sabato, Settembre 19, 2020
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Attacco Turco in Siria,  proseguono le indagini sull’uso di armi chimiche

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Gli ispettori esperti di armi chimiche dell’Onu e dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) hanno annunciato che stanno raccogliendo informazioni dopo le notizie sul presunto uso di fosforo bianco da parte delle forze turche nell’offensiva in Siria contro i curdi che sarebbe stato utilizzato anche contro la popolazione civile.

Va ricordato che il fosforo bianco a contatto con l’ossigeno presente nell’aria produce anidride fosforica generando calore. L’anidride fosforica reagisce violentemente con composti contenenti acqua e li disidrata producendo acido fosforico. Il calore sviluppato da questa reazione brucia la parte restante del tessuto molle. Il risultato è la distruzione completa del tessuto organico.

In particolare l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) ha reso noto che è “al corrente della situazione” e che sta “raccogliendo informazioni in merito al possibile uso di armi chimiche”.

Nel frattempo il Pentagono ha confermato che le forze statunitensi sono finite sotto il fuoco dell’artiglieria turca in Siria. Il contingente delle forze speciali statunitensi è stato coinvolto in bombardamenti turchi contro posizioni curde appoggiate dagli Stati Uniti nel nord della Siria, giorni dopo che il presidente Donald Trump aveva detto alla sua controparte turca che avrebbe ritirato le truppe statunitensi da determinate posizioni nell’area. Un alto funzionario del Pentagono ha detto che i bombardamenti delle forze turche erano così pesanti che il personale militare degli Stati Uniti ha preso in considerazione la possibilità di sparare per legittima difesa. Invece di rispondere al fuoco, le forze speciali si sono ritirate una volta cessato il bombardamento. Il funzionario del Pentagono ha affermato che le forze turche dovrebbero essere consapevoli delle posizioni degli Stati Uniti . Il Ministero della Difesa turco ha rilasciato una dichiarazione negando che i suoi militari avessero preso di mira le forze statunitensi. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva a lungo avvertito che avrebbe attaccato il confine per stabilire una cosiddetta “zona sicura” e, dopo che la Casa Bianca aveva annunciato domenica che le truppe statunitensi si sarebbero messe da parte, ha lanciato l’operazione all’inizio di questa settimana. l Pentagono ha messo in guardia Ankara dall’evitare azioni che possano tradursi in una immediata azione di difesa americana. L’esplosione avvenuta “a poche centinaia di metri da una location fuori dalla zona del meccanismo di sicurezza in un’area dove i turchi sanno che sono presenti forze Usa” è stata confermata anche dal capitano della Navy Usa Brook DeWalt.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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