domenica, Novembre 29, 2020
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Un ricordo di Nostra Signora di Parigi

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di Giuseppe Lalli

L’AQUILA – Il fumo che sale dalla cattedrale di Notre-Dame di Parigi devastata dal fuoco è una di quelle immagini che danno all’anima un senso di soffocamento. Durante l’occupazione tedesca della Francia, di fronte alla facciata della chiesa erano posizionati due carri armati, ma nessun colpo partì mai da essi: la ferocia si era arresa di fronte alla bellezza. Pare che Hitler stesso abbia detto in quella occasione che la Germania, il paese di Kant, non poteva permettersi di toccare i simboli della civiltà europea.

Nessun monumento più di questa cattedrale, unica e irripetibile, rappresenta quella Francia che è stata il cuore e la mente della “vecchia” Europa. Notre-Dame de Paris: quanta poesia tra quelle guglie che puntellano il Cielo! Quanto solido pensiero tra le severe colonne del suo interno, dove risuonava la voce ispirata dell’abate Bossuet, e dove, in una notte di Natale, tra l’incenso che saliva tra le volte austere e il canto gregoriano, lo scrittore Paul Claudel usciva credente dopo essere entrato scettico.


Notre-Dame de Paris è molto più di una chiesa: è un’espressione vivente del Cristianesimo. Come tutta l’architettura gotica, ricorda ai cristiani che devono avere i piedi ben piantati nella storia, e la mente protesa verso il Cielo. In questa cattedrale, che ho visitato, rapito da tanta mistica atmosfera, molte volte. Ho avuto la fortuna di assistere alla messa un sabato sera di tanti anni fa, quando mi trovavo a Parigi per festeggiare insieme a mia moglie i venticinque anni di matrimonio. Entrati nella chiesa nella tarda mattinata, secondo un’abitudine molto italiana e poco francese, avevamo chiesto di benedire le fedi nuziali ad un prete piuttosto anziano, che nei confronti di quello che gli era parso un gesto di sapore pagano, si era mostrato un po’…refrattario: “Je benis les personnes, pas les objets” (Benedico le persone, non gli oggetti), ci aveva risposto.


Con un altro prete, giovane e colto, dopo essermi confessato, conversai a lungo. Parlammo di
Pascal e di Bernadette, di “fides” e di “ratio“, di filosofia, di letteratura e di fragilità umana. Lo trovai cortese e chiaro. E dallo sguardo luminoso, nel migliore “stile” francese. Ci trovammo d’accordo su tutto. Ebbi l’impressione che le nostre anime si fossero toccate. Indimenticabile esperienza…in quella cattedrale, tra quelle severe colonne, sotto quelle fantastiche guglie. Bisogna sempre scegliere il bello: il bene e il vero seguiranno.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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