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Rally d’Abruzzo: “La decisione del Parco è un atto dovuto”

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Riceviamo e pubblichiamo. “Comprendiamo che per l’organizzazione del Rally d’Abruzzo il diniego dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga al percorso ipotizzato rappresenti un problema. Deve però riconoscersi con onestà che il diniego da parte del Parco costituisce un atto dovuto.

Il percorso ipotizzato interessava aree di assoluto pregio naturalistico che l’Ente Parco ha il dovere di tutelare, applicando le normative fortunatamente vigenti a livello nazionale ed europeo. Le aree in cui si sarebbe svolto il rally sono in parte ricomprese, oltre che in uno dei parchi nazionali più importanti d’Italia, all’interno di zone di protezione speciale e di siti di interesse comunitario della Rete Natura2000 destinati alla conservazione della biodiversità europea.

Il disturbo alla fauna (lupi, caprioli e cervi solo per citare alcune specie presenti) sia per il rumore prolungato della corsa sia per lo scarico delle auto sarebbe stato eccessivo e probabilmente avrebbe spinto la fauna ad abbandonare le valli e i boschi attraversati. Senza considerare che per un turista di un’area naturale protetta non è certo piacevole durante un’escursione vedere sfrecciare macchine come in qualsiasi autostrada o strada di città.

La richiesta di un percorso del genere non si sarebbe neanche dovuta ipotizzare, considerato che il Parco è stato creato nel 1991 e che il regime vincolistico vigente dovrebbe essere ben noto a chi vuole organizzare manifestazioni al suo interno.

Va peraltro osservato che in questo caso l’Ente Parco sembra aver agito con speditezza. Dall’atto di diniego del Parco risulta che la richiesta per l’autorizzazione risalga al 31 luglio scorso. Già il 10 agosto l’Ente aveva richiesto integrazioni che sono state inviate dall’organizzazione dopo tre giorni. Il 17 agosto è stata fatta la valutazione di incidenza ambientale che, com’era prevedibile, è risultata negativa e il 20 agosto c’è stato il provvedimento finale. Probabilmente se l’organizzazione si fosse confrontata con il Parco sulle tappe prima di definirle, si sarebbe potuto individuare un percorso alternativo capace di coniugare le esigenze sportive con quelle della conservazione che all’interno di un parco devono essere sempre al primo posto.

Visto che l’organizzazione, prevedendo anche una prova destinata alle sole auto elettriche, ha dimostrato un certo interesse alla tutela dell’ambiente, sarebbe opportuno cogliere questa occasione per ipotizzare una iniziativa veramente a basso o nullo impatto ambientale, individuando un percorso lontano delle aree di pregio naturalistico e accompagnandovi una serie di iniziative parallele destinate a far conoscere questi luoghi attraverso forme di turismo veramente sostenibile come deve essere all’interno delle aree naturali protette.

E su quest’ultimo punto, una considerazione finale. Leggiamo di critiche mosse al Parco perché avrebbe bloccato una delle poche iniziative di promozione turistica in un territorio che dal terremoto non riesce più ad attrarre i visitatori come meriterebbe. Qualsiasi iniziativa tesa a dare vitalità a questi luoghi è importante, ma si deve anche iniziare a fare una programmazione di più ampio respiro che tenga conto della vocazione di questi luoghi che non può che essere quella della valorizzazione del territorio attraverso la sua attenta conservazione. Eventi unici, concentrati in poche ore o al massimo in uno o due giorni, concerti con amplificazioni, dj-set improvvisati o feste paesane in luoghi incontaminati lontani dai paesi ormai spopolati non faranno mai riprendere questo territorio perché non fanno altro che replicare, male, quanto è già presente in tantissimi altri posti senza valorizzare l’unicità del contesto. Si deve al contrario puntare sulle particolarità di queste aree, offrendo ai turisti iniziative semplici, immerse nella natura con possibilità di vivere esperienze ed emozioni diverse da quelle che si possono provare in una qualsiasi città”.

WWF Teramo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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