capo della squadra che si è occupata di gestire il disastro nucleare, registra una serie di nastri nei quali accusa direttamente l’ingegnere Anatolij Djatlov (condannato a soli 10 anni di lavori forzati) di essere responsabile diretto dell’incidente nucleare. Appena uscito di casa, nota alcuni uomini del KGB, nasconde le registrazioni e si toglie la vita impiccandosi.

Due anni prima, a Pryp”jat’ (una città vicina alla centrale), il pompiere Vasilij Ignatenko e la moglie Lyudmilla osservano da casa loro un potente boato e bagliore proveniente dalla centrale nucleare di Chernobyl: è appena avvenuta l’esplosione del reattore 4 della centrale durante un test di sicurezza portato avanti dal supervisore Akimov e dal giovanissimo ingegnere Toptunov, sotto la guida dell’ingegnere capo Djatlov; nonostante le loro preoccupazioni e il timore che il nocciolo sia effettivamente esploso e abbia causato un incendio provocando conseguenze inimmaginabili, Djatlov li ignora e ordina di pompare acqua nel reattore. Lo stesso Djatlov si affaccia a una finestra della centrale e nota della grafite sul terreno, materiale del nocciolo, intuendo che questo sia effettivamente esploso, ma decide di ignorare la cosa. Vengono chiamati i pompieri a spegnere l’incendio, e tra gli uomini vi è anche Ignatenko, ma alcuni di essi iniziano a manifestare strani sintomi, dovuti alle radiazioni e alla grafite presente sul terreno che circonda il reattore.

Djatlov nel frattempo convoca Viktor Brjuchanov e l’ingegnere Nikolaj Fomin, ma la gravità dell’incidente è ampiamente sottovalutata: i livelli di radioattività vengono misurati con strumenti tecnicamente limitati; inoltre Djatlov, conscio che è stato premuto il bottone AZ-5 come da protocollo per l’inserimento delle barre di controllo e interrompere la fissione, continua ad affermare che non vi è stata alcuna esplosione, ignaro di alcuni errori di progettazione dell’impianto.

Al CremlinoMichail Gorbačëv convoca un comitato per capire cosa sta succedendo a Černobyl’ e tra gli invitati vi sono il viceministro Boris Ščerbina e il professor Legasov, vicedirettore dell’istituto di energia atomica di Kurčatov. Legasov, unico perito tecnico in aula, si oppone alla sottostima generale dei danni e auspica la proclamazione di uno stato di emergenza.

Sette ore dopo l’esplosione, la scienziata Ulana Khomyuk di Minsk rileva un picco di radiazioni nella città bielorussa, ad oltre 400 km di distanza da Chernobyl. Le autorità locali ignorano le sue preoccupazioni, quindi si dirige verso l’Ucraina per verificare la situazione di persona.

Nell’ospedale sovraccarico di Pryp”jat’, Lyudmilla scopre che Vasily è stato evacuato a Mosca, città in cui Legasov sta spiegando a Michail Gorbačëv che la situazione è gravissima, e viene perciò inviato a Chernobyl unitamente a uno scettico Shcherbina.

Giunto a Chernobyl, da un elicottero Legasov indica detriti di grafite nucleare e un bagliore blu da radiazioni ionizzanti, ad indicare che il nucleo è esposto. Convinto, Shcherbina affronta Bryukhanov e Fomin, che accusano Legasov di disinformazione, ma il generale Vladimir Pikalov usa un dosimetro di alta gamma per dimostrare gli alti livelli di radiazione. Legasov ordina ai militari di sopprimere il fuoco con sabbia (silice) e boro, ma l’operazione si rivela molto rischiosa: un elicottero entrato nella nube radioattiva colpisce con l’elica il cavo del gancio della gru che sovrasta l’edificio e precipita.

Mentre la notizia dell’incidente si diffonde, Pripyat viene finalmente evacuata. Khomyuk avverte Legasov e Shcherbina del rischio di un’esplosione distruttiva del vapore (dal contatto tra il corium e la vasca d’acqua nel seminterrato al di sotto del reattore). Legasov chiede a Gorbaciov di autorizzare una missione per drenare l’acqua, ricevuta la quale chiede al personale della centrale nucleare di sacrificarsi: Alexei Ananenko, Valeri Bezpalov e Boris Baranov si offrono volontari, pur sapendo che sarà una missione letale.

Il seminterrato viene drenato con successo, ma si scopre che è iniziata una fusione del nocciolo che minaccia di contaminare le acque sotterranee, rendendo tossico il popolato fiume Dnepr. Shcherbina e Legasov convincono Gorbaciov della necessità di installare uno scambiatore di calore sotto l’impianto, mentre il ministro dell’industria del carbone Mikhail Shchadov recluta dei minatori di carbone a Tula per scavare un tunnel sotto la centrale. Il lavoro è estremamente faticoso ed i minatori operano in condizioni proibitive. Nel frattempo Shcherbina avverte Legasov che i due sono sotto stretta sorveglianza da parte del KGB. Legasov invia Khomyuk in un ospedale di Mosca, dove, nonostante Djatlov non collabori, riesce ad apprendere dai morenti Toptunov e Akimov che l’impianto è esploso dopo che Akimov ha premuto l’arresto di emergenza “AZ-5”.

Corrompendo il personale ospedaliero e mentendo sulla sua gravidanza, Lyudmilla è autorizzata a visitare Vasily, ma disobbedisce agli ordini ricevuti, rimanendo più a lungo del consentito e toccando suo marito. Dopo la morte di Vasily, Khomyuk trova Lyudmilla; consapevole della gravidanza di Lyudmilla, minaccia di riportare tutto al comitato e viene perciò arrestata dagli agenti del KGB, venendo in seguito rilasciata solo grazie all’intercessione di Legasov presso il presidente del KGB, Aleksandr Charkov. Mentre Shcherbina e Legasov riferiscono al Comitato Esecutivo Centrale i loro piani di decontaminazione che richiedono la mobilitazione di massa dei liquidatori, Lyudmilla si trova tra i parenti di altre vittime mentre il cadavere di Vasily, ancora radioattivo, viene sigillato in una bara di piombo e coperto da una coltre di cemento in una fossa comune.

Regia di Johan Renck

Con: Jared HarrisStellan SkarsgårdPaul Ritter e Jessie Buckley

Fonte: WIKIPEDIA