sabato, Novembre 27, 2021
Home > Italia > Capitano Ultimo senza scorta, Diego Cugia: “La mafia non dimentica. Ma neanche noi”

Capitano Ultimo senza scorta, Diego Cugia: “La mafia non dimentica. Ma neanche noi”

capitano ultimo

Capitano Ultimo senza scorta, così si esprime su Facebook Diego Cugia, giornalista, scrittore, regista e autore radiotelevisivo italiano: “Per l’ennesima, spudorata volta, hanno tolto la scorta a Capitano Ultimo. Così il carabiniere dei poveri, l’uomo che ha catturato Totò Riina, il boss di Cosa Nostra, e che ha combattuto e vinto contro la politica e la finanza colluse con la mafia, è ora un bersaglio mobile in giro per Roma. Cosa Nostra, che non dimentica, l’ha condannato a morte.

Ma anche io non dimentico e vi chiamo tutti a raccolta per ribellarvi a questa scelta infame. L’autorizzazione a togliere la scorta non è una questione giudiziaria, non cadete in questa trappola, è un linciaggio personale. Prima l’hanno umiliato, relegandolo in un ufficietto della Guardia forestale. Poi hanno cercato di lordarlo, ma è uscito innocente da tutti i processi. Infine hanno scherzato col fuoco della mafia facendo il giochino della scorta: Ce l’ha…Gli manca…Ce l’ha…Gli manca…Ce l’ha…
No, adesso Capitano Ultimo e la sua famiglia possono essere uccisi dal primo balordo che passa. La scorta gli manca. Ma il cerino è rimasto in mano a voi, signori. In primo luogo al generale Nistri, perché è come un padre che manda a ammazzare suo figlio.

Poi all’ex ministro dell’Interno Salvini, che aveva promesso d’interessarsene, e si è visto. Poi al governo attuale, Pd in testa, che non alza un dito, vergognatevi. Ecco una ragione per non votarvi, oltre all’aver lasciato indenni i decreti sicurezza che umiliano i diritti fondamentali dell’Uomo.

E non venite a raccontarci che non è compito vostro, che per le scorte c’è un ufficio preposto. Quante volte avete fatto saltare il banco delle regole per le vostre raccomandazioni, i vostri giochi di potere, i vostri interessi? Fatelo, oggi, per una causa giusta. Oppure cedetegli la vostra scorta perché a voi non vi ammazza nessuno. Ma sia chiara una cosa. Se fosse fatto anche solo un graffio a mio fratello Ultimo e alla sua famiglia, vi considereremo i diretti responsabili. Nessuno, da oggi, potrà più dire “Io non sapevo”.

Ero al fianco di Ultimo alla commemorazione dell’arresto di Totò Riina, quando ho appreso la notizia della scorta. C’erano tanti carabinieri, abbiamo recitato il Padre Nostro stringendoci per mano con i migranti somali, con gli zingari che lavorano, con i poveri ai quali l’Associazione Volontari Capitano Ultimo offre assistenza, cibo, amore. Quando l’ho saputo stavo per avere un infarto dalla rabbia. Chi non sta col Capitano Ultimo è complice della mafia. La mafia non dimentica. Ma neanche la Storia”.

Con ordinanza pubblicata il 15 gennaio il TAR capitolino ha negato al Capitano Ultimo la sospensione ai provvedimenti ministeriali dell’ottobre 2019, che gli revocavano il servizio di tutela (ordinanza n. 168 del 2020).

Il TAR aveva già annullato un precedente provvedimento di revoca dell’agosto 2018 (sentenza n. 8249 del 2019).

Il difensore del militare ha dichiarato: “Ci rivolgeremo al Consiglio di Stato in sede d’appello per fare valere in via d’urgenza le ragioni del nostro assistito, poiché riteniamo che siano purtroppo attuali e persistenti le ragioni di pericolo che ne impongono la tutela”.

“Da oggi – ha scritto su Facebook il colonnello Sergio De Caprio – colpire il Capitano Ultimo sarà più facile per tutti”.

Chi combatte per la legalità e per lo Stato dovrebbe avere il diritto di essere protetto da quelle Istituzioni per cui ha combattutto. Si tratta di una situazione che sta indignando i moltissimi che lo sostengono. E non solo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net