martedì, Settembre 22, 2020
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Il popolo sovrano ha votato oggi Johnson in Gran Bretagna come ieri Trump negli Usa. A quando il voto in Italia?

trump

Chi non ricorda la campagna elettorale di tre anni or sono, quando tutta la stampa italiana ci garantiva che Donald Trump, allora candidato alla presidenza degli Stati Uniti, sarebbe stato perdente e che certamente la
“amatissima” così dicevano, avversaria Hillary Clinton sarebbe diventata la prima Presidente donna degli Stati Uniti?

I DEM americani ed Italiani già cantavano vittoria, tanto che i sostenitori di Trump residenti in Italia, pur sperando nel miracolo, ai primi risultati che vedevano in testa la Clinton, preferirono trascorrere la notte italiana a riposare, piuttosto che attendere quel risultato che la nostra informazione aveva dato per scontato.

Ma l’America non è l’Italia, la democrazia Usa non è quella Italiana ed in ogni caso è il popolo sovrano a dire l’ultima parola. Così ci siamo svegliati con un presidente che dato per perdente, in quanto non amava l’Europa,
risultava invece gradito e voluto dagli Americani, sbugiardando tutti coloro che avevano detto che giammai gli americani lo avrebbero votato.


Chi non ricorda le campagne denigratorie contro Donald Trump?

Chi non ricorda le campagne denigratorie che da subito sono iniziate contro il presidente Trump, e che ancora continuano? Alle votazioni di Mid-term, tenutesi dopo due anni, era data per scontata e sonora la sconfitta dello stesso Presidente contro cui la campagna della grande stampa ostile aveva martellato utilizzando ogni mezzo. Ma anche li, si ebbe un risicato pareggio.

Siamo quasi a fine mandato, mancando circa un anno dal termine, ma i DEM non si sono arresi, e tentano la carta disperata della messa in stato di accusa, il cosiddetto impeachment. E quante volte abbiamo sentito dalla nostra informazione che la Gran Bretagna, rea di aver tenuto un referendum che aveva sancito l’uscita dell’Europa (Brexit), si era pentita e non voleva più la stessa Brexit perché l’Europa è bella, l’Europa è vita, l’Europa è economia forte, paventando disastri immani e scenari apocalittici per la Gran Bretagna?


Tralasciamo i vari epiteti con cui è stato indicato dai il capo dei Conservatori Boris Johnson, che aveva insistito per ottenere nuove elezioni nel Regno Unito. Quanti salotti buoni in Italia canzonavano in ogni modo la scelta di “Zar Boris”, promuovendo in anticipo i laburisti di
sinistra, ritenuti intellettualmente superiori e detentori del verbo?
Del resto anche in Italia la verità sembra sia di esclusiva predominanza della sinistra. E’ da venerdì 13 che una schiacciante sconfitta dei laburisti ed una vittoria eccezionale dei Conservatori e del loro leader Boris Johnson ha confermato la voglia inglese di uscire dall’Europa, dimostrando così che il tanto discusso referendum pro Brexit è tuttora una precisa volontà del popolo Britannico sovrano.

Quindi la “sinistra” americana, e la “sinistra” inglese entrambe sonoramente sconfitte, dimostrano come esercitare civilmente la
democrazia, lasciando al popolo sovrano la scelta sul futuro della propria Nazione.
Certo l’ Europa perde un importante Stato membro che tuttavia non era mai stato completamente integrato nell’Unione.

La Gran Bretagna non aveva mai rinunciato alla propria moneta mantenendo così una propria indipendenza, ma nelle parole del
presidente del Parlamento Europeo Sassoli, guarda caso di sinistra e per di più italiano, si evince tutto l’astio ed il rammarico contro coloro hanno preferito rendere autonomo il proprio stato, mantenendo la propria sovranità nazionale.

“Trump e Johnson sono il passato” aveva imprudentemente dichiarato all’Agi il presidente Sassoli aggiungendo:
“La crisi dei Laburisti è la crisi di un modo di guardare il mondo. Non sono stati capaci di dire che volevano restare in Europa e non hanno saputo offrire una proposta alternativa a quella di Johnson. Il Pd e la sinistra
italiana invece hanno la grande chance di far coincidere la loro visione politica con l’agenda europea coniugando la difesa dell’ambiente con crescita, redistribuzione e rafforzamento del modello sociale europeo”.

Già, l’Italia vuol far coincidere la visione politica con l’agenda europea, secondo il presidente del Parlamento Europeo ed esponente del PD.
Forse ci si dimentica che in Italia la sinistra tutta, compreso il PD, ha subito una lunga serie di sonore sconfitte in tutte le ultime elezioni tenutesi e che in qualsiasi altro Stato democratico o che si definisca tale, ciò avrebbe portato alle elezioni anticipate come logica conseguenza, per poter formare un “Governo” che rispecchi la volontà del popolo sovrano.

In Italia al popolo “sovrano” non è dato decidere

Ma noi siamo in Italia e purtroppo qui prevale l’attaccamento alle poltrone ed alle volontà dei palazzi del potere, oltre al “suggerimento” diretto ed indiretto dato dall’Unione Europea ed in particolare da alcuni Stati esteri ben noti.

Nazioni estere che stranamente indicano come unica strada da
seguire quella vantaggiosa solo per loro, grazie ad una interpretazione formalistica della Costituzione che favorisce i soliti giochi di
palazzo e sulla base della quale non è consentito agli Italiani votare, consentendo di continuare a governare ad una coalizione che attualmente rappresenta solo una sparuta minoranza di Italiani.

Sintomatici i repentini ribaltamenti di maggioranza a cui abbiamo dovuto assistere in questi ultimi mesi, appoggiati e forse imposti dall’Europa e dai maggiori Stati dell’ Unione, che dimostrano di considerare l’Italia alla stregua di una semplice colonia. Elencare le evidenti incoerenze e marce indietro dei partiti di governo in questi mesi sarebbe noioso e ripetitivo, ma per tutte valga l’esempio di come le forze dell’attuale coalizione avevano gridato ai quattro venti tempo fa che giammai avrebbero approvato il MES, che mette a rischio i risparmi degli Italiani, mentre è oggi noto come siano poi andate le cose sia alla Camera che al Senato anche se a Palazzo Madama la maggioranza sbanda paurosamente dopo le ultime defezioni.

E nel frattempo l’Italia si fa conoscere come l’unico Paese in cui le manifestazioni (ittiche per di più) di protesta in piazza si svolgono non già contro il governo, bensì contro le opposizioni. Ma di questo parleremo la prossima volta.

Ettore Lembo

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