martedì, Ottobre 15, 2019
Home > Italia > In attesa della lista delle poltrone si spaccano PD e M5S?

In attesa della lista delle poltrone si spaccano PD e M5S?

< img src="https://www.la-notizia.net/PD" alt="PD"

“Patti chiari, amicizia lunga. Stiamo lavorando con serietà per dare un nuovo Governo all’Italia, per una svolta europeista, sociale e verde. Ma basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte”. Così il segreteario PD Nicola Zingaretti su Facebook. Di Maio alza la posta e vacilla l’intesa con Conte.Il leader del M5S è stato durissimo: “Sì ai nostri punti programmatici o voto”. E ha fatto tornare in bilico il destino del nuovo esecutivo. Poi corregge il tiro: “Nessun ultimatum, il punto è che siamo stanchi di sentir parlare di poltrone”.

Ieri Di Maio, forzando la mano nell’incontro, aveva consegnato  una lista di 20 punti al premier incaricato sottolineando che “o si approva il programma M5s oppure è meglio il voto'”. Confermata anche la consultazione su Rousseau, mentre tra le priorità dei grillini non c’è la modifica dei decreti sicurezza. Un’altra ragione di scontro ieri con il Pd, insieme al nodo del vicepremier che sta a cuore a Di Maio.

La spregiudicata sortita del leader grillino, dopo l’incontro alla Camera con Giuseppe Conte, serve a Di Maio per riaffermare che il destino del governo è ancora nelle sue mani e che la sua leadership non è stata offuscata dal cambio di format della nuova maggioranza.


Nel frattempo Conte va avanti, ridimensionando in qualche modo Di Maio.

Così, mentre siamo tutti in trepidante attesa del menù che includerebbe sia il programma sia il presunto governo “democraticamente non eletto dal popolo ma dalla costituzione rappresentativa”, facciamo alcune valutazioni.

Nel PD, “granitico partito” che sembrerebbe aver ritrovato la propria identità intorno alla figura del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, si è già avuta una perdita di rilievo con le dimissioni dell’ex ministro Calenda.

Dimissioni rispettabilissime e a cui va riconosciuta la coerenza su quanto da sempre asserito, a differenza dei troppi soggetti che sembrerebbero aver dimenticato il valore ed il significato della parola coerenza.

Ma non è solo Calenda, che, come detto, ha preferito andar via sbattendo la porta, ad aver sofferto la situazione: altri, e sono tanti, accusano di recente forti mal di pancia. Per non parlare dell’elettorato del M5S e del PD, che non sembra proprio aver digerito questa nuova alleanza.

Di contro ricordiamo che Zingaretti aveva sempre detto che con i 5 stelle non avrebbe mai fatto il governo, e probabilmente avrebbe mantenuto questa posizione,  se non fosse stato per un simpatico compagno di opposta corrente, che ha il controllo del suo gruppo al Senato, che ha indicato la strada per un ritorno insperato al governo nonostante la sonora bocciatura popolare su tutti i fronti.

Povero Zingaretti, che dilemma: andare al voto, così da far sgonfiare o disperdere la corrente avversa del simpatico compagno, ancora oggi pesantemente dominante, o…. tapparsi il naso e fare parte del nuovo governo?

Chissà se le recenti vicende comporteranno una spaccatura definitiva all’interno e tra le due compagini impegnate a formare il nuovo governo. Come disse in un suo famoso brano un grande della musica italiana, Lucio Battisti: “Lo scopriremo solo vivendo”.

Certo non si può che presumere che siano state superate grazie ad cene a base di anti-coerenza ed altro le iniziali avversità tra le due parti del governo giallorosso. Ricordiamo intanto frasi al vetriolo, come “giammai con il partito di Bibbiano”. Insomma la fase del “mai col PD” e “mai col MoVimento Cinque Stelle” sembra essere stata abbondantemente superata. Ma fino a che punto?

Che dire poi dell’idea di bocciare provvedimenti legislativi, come i decreti sicurezza, appena approvati, per non parlare della visione anti-Macron, e anti-tedesca,  mutati ora in profondo amore europeista?

E’ proprio vero: le vie del Signore sono infinite. Ma sembrerebbe che anche qui si paventino scissioni per i troppi mal di pancia, di cui ovviamente non siamo a conoscenza ma che possiamo solo intuire.

Tuttavia il Movimento è per la democrazia partecipata e…  chiederà il parere al “suo popolo” che ha già asserito di essere contrario. Come lo chiederà?

Nel frattempo qualche burlone ha pubblicato sui social un post “predisposto per la nota piattaforma” : “Non è forse vero che non volete che il MoVimento 5 Stelle non appoggi il Governo Conte insieme a un partito fondato il 14 ottobre 2007?? O no?”

Le risposte previste da chi lo ha postato sono: sono d’accordo, non sono in disaccordo, fettine panate. Risate a parte….l’unica cosa certa è che, come sempre, il volere degli italiani anche stavolta è stato del tutto ignorato.

Ettore Lembo

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: