sabato, Settembre 18, 2021
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Alessandro Neri, la mamma al killer: “Chi ti tradirà sarà un eroe”. Indagini, il cerchio si chiude

PESCARA – “Pescara stai allerta! C’è un assassino a piede libero.  …tu sarai sempre un vigliacco e chi ti tradirà sarà un eroe…TIC TAC TIC TAC. Assassino di Ale,  leggi questo estratto del vangelo di oggi, perché ora sono nel dolore ma…  LEGGI, LEGGI a BREVE il mio cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliermi la gioia!!! Parola del Signore, perché Lui è Onnipotente, L’UNICO!!!” L’estratto del Vangelo a cui fa riferimento Laura Lamaletto è Gv 16,20-23. Cambiano molto i toni della madre di Alessandro Neri nei confronti del killer di suo figlio, a cui in precedenza ha rivolto numerosi appelli. La donna sembra essere convinta che a breve possa esserci una svolta delle indagini sull’omicidio del ragazzo. Il 28enne è stato ucciso con due colpi d’arma da fuoco la sera del 5 marzo per essere poi trovato morto l’8 marzo in un alla periferia sud di Pescara, nei pressi del torrente Vallelunga. L’assassino è lì, ad un passo. E molto probabilmente le persone coinvolte sono più di una. Gli inquirenti non mollano, il cerchio si stringe sempre più. Ne è convinta anche Laura Lamaletto, che ogni giorno, su Facebook, riporta quel suo TIC TAC come in attesa di un svolta ormai prossima. E parla di qualcuno che dovrebbe tradire. Testimonianze, persone che finora non avevano parlato e che, con grande probabilità, ora stanno dicendo la loro. Una svolta di notevole importanza di recente c’è stata. Le chiavi dell’auto di Alessandro sono state trovate nella zona di Pescara sud, in prossimità del cimitero di San Silvestro. Questo nuovo elemento conferisce alle indagini una ben precisa direzione. Sono solo due, ad ora, alla luce di questo nuovo fatto le strade possibili. Il killer è di Pescara, conosceva bene Alessandro, che ha lasciato la propria auto in centro per poi incontrare il proprio assassino e salire sul suo veicolo. Seconda ipotesi: chi l’ha ucciso è tornato sui propri passi per far sì che le chiavi venissero rinvenute nel luogo del’abbandono del corpo per sviare le indagini. Anche in questo caso la persona o le persone che hanno posto fine alla sua vita lo conoscevano bene, l’hanno incontrato per un presunto chiarimento basato su motivazioni di tipo economico, sono saliti a bordo della Fiat del giovane per poi fermarsi sul luogo del delitto. Consumato l’omicidio, hanno condotto l’auto fino in centro a Pescara e solo di recente sono tornati sui propri passi per lasciare lì le chiavi. Si tratta di persona o persone che vivono o hanno dimestichezza con la zona, che conoscevano bene Alessandro Neri, e che per qualche motivo avevano la sua fiducia.  Dagli elementi emersi fino a questo momento, è chiaro che il giovane avesse una estrema confidenza con il proprio carnefice, che con grande disinvoltura lo ha incontrato, ucciso, per poi eliminare le tracce del proprio passaggio.  Laura Lamaletto ha più volte parlato di “assassini”, ha parlato di “mandante”. La modalità con cui è stato ucciso Alessandro, tra l’altro non privandolo del telefonino cellulare, grazie al quale il suo corpo è stato poi trovato, fa pensare ad una sorta di avvertimento. Avvertimento a chi? Un colpo alla testa, letale, uno all’emitorace. Non c’è stato errore, Alessandro era una persona che doveva morire. Un chiarimento finito male, poi la morte del ragazzo. Il ritrovamento del corpo con il cappuccio della felpa abbassato sopra la testa.  Prima si è visto con qualcuno che conosceva e che non temeva. Debiti non pagati, soldi dovuti a titolo di credito, o cosa? La spietatezza con cui Alessandro Neri è stato eliminato fa riflettere. Non è stato un errore. Forse Alessandro non era disposto a dare ciò che l’assassino, gli assassini, o i mandanti, gli chiedevano. Un delitto, quello che vede come vittima il giovane di Villa Raspa di Spoltore, che assume, col passar dei giorni, chiare connotazioni, che riportano ad un movente economico.

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