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Avvenimenti della 2a Guerra Mondiale che uniscono gli Italiani

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Avvenimenti della 2a Guerra Mondiale che uniscono gli Italiani – Nei primi anni Novanta del Novecento, con il disgelo post “Guerra Fredda”, aveva termine quello che veniva chiamato il “Secolo Breve”, il secolo delle ideologie laiche, dei nazionalismi e dei totalitarismi, iniziato con i massacri nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, passando per il Comunismo, il Fascismo e il Nazismo, la Seconda Guerra Mondiale, la successiva divisione del mondo in due blocchi contrapposti (Usa vs Urss), la caduta degli imperi coloniali francese e britannico, il boom economico italiano, tedesco occidentale e giapponese, finito con la riunificazione delle due Germanie e caduta dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss), quella che viene cosiderata di fatto la piu grande tragedia geopolitica della storia contemporanea che porrà fine ad ogni argine all’espansio del capitalimo globalista.

In questo periodo, post ideologico, quando la storia sembrava lasciare lo spazio a un villaggio globale senza piu confini a guida statunitense o comunque sia delle grandi multinazionali sovranazionali e dei poteri finanziari internazionali, diciamo dai primi anni novanta fino al 2010, in Italia andò avanti un processo di “pacificazione nazionale” e complice lo sdoganamento dell’MSI che con la svolta di Fiuggi divenne Alleanza nazionale e la svolta socialdemocratica della sinistra italiana con la fine del PCI, si cominciò a trovare degli elementi di unità nazionale condivisi, cercando di comprendere anche le ragioni degli sconfitti, ovvero di coloro che, durante la Seconda Guerra Mondiale, nella Guerra Civile 1943/45 combatterono dalla parte della Repubblica Sociale Italiana per l’onore militare dell’Italia, caduto in basso col cambio di schieramento dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943.

Fu l’ultimo tributo che fu concesso a una generazione che aveva combattuto la guerra e che aveva contribuito col suo sacrificio a conservare l’unità nazionale italiana e gran parte del patrimonio storico e architettonico delle città del Belpaese, anche attraverso la Rsi, mitigando la volontà di fare terra bruciata dei Tedeschi. Sono proprio i reduci che poi nel secondo dopoguerra si rimboccarono le maniche e contribuirono col lavoro dentro e fuori i confini nazionali al boom economico dell’Italia.

Successivamente, dal 2010 circa in poi, con le primavere arabe, il ritorno del neocolonialismo franco – britannico, le velleità neo egemoniche continentali tedesche tramite l’Unione Europea, la rinascita della Russia di Putin come potenza globale e il sorgere della potenza Cinese come neo colosso economico-capitalista mondiale, l’Italia ha visto ridimensionato, in particolare modo dal 2010 al 2020, il suo ruolo di potenza economica nata nel dopoguerra e il suo relegamento a ruolo di vassallo europeo dell’asse franco – tedesco.

Proprio in quel periodo, in cui il processo di integrazione europea sovranazionale é accelerato, per sviare l’attenzione dai problemi reali del Paese, in primis la crisi economica recessiva e la stagflazione (inflazione + disoccupazione) dovute soprattutto al mancato intervento del governo nell’economia nazionale con politiche di sviluppo e, la conseguente cessione pressoché totale della politica finanziaria in mano alle banche, per la creazione di uno Stato che sempre piu verso derive di stampo autoritario – totalitario, in mano all’alta finanza e alla tecnocrazia (anche tramite la dipendenza e la sostituzione dell’uomo con le macchine, attraverso lo sviluppo della intelligenza artificiale che vorrebbero soprattutto certe lobby occidentali), si é riniziato a dividere l’opinione pubblica nazionale agitando i fantasmi di divisioni ideologiche di quasi cento anni prima, anche al fine di tentare, sulla spinta dei nuovi movimenti culturali mondialisti provenienti soprattutto dagli Stati Uniti d’America, di riscrivere la storia con una chiave di lettura moderna, facendo l’errore figlio di ogni epoca, di voler leggere e giudicare gli avvenimenti del passato con un metro di giudizio moderno.

Così, morti gli ultimi reduci che avevano fatto la guerra, si deve assistere a una continua denigrazione e svilimento di ogni avvenimento della nostra storia nazionale, in particolare della Seconda Guerra Mondiale. Ma, in realtà, esistono degli avvenimenti condivisi in cui, andando oltre le divisioni ideologiche, un cittadino italiano può riconoscersi.

A tal proposito, ho voluto di seguito ricordare e commentare brevemente alcuni di questi avvenimenti identitari collettivi nazionali, senza mancare di rispetto ad altri fatti della Seconda Guerra Mondiale che non sono da me stati citati, solo perché in quel momento non mi sono sovvenuti in mente:

  • 24 aprile 1941 Resistenza del Viceré d’Etiopia Amedeo d’Aosta sull’Amba Alagi che combatte coraggiosamente in nome dell’Italia con i suoi uomini contro gli Inglesi.
  • 18-19 dicembre 1941, l’impresa di Alessandria d’Egitto con i mas di Junio Valerio Borghese e Durand de La Penne che riescono a vipolare il porto mediterraneo con una manovra militare di uomini contro macchine, studiata nelle accademie navali di tutto il mondo.
  • 1942 con gli alpini della Julia in Russia che si sacrificano facendosi massacrare per permettere alle forze italiane in ritirata di rompere l’accerchiamento sul Don dei Sovietici.
  • 1942-1943 Guerriglia Italiana con Amedeo Guillet nel Corno d’Africa. Il tenente di cavalleria Guillet, con squadroni di cavalleria italiani e truppe coloniali ascare, al grido di “Caricat” attacca i carri armati inglesi. Uno squadrone di cavalleria attacca frontalmente il nemico e lo tiene impegnato facendosi massacrare, l’altro lo agira e colpisce i carri avversari.
  • 25 Ottobre – 5 Novembre 1943 con la Folgore ad El Alamein, dove vengono scritte pagine di eroismo che vengono studiate nei libri di storia delle scuole militari ancora oggi. I soldati italiani non indietreggiano davanti i mezzi corazzati nemici che sono fatti saltare con mine posizionate sotto il veicolo attraverso buche dove i nostri militari si posizionavano per proteggersi;
  • 19 Luglio 1943 a San Lorenzo in Roma, gli anglo – americani compiono uno dei più gravi bombardamenti sulla Capitale d’Italia, dei Papi e dei Cesari,la Città Eterna che prima di allora non era mai stata toccata dalle distruzioni belliche, con la Regia Aeronautica che cerca di fermare i bombardieri Alleati, nonostante essi volassero mille metri più in alto, nonostante l’assenza di luci notturne e le poche postazioni contraeree che tentano di notte di colpire gli aerei nemici facendo luce con i bengala. Eroiche le gesta dei pochi caccia italiani comandati da Rino Corso Fouger che dopo il bombardamento di Roma, sarà il primo a pagare, forse ingiustamente per il sistema difensivo insufficiente.
  • 9 settembre 1943 con i difensori di Roma a Porta San Paolo che senza guida, non vogliono arrendersi ai Tedeschi;
  • 23 Settembre 1943 con Salvo D’acquisto a Palidoro che sacrifica la sua vita per salvare la popolazione;
  • 23-28 Settembre 1943 con la Divisione Aqui che non si arrende a Cefalonia;
  • 27-30 settembre 1943 con gli scugnizzi che cacciano e umilianole forze germaniche nelle Quattro Giornate di Napoli, unici a liberarsi da soli in Europa contro un esercito straniero durante la Seconda Guerra;
  • 24 marzo 1944 con Mons. Giuseppe Venturi e il Podestà Alberto Gasbarri che con Chieti Città Aperta salvano cento mila persone fra sfollati e residenti e il patrimonio storico, artistico e architettonico dell’antica Teate, una delle città più antiche d’Europa;
  • 24 marzo 1944 con le innocenti vittime delle Fosse Ardeatine vigliaccamente uccisi per rappresaglia;
  • Autunno 1944 con le vittime di Marzabotto, vigliaccamente uccise per rappresaglia;
  • 19 – 21 gennaio 1945 con la Fulmine a Tarnova in difesa dei confini orientali italiani dalle mira annessionistiche titine;
  • 29 aprile 1945 a Gallarate con il Maggiore Adriano Visconti “L’Aquila Senza Corona”, il più grande asso della aeronautica italiana della Seconda Guerra Mondiale che aderisce alla aeronautica repubblicana per continuare a difendere le città italiane dai bombardamenti dei liberatori.
  • A favore di tutti i deportati in lager e campi di concentramento sia tedeschi che Alleati, tra i quali mio nonno Ettore Vignali prigioniero in Africa degli Inglesi.

Sull’argomento vedi anche i miei speciali:

Cristiano Vignali, “Mafalda di Savoia nel Settembre 1943 a Chieti prima del suo martirio”, Agenzia Stampa Italia.

Cristiano Vignali, “Adriano Visconti, l’asso dell’aeronautica che aderì alla RSI per difendere dai bombardamenti i civili e le città italiane”, Agenzia Stampa Italia.

Cristiano Vignali, “Borghese, un patriota che voleva salvare l’Italia dal Comunismo”, LaNotizia.net.

Cristiano Vignali, “La Battaglia di Tarnova per il controllo di Gorizia”, Agenzia Stampa Italia.

Cristiano Vignali, “Chieti Città Aperta e la ricompensa al merito civile”, Agenzia Stampa Italia.

Cristiano Vignali, “Le Quattro Giornate di Napoli, rivolta patriottica e non partigiana”, Agenzia Stampa Italia.

Cristiano Vignali, “Accordo di Badoglio e Kesserling per la fuga del re in Abruzzo e a Brindisi il 9/10 settembre 1943?”, Agenzia Stampa Italia.

Cristiano Vignali “Rino Corso Fouger, fondatore del gruppo acrobatico dell’Aeronautica Militare Italiana”, LaNotizia.net

Cristiano Vignali, “Quello che la storia ufficiale non dice sugli inglesi e sul coraggio degli Italiani”, LaNotizia.net.

Cristiano Vignali

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