martedì, Ottobre 20, 2020
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Raid Usa contro Al Baghdadi: si sarebbe fatto esplodere

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Gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione contro il leader dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL o ISIS) Abu Bakr al-Baghdadi.

Un funzionario americano ha riferito all’Associated Press che il leader dell’ISIL è stato preso di mira nella provincia siriana di Idlib. Un altro funzionario americano ha confermato all’agenzia di stampa Reuters che l’operazione ha avuto luogo ma non ha rivelato i dettagli e non ha detto se ha avuto successo.

Newsweek, citando un funzionario dell’esercito americano informato sul risultato dell’operazione, ha detto che al-Baghdadi è stato ucciso nel raid.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha in programma di rilasciare una “dichiarazione importante” alla Casa Bianca alle 9:00 EST (1300 GMT) di domenica, secondo quanto riferito dal portavoce della Casa Bianca Hogan Gidley sabato.

In precedenza, Trump ha twittato: “È appena successo qualcosa di molto grande!” Il comandante delle forze democratiche siriane a guida curda (SDF) ha dichiarato “‘l’operazione riuscita” derivante dal lavoro congiunto di intelligence con gli Stati Uniti, in un apparente riferimento ai rapporti su al-Baghdadi.

“Un’operazione storica di successo a seguito del lavoro congiunto di intelligence con gli Stati Uniti d’America”, ha dichiarato Mazloum Abdi su Twitter.

Verifiche sono in corso ma fonti del Pentagono fanno sapere che il terrorista, sorpreso all’interno di un compound mentre era in compagnia di alcuni familiari, si sarebbe fatto saltare in aria azionando un giubbotto esplosivo che portava addosso. Per questo motivo solo la prova del Dna potrà dare la certezza della sue morte. La detonazione avrebbe ucciso anche due delle mogli di al Baghdadi che erano accanto a lui. L’operazione, top secret, approvata da Trump una settimana fa, sarebbe scattata ieri. 

Social media e siti internet legati all’Isis non confermano per il momento la morte di Abu Bakr al Baghdadi ma esortano i seguaci in tutto il mondo a “continuare la jihad anche se la notizia fosse vera” definendo già il loro leader come “martire della guerra santa”. Lo scrive su Twitter Rita Katz, direttore del Site, il sito che monitora il jihadismo sul web. 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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