domenica, Ottobre 25, 2020
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Carceri: “Diritti negati, soldi sprecati”

terracina

ROMA – “Ammontano a otre 3 milioni di euro in 32 mesi le spese che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha dovuto sostenere per la soccombenza in giudizio per azioni promosse dal personale dipendente – in massima parte appartenente al Corpo di polizia penitenziaria – cui troppo spesso vengono negati o fortemente compressi i diritti sanciti dalla legge”.

Ne dà notizia Gennarino De Fazio, per la UILPA Polizia Penitenziaria nazionale. De Fazio spiega: “da sempre sosteniamo che i vertici del DAP interpretino troppo spesso in maniera restrittiva e illegittima le norme che regolano molti degli istituti in favore del personale dipendente; ci riferiamo, per esempio, ad alcune previsioni in materia di tutela della maternità e della paternità o di assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone handicappate o, ancora, a talune disposizioni che incidono sul trattamento economico e sulle indennità. Così gli operatori, per lo meno quelli che si possono permettere di sostenerne gli ingenti costi, sono costretti a rivolgersi al TAR competente e poi, non di rado, al Consiglio di Stato per ottenere giustizia”.

“La cosa più grave – argomenta ancora il leader della UILPA Polizia Penitenziaria – è che, nonostante il personale vinca ripetutamente in giudizio, il DAP non si adegua alla giurisprudenza formatasi e continua a disporre in maniera restrittiva. Tutto questo, come da noi accertato, ha prodotto spese per soccombenza in giudizio per azioni promosse dal personale dipendente per ben 1.060.854,77 euro nell’anno 2017, 1.326.752,35 euro nell’anno 2018 e 733.753,29 euro dal 1° gennaio al 10 settembre 2019”.

 “In altri termini, – stigmatizza ancora De Fazio – di fronte a diritti negati, solo chi ha soldi, tempo e voglia per affrontare lunghi processi riesce a ottenere giustizia e, quando la consegue, l’erario paga le spese dovute a errori dirigenziali e tutto ciò si ripercuote su ogni cittadino, ivi compreso su colui al quale quei diritti continuano a essere confutati e che si vede di conseguenza danneggiato e beffato”.

 “Esortiamo pertanto il ministro Bonafede a verificare compiutamente quanto da noi acclarato e a scoprire se vi siano in tutto questo responsabilità dirigenziali; ma principalmente – conclude il sindacalista – auspichiamo che il Guardasigilli intervenga affinché le sentenze abbiano un senso per orientare le decisioni su casi analoghi”.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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