lunedì, Ottobre 25, 2021
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Ovidio, L’Arte di Amare – continua il libro III

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OVIDIO – L’ARTE DI AMARE. L’opera si divide in tre libri, i primi due dedicati agli uomini con la conquista della donna (la preda) e la tecnica da impiegare, mentre il terzo alle donne per come proporsi e come comportarsi. Il poema, scritto nel periodo in cui Augusto cercava di mettere un freno ai liberi costumi dei suoi cittadini con le leggi matrimoniali, costò ad Ovidio l’esilio a Tomis sul mar Nero (oggi Costanza). Traduzione e introduzione di Ortensio Celeste RL S.P.A. editore 2017 – Un libro da leggere.

Continua il libro III (siamo giunti alla fine). 747 – 768 Come comportarsi nei banchetti

Ma torniamo al nostro argomento. Devo procedere senza divagare (Ovidio ha parlato della gelosia ricordando Cefalo e Procri), se voglio che la mia stanca barcatocchi il porto. E poi tu sei preoccupata, nell’attesa che la mia guida ti conduca ai banchetti, e mi chiedi di darti suggerimenti anche su questo punto.

Fa il tuo ingresso in ritardo, con un incedere di classe, quando hanno già portato le lampade: averti atteso renderà gradito il tuo arrivo (l’attesa è la miglior ruffiana). Agli occhi di chi ha bevuto apparrai bella, anche se fai ribrezzo, e la notte contribuirà a darti modo di nascondere i difetti. Prendi il cibo con le dita (esiste una maniera corretta di mangiare), e attenta a non ungerti tutta la faccia con la mano sporca.

Prima del banchetto, quando sei ancora a casa, non toccar cibo, e quando sei lì smetti di mangiare prima di essere sazia, mangia cioè meno di quanto potresti. Se Paride vedesse Elena ingozzarsi con avidità, ne sarebbe disgustato e direbbe: “Sono stato uno stupido a rapirla”. Bere invece è una cosa più adatta e decorosa per una ragazza: Cupido e tu, Bacco, non state per niente male assieme. Ma, anche in questo caso, tutto va bene finché è lucida la testa e sei in grado di reggerti sulle gambe: non arrivare a vedere doppio. Che spettacolo indecoroso una donna distesa a banchetto ubriaca fradicia: si meriterebbe di essere posseduta da chiunque. Cedere al sonno, accasciandosi sulla tavola che si ha davanti, non ve lo consiglio: di solito lì, se ci si addormenta, succedono cose turpi.

769 – 790 Quali posizioni durante il rapporto sessuale

Se penso agli insegnamenti che vengono dopo, mi vergogno, ma d’altra parte la benigna Venere ha detto: “ Ciò che fa arrossire di vergona è la parte più importante della nostra attività”.

Ogni donna conosca bene se stessa, il che vuol dire che ciascuna deve rendere propri determinati comportamenti, a seconda del fisico che ha: non c’è una sola posizione che vada bene per tutte. Chi ha in un bel viso il proprio punto di forza, quando è a letto stia supina, chi ha un bel posteriore si faccia vedere da dietro. Milanione reggeva sulle proprie spalle le gambe di Atalanta: se sono belle, bisogna assumere questa posizione per farsele ammirare. Chi è bassa di statura sia lei a cavalcare il maschio: Andromaca non si è mai messa a cavalcioni di Ettore perché era molto alta di statura. La donna che va guardata in tutta la figura si metta a letto in ginocchio, con la testa girata all’indietro da un lato. Chi ha la gamba fresca e soda e un seno perfetto, quando il maschio le sta in piedi davanti, a letto sia distesa su un fianco. Non lo si giudichi un atto vergognoso avere i capelli sciolti, come una donna di Tracia: quando stai così, piega anche il collo all’indietro e spargi i capelli. Tu invece, cui Giunone ha lasciato il ventre segnato dalle smagliature, mettiti anche tu a cavalcioni, ma girata all’indietro, come fanno i Parti quando scappano a cavallo. I modi d giocare nel sesso sono tanti, quello più semplice e meno faticoso è quando la donna sta sdraiata solo a metà, poggiata sul braccio destro. Né i responsi di Febo né quelli di Ammone con le corna in testa saranno più veritieri della mia musa.

791 – 804 Il momento dell’orgasmo

Se sono meritevole di una certa attendibilità, che mi sono creato perché da tempo svolgo questo mestiere, datemi retta e la mia poesia ricambierà la vostra fiducia. La femmina, in completo abbandono, deve sentire il piacere dal più profondo del suo essere e quel piacere lì arrivi a tutti e due assieme. Non smettano mai le paroline dolci e i mugolii di piacere e, mentre giocate, non astenetevi dal pronunciare parole oscene. Anche tu, che la natura non ha reso portata a sentire il piacere, fa finta, parla lo stesso simulando la gioia del piacere (poveretta la ragazza che non ha sensibilità, che non ha appetito in quella parte del corpo , che invece dovrebbe soddisfare il maschio e la femmina allo stesso tempo). Solo, quando fingerai, sta bene attenta a non farlo capire, ma sii credibile sfruttando i movimenti del corpo e degli occhi. Ad assicurare che stai provando piacere, siano le parole che pronunci e il tuo ansimare. Oh, che vergogna! Ma tant’è: anche queste cose hanno il loro codice segreto.

805 – 808 Ultimissimi brevi consigli

La donna che chiederà, dopo il piacere del sesso, un regalo all’amante vorrebbe che non si desse peso alle proprie richieste. Non lasciare entrare la luce in camera da letto aprendo completamente le finestre: ci sono molte parti del vostro corpo che è meglio restino all’ombra.

809 – 812 Congedo

Il gioco che mi ha tenuto impegnato sinora è terminato, è giunto il momento di scendere dal carro, aggiogato sul collo di cigni, che mi ha trasportato. E come si sono comportati prima i ragazzi, ora anche voi ragazze, che in tante mi avete seguito, mettete questa iscrizione sulle mie spoglie: “ Publio Ovidio Nasone è stato il mio maestro”.

NOTA: 1- Cefalo, figlio di Mercurio e mitico cacciatore, fu sentito dire mentre riposava nel bosco e tirava un piacevole zefiro: “o aura leggera, vieni tra le mie braccia, a dare sollievo alla passione che mi brucia”. Ciò fu subito riferito alla giovane moglie Procri che, come una furia, andò di corsa sul posto credendo di trovarlo con una amante. Svegliato all’improvviso Cefalo pensò di essere assalito da un cinghiale e infisse la lancia nel petto di Procri, che morì tra le sue braccia. Ovidio cita questo episodio per far capire quanto la cieca gelosia sia cattiva consigliera e quanto possa essere pericolosa. 2- Il mito di Atalanta, nipote di Licurgo re di Arcadia, ci narra che, abbandonata dal padre e allevata da un’orsa, Atalanta, che faceva vita selvaggia tra campi e boschi, era abile cacciatrice e ostile al matrimonio, e che solo la  perseveranza di Milanione, capace di valorizzarne le parti più belle, riuscì a vincere quella ritrosia; 3- Giunone è la divinità che presiede ai parti, i quali provocano smagliature al ventre, e giustamente Ovidio consiglia in tal caso di cavalcare al contrario. 4- Febo (Apollo) e Ammone sono i più attendibili degli oracoli e ad essi Ovidio si appella: Febo si serviva della sacerdotessa Pizia per emettere oracoli nel santuario di Delfi, e Ammone, dio Egizio, capo degli dei e padre dei faraoni, era il dio di un oracolo che si trovava nell’oasi libica di Siwa. 5- Curiosità di chiusura: perché Publio Ovidio cantò l’Ars amatoria e scrisse molto di sesso anche nelle sue altre opere della giovinezza e della maturità? E perché, dando rilievo ad una sua caratteristica, fu soprannominato Nasone in relazione alle sue opere? Risposta: era convinzione dei romani che vi fosse un rapporto diretto tra le dimensioni del naso e quelle del membro maschile, e i grossi nasi, tra i quali era molto noto quello di Giulio Cesare, erano associati, nell’immaginario collettivo, a sessualità scatenate.

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Il nostro viaggio letterario continua e ci porterà, nella prossima puntata, a cavallo tra l’ottavo ed il nono secolo, al seguito di Carlo Magno imperatore.

Luciano Magnalbò

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