sabato, Dicembre 4, 2021
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Salone del libro da brivido: cultura e ideologie si affrontano al Lingotto. Ed e’ caos

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Tra poche ore, salvo intervento della Magistratura, come sembra richiesto dal Sindaco di Torino e dal Presidente del Piemonte, ci sara’, nell’ambito dell’apertura del Salone del Libro, anche lo stand con il libro-intervista al Ministro dell’Interno e Segretario della Lega Matteo Salvini, scritto da Chiara Giannini e pubblicato dalla casa editrice Altaforte. La casa editrice Altaforte, regolarmente registrata come Casa editrice, di cui il proprietario o uno dei proprietari sembrerebbe avere un trascorso con il partito politico CasaPound, e’ finita immediatamente nel mirino. Chiara Giannini, scrittrice e giornalista, insorge: “Non e’ un libro fascista”.

Da qui, quello che doveva essere il Salone del libro, quindi una vetrina internazionale di proposte librarie che avrebbero dovuto far incontrare coloro i quali si definiscono tradizionalmente intellettuali, si sta trasformando in un’ aspra contrapposizione ideologica, che nulla ha a che vedere con quello che dovrebbe essere lo spirito della cultura.

Che i libri siano da sempre fonte di contestazioni ideologiche o religiose lo si evince dal fatto che in molti periodi storici  sono stati censurati, distrutti e bruciati quando potevano essere contrari alla forza ideologica dominante. Il caso che sta coinvolgendo in Italia con “Salone del Libro” di Torino deve pero’ indurre tutti ad una serie di riflessioni.
La levata di scudi contro il libro e indirizzata forse strumentalmente contro la casa editrice da quella parte di intellettuali che vorrebbero la non uscita del libro e la sua mancata partecipazione all’evento, con l’accusa di apologia del fascismo, deve ora piu’ che mai indurre politici, magistrati e opinione pubblica a fare tutto il possibile per porre fine ad uno stato di continua divisione che avvelena solo gli animi.

Arrivare al punto di voler colpire la pubblicazione di un libro, che è comunque il frutto di un elaborato del libero pensiero, la dice lunga sul fatto che da troppo tempo l’applicazione di alcune norme di legge, certamente lecita e giusta in un certo contesto storico, potrebbe pericolosamente risultare in certi casi deviante e strumentalizzante.

Non si puo’ in questo contesto non analizzare nel dettaglio la posizione di Piero Sansonetti, ex direttore dell’Unità, quindi con matrice ben chiara e definita, il quale ha espresso la propria solidarietà alla giornalista e scrittrice Chiara Giannini, ribadendo la libertà di poter scrivere. Insomma, con tutti i problemi che l’Italia si trova ad affrontare, riusciamo a trovare il tempo per discutere del nulla. Che sia forse una sottile ma efficace arma di distrazione?

Ettore Lembo

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