mercoledì, Novembre 30, 2022
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Un lungo e caloroso applauso degli studenti accoglie la professoressa sospesa

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Un lungo e caloroso applauso degli studenti accoglie la professoressa sospesa – Una bellissima storia, realmente accaduta in Italia, che si distingue e si allontana dal clima divisivo che si stà vivendo. Significativo ciò che è avvenuto in maniera spontanea tra gli studenti di un Liceo Classico romano. Un applauso liberatorio,  spontaneo, naturale, che è scaturito dagli alunni di tutte le classi dove la professoressa, benvoluta ed attesa, presta il suo insegnamento. Un atto non programmato, che si differenzia dai comportamenti inumani di tanti. Dai politicanti ai docenti, dai presidi ai sociologi, dagli adulti ai meno adulti, da chi è sempre pronto ad additare, giudicare, condannare, ai tanti saccenti convinti di essere depositari del verbo o di avere in tasca la verità assoluta.

Un atto di elevata umanità, dimostrata dagli alunni,  che piuttosto che essere divulgato come esempio, qualcuno ha voluto sminuire, nascondere, occultare, impedendo, in vari modi, che quel gesto potesse essere diffuso, divulgato, apprezzato e portato come esempio.

Un comportamento esemplare di giovani liceali, che ancora forse non hanno quella faziosità ideologica che oggi sembra essere somministrata, e predomina in tanti casi. Un gesto, questo, che stride non solo con il comportamento di alcuni educatori, o presunti tali, che preferiscono si taccia su fatti che hanno un elevato significato umanitario come  questo spontaneo applauso collettivo, prediligendo la meschinità nascosta dietro norme di dubbia validità. Ma oggi rileviamo anche notizie che evidenziano come nelle Università l’ideologia e la faziosità sembrino prevalere.

E’ di questi giorni il caso della contestazione studentesca contro un convegno, regolarmente autorizzato, da parte di studenti indottrinati da certi movimenti che parlano di democrazia, forse non conoscendone il significato. Che non sia un fatto isolato, lo si percepisce anche ricordando ciò che avvenne in quella stessa università qualche anno fa.

Era il 14 novembre 2007 quando fu impedito ignobilmente al Papa, Benedetto XVI, di tenere un suo discorso all’apertura dell’anno accademico.

Fu una lettera redatta da un docente universitario ad innescare allora una lunga polemica, cui fecero seguito una serie di manifestazioni, alla quale si aggiunse un’altra lettera interna, il 23 Novembre, firmata da altri 67, su circa 4.500, docenti contrari all’intervento del Papa.

Ad aggravare la violazione, si aggiunsero alla contestazione il Sindaco di allora, Walter Veltroni, ed il Ministro dell’Università Fabio Mussi, costringendo così il 15 gennaio 2008 la Santa Sede a soprassedere sull’intervento, forse dimenticando che Il passato della Sapienza inizia con Papa Bonifacio VIII che, nel 1303,  con la bolla, in suprema praeminentia dignitatis, fondò lo Studium Urbis, l’Università di Roma.

Un esempio di inciviltà democratica, ma soprattutto una squallida forma di ideologia che non accetta il dialogo ma impone il proprio volere non rispettando il volere altrui. E’ questo l’insegnamento che si vuol dare nelle scuole e nelle università?

Ma torniamo ad i fatti accaduti in questo liceo romano, riportando per intero ciò che ci ha scritto lo studente che desidera rimanere anonimo, avendo ricevuto “veti” nel diramare questa notizia, forse per una deriva ideologica dovuta ad un obbligo vaccinale che ha diviso l’Italia.

“Il giorno 27/10/2022 in un liceo di Roma è accaduto qualche cosa di inaspettato: un professoressa che rientrava quel giorno dopo la sospensione ed un periodo di malattia, che quindi non incontrava i suoi alunni da tempo, è stata accolta da questi ultimi insieme ad altre classi del plesso con un immenso applauso dalle finestre dei luoghi scolastici, la commozione della professoressa ha toccato i cuori di tutti gli studenti.

Mentre nel mondo c’è chi continua perpetuamente a dividere, nelle scuole per fortuna ci si unisce. Ci si unisce perché siamo tutti uomini, siamo tutti uguali, l’uomo non è solo un animale più bravo degli altri, più studioso perché sa parlare, leggere e far di conto, ma perché prova emozioni. L’essere umano ha una capacità insita in lui, quella di comunicare, trasmettere emozioni, amore, come è avvenuto in questo caso.  Ciò che è accaduto spontaneamente è l’esempio concreto di cosa significa umanità, di cosa significa inclusione. Così, mentre nel mondo ci si divide, gli alunni di questa scuola si uniscono, si sostengono a vicenda rispettandosi e rispettando i docenti, senza ideologie divisive. “Sembra quasi un paesaggio paradisiaco, ma se il mondo fosse come la nostra scuola, vi assicuro che davvero sarebbe un luogo più felice.”

Così dice uno degli studenti a cui ci siamo rivolti e che ci ha spiegato l’accaduto. Un momento davvero di inclusione che resterà ben nitido nella mente degli studenti. La scuola anche questo dovrebbe insegnare: la civiltà e il diritto di ogni essere umano ad essere libero di scegliere.

Chissà se e quando la scuola e l’università torneranno a insegnare, oltre alle nozioni, anche quei valori, quei principi, che hanno permesso all’umanità di evolversi ma che sembra siano andati oggi perduti.

Sembra che gli studenti del liceo stiano chiedendo proprio questo. Non ignoriamo le loro richieste, a loro è stato già tolto tanto.

Ettore Lembo

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