mercoledì, 19 Febbraio, 2020
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Bibbiano, caso isolato o sistema consolidato? A Tortoreto un padre lotta in difesa della volontà del figlio

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TORTORETO – Bibbiano, caso isolato o sistema consolidato? A Tortoreto un padre lotta in difesa della volontà del figlio. Due tentativi (il 2 ed il 10 gennaio) da parte degli assistenti sociali, coadiuvati dalle forze dell’ordine, di prelevare un minore dall’abitazione presso la quale attualmente risiede insieme al padre, a Tortoreto, senza che fosse stato depositato e regolarmente notificato il relativo provvedimento (poi messo agli atti il 13 gennaio) per consegnarlo alla madre. Un 14enne che in più occasioni manifesta la volontà di rimanere col padre. Tutto parla dell’intenso e positivo rapporto tra i due. Tra l’altro, il 14enne, stando alle dichiarazioni dei docenti dell’istituto scolastico frequentato dal giovane insieme alla sorella, che invece si trova attualmente allocata presso la madre, sarebbe ben seguito dal padre e avrebbe un buon profitto scolastico, diversamente dalla figlia.

Tutto ha inizio con la separazione tra i due coniugi nel 2010. Inizialmente i bambini vengono affidati alla madre. Emergerebbero però, successivamente, episodi da parte della donna di abuso di mezzi di correzione. La storia è lunga e complessa. La ragazza, affidata ad una comunità per uno stato di irrequietezza che le avrebbe creato dei problemi, si sarebbe allontanata in più occasioni dalla stessa per poi essere rintracciata tutte le volte dal padre. Sono quindi seguite querele, da parte dell’uomo in seguito archiviate, in quanto non si sarebbe riusciti a risalire al o ai responsabili dell’allontamamento consenziente della minore dalla struttura (assenza di vigilianza). Probabilmente per avere maggiore libertà, senza che fosse stato emesso alcun provvedimento, la giovane si è poi sposata a vivere con la madre nelle Marche. Il padre ha segnalato la cosa ed esiste attualmente a questo proposito un procedimento pendente presso il Tribunale di Teramo.

Per quanto riguarda il figlio 14enne, il Tribunale de l’Aquila riterrebbe il padre inadeguato senza avergli consentito la possibilità di un contradditorio e senza aver mai tra l’altro ascoltato il minore, dopo che il Tribunale per i minorenni delle Marche  si era occupato per diverso tempo della vicenda, sospendendo la responsabilità genitoriale della  madre, salvo poi ripristinarla nello stesso momento in cui lo stesso ha dichiarato la propria incompatibilità territoriale (essendo i minori residenti in Abruzzo).

Il minore avrebbe addirittura scritto di proprio pugno una lettera indiririzzata al giudice (poi consegnata dai legali del padre) per confermare la propria volontà di rimanere con il papà.

Gli avvocati, Annalisa Corradetti e Romina D’Agostini, hanno chiesto nel frattempo la sospensione del provvedimento (con la richiesta, per l’appunto, che sia ascoltato il minore). Ma poi accade un altro fatto: il 21 gennaio, nel corso di un altro tentativo di accesso al minore da parte degli assistenti sociali, sarebbe stata comunicata da questi la “sospensione verbale” del provvedimento da parte degli assistenti sociali con convocazione (sempre verbale) del minore presso il giudice (senza precisa indicazione presso quale Tribunale) per il 30 gennaio. Dovrebbe arrivare quindi una vettura del Comune con successiva traduzione del 14enne in Tribunale in compagnia degli assistenti sociali, con la “possibilità”, per il padre, di seguire in auto il figlio.

“Se è così – dichiara l’avvocato Corradetti – non siamo più in uno Stato di diritto”.

Fino ad oggi, per alcuni giorni, il 14enne non è andato a scuola avendo ottenuto regolare certificato medico per specifiche condizioni di salute. Ma quando dovrà nuovamente uscire di casa che cosa succederà?

Relativamente alla vicenda, questa mattina, si è tenuta a Giulianova, presso l’Hotel Cristallo, la conferenza stampa ”Tortoreto come Bibbiano? La battaglia di un padre in difesa della volontà del figlio”.  Hanno partecipato il Sen. Simone Pillon ed i legali del padre, D. G. di Tortoreto, avv.ti Romina Cristina D’Agostini ed Annalisa Corradetti.

Gli avvocati hanno rappresentato, sinteticamente, l’attuale situazione del minore quattordicenne, del quale il Tribunale per i Minorenni d’Abruzzo  ha  disposto, con decreto del 13 Gennaio 2020, la collocazione presso la madre.

In particolare, sono state  sottolineate le anomalie del procedimento, tra cui il tentativo di porre in esecuzione, in due occasioni, in decreto prima che venisse pubblicato e notificato alle parti.

Solo il diniego del minore di seguire l’Assistente sociale, intervenuta presso l’abitazione paterna con l’ausilio della forza pubblica, ha impedito il suo prelievo.

Il decreto è stato pronunciato dal TM di L’Aquila senza che sia stato preventivamente convocato il minore  e senza che il padre abbia avuto la possibilità di esercitare il proprio diritto di difesa in considerazione che è stato sospeso dalla  responsabilità genitoriale .

Il padre ha proposto reclamo in Corte di Appello de L’Aquila ed ha chiesto che venisse ascoltato il figlio, avendo quest’ultimo scritto una lettera al magistrato nella quale chiedeva di essere sentito in quanto vuole rimanere con il padre.

Ciò nonostante, ad oggi, non solo la Corte non ha disposto  l’audizione del minore, ma non ha sospeso neppure il decreto e pertanto il ragazzo potrebbe essere in ogni momento prelevato  dalla propria abitazione e strappato  all’amore del padre.

Il sen. Pillon ha   comunicato di aver presentato dei progetti di riforma del diritto di famiglia che prevedono l’istituzione del Tribunale della famiglia, un controllo delle comunità per i  minori  ed una riforma del Servizio sociale con la previsione della audio video registrazione di ogni colloquio in cui sia parte un minore.

Pillon ha inoltre espresso solidarietà al papà di Tortoreto, che ha ricevuto  messaggi di sostegno da enti, associazioni e privati cittadini,  ed ha assicurato il suo interessamento avendo già presentato una interrogazione al Ministero della Giustizia  avendo ad oggetto il caso abruzzese ed il tribunale per Minorenni di L’Aquila.

Gli avvocati auspicano che la Corte di Appello rivaluti il caso e sospenda il decreto in attesa di una più approfondita  istruttoria.

Il senatore Simone Pillon, promotore del disegno di legge sulla riforma dell’affido, ha a questo proposito dichiarato: “Quando il sistema fallisce, ed in questo caso ha fallito, è giusto che la politica intervenga. Nel caso di specie c’è una grave omissione, che consiste nel mancato ascolto del minore, previsto nella Convenzione dei Diritti del Fanciullo e che non è facolatico. E’ un obbligo. Le relazioni degli assistenti sociali non possono divenire sentenze. Questo sistema va scardinato. Abbiamo presentato una proposta di legge secondo la quale le relazioni dovrebbero essere vagliate da un magistrato togato. Ed il criterio deve essere sempre quello della bigenitorialità. In questo specifico caso, è stato tentato per ben due volte l’accesso al minore senza che fosse stato notificato il provvedimento, depositato successivamente. Non entro nel merito nel merito delle questioni familiari, ma si devono rispettare le regole. E’ necessario rivedere le procedure ed il criterio di fondo che oggi muove la legge”.

“Il processo dinanzi il Tribunale per i Minorenni – dichiara l’avvocato Romina Agostini – si svolge con grande fluiditià e spesso in assenza di regole. Ma è proprio qui che si annidano gli abusi. Questa vicenda parla chiaro: basta una segnalazione dei Servizi sociali per togliere i figli, poi il Tribunale per i minori notifica la contestazione.  Ma nel frattempo? Spero solo che dopo oggi non si spengano i riflettori”.

“La vicenda dei minori di Tortoteto – aggiunge il senatore della Lega Simone Pillon, vicepresidente della commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza – rappresenta quello a cui non vorremmo mai assistere: minori inascoltati, servizi sociali invadenti, tribunali che decidono frettolosamente. I minori hanno diritto a stare con la mamma e con il papà anche se c’è una separazione, non possono essere sottratti e ricollocati a viva forza.

Basta abusi, basta procedimenti opachi, dunque: la Lega, alla Camera, ha presentato un disegno di legge perché il minore, durante la trafila giudiziaria legata agli affidamenti venga ascoltato e i suoi incontri siano videoregistrati, perché non sia sfruttata la sua vulnerabilità. Inoltre è necessaria la formazione e la specializzazione di giudici, avvocati, psicologi, assistenti sociali e forze dell’ordine che si occupamo di minori. Ho presentato al ministro Bonafede una interrogazione sul caso di Tortoreto, perchè non è possibile che dopo quanto accaduto a Bibbiano, ancora ci siano procedure tanto inadeguate. Continueremo a seguire la vicenda unitamente al collega on. Luigi D’Eramo, conmissario della Lega in Abruzzo”. 

Lucia Mosca

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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