domenica, Ottobre 2, 2022
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San Rocco, il video sull’antica processione a Roccamontepiano

CHIETI – Il 16 agosto si è svolta la storica processione di San Rocco a Roccamontepiano che affonda le sue radici nei culti e riti ancestrali precristiani. La festa di San Rocco si svolge a Roccamontepiano dal 12 al 16 agosto, secondo delle modalità pressoché immutate almeno dall’Ottocento, in base alle fonti a noi in possesso.                          La festa di San Rocco è stata definita dal quotidiano online ChietiToday la prima “Notte Bianca” in Abruzzo, in effetti nei giorni di festa migliaia di pellegrini vengono a visitare il santuario di San Rocco a Roccamontepiano, dove si svolgono di continuo messe fino a mezzanotte.  

D’altronde, la posizione strategica del santuario sulla principale Via Roma (dove passava l’antico Tratturo Magno) – riedificato negli anni Sessanta del Novecento, al posto della chiesa seicentesca “extra moenea” (sita fuori dalle mura) per accogliere i malati e gli infermi che cercavano cura e sollievo dalle abluzioni nella miracolosa acqua sacra che sgorga direttamente dalla Maiella montagna madre e/o un segnale dalla divinità assorti in preghiera e meditazione durante il rito dell’incubazione – favoriscono l’afflusso di gente nei giorni di festa, con la strada che si riempie di bancarelle dove poter gustare i piatti tipici delle sagre abruzzesi come la porchetta e gli arrosticini, o portarsi a casa come ricordo le famose brocche devozionali di San Rocco con l’anno di visita, con le quali poter raccogliere l’acqua santa dalla Grotta di San Rocco (molto stretta e bassa a causa dei crolli che ci sono stati a seguito delle gravi frane che ci sono state in paese nel 1765 e nel 1843) a cui si accede tramite una scalinata o dalla fontana a sette cannelle sita nell’attigua piazza che ha delle vasche lunghe quasi come il perimetro di tutta la piazza. 

Secondo tradizione, i pellegrini dovrebbero presentarsi con i lacci delle scarpe annodati fra di loro e la baschetta sotto il braccio in segno di riverenza e penitenza. Il 16 agosto, a sera, intorno alle 19.30, si svolge ogni anno la tradizionale processione con le fanciulle in abiti d’epoca con in testa le conche votive di rame, contenenti grano, frutti della terra e fiori, offerti in sacrifico alla divinità, e ciambelle con semi di anice distribuite ai fedeli.

Oggi, rispetto al passato, solitamente  le offerte alla divinità sono  simboliche con composizioni di fiori, frutti e spighe di grano artificiali, ma ciò non ha cancellato il fascino di un rito che affonda nella tradizione religiosa politeistica italico – romana, collegandosi con i culti assorbiti nelle festività del Ferragosto, le cosiddette Feriae Augusti” in cui tutte le attività pubbliche andavano in ferie, istituite dall’Imperatore Ottaviano Augusto diciotto anni prima dell’avvento dell’era cristiana nel mese a lui dedicato, tra le quali: i “Consualia” (15-21 agosto) dedicati a Consus, dio protettore delle messi, dei raccolti quindi dei granai e degli approvvigionamenti; i “Vertumnalia” (13 agosto) festa romana dedicata al dio Vertumno divinità agraria preposta alla maturazione dei frutti; i “Nemoralia” o Festival di Diana (13-15 agosto), dea della caccia e protettrice della fertilità, della maternità e delle fasi lunari (Ecate Diana); Feste dedicate all’Ercole Italico. 

Di seguito un video di qualche minuto sulla partenza della Processione di San Rocco a Roccamontepiano un rito che ancora oggi si ripete in una commistione fra antico e moderno, fra sacro e profano, fra paganesimo e cristianesimo: https://youtu.be/eD3SAYz3mKw

Tratto da Discovery Abruzzo Magazine