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8 marzo 2020: l’importanza della donna al tempo del Coronavirus

mastropietro

Oggi, 8 marzo, si celebra la Festa della Donna, un momento importante che ci deve far riflettere. Come è nata la Festa della Donna?
Era l’8 marzo 1908, quando a New York divampò un grande incendio all’interno dell’industria tessile “Cotton”.

Tra le vittime ci furono 146 donne e accanto alla fabbrica era presente una pianta di mimosa, diventata da quel momento simbolo di questa preziosa cerimonia commemorativa, che ogni anno ricorda la scomparsa delle operaie.

Nel corso degli anni, la donna, nonostante gli ostacoli, ha raggiunto obiettivi di parità nei riguardi dell’uomo, come ad esempio quello legato al voto, deliberato dal Consiglio dei Ministri il 30 gennaio 1945.

Tali diritti sembrano purtroppo essersi persi nell’arco degli ultimi anni: a confermarlo i numerosi e recenti fatti di cronaca, che attestano come la donna sia valutata, spesso, non solo un orpello, ma ancora più di frequente, un’oggetto da eliminare quando sia ritenuta sconoda.

Sono infatti sempre più numerosi i casi in cui le donne vengono rovinate, lese nella propria dignità di persona per poi essere uccise da chi dovrebbe amarle e proteggerle.

In molte non denunciano, in parte per paura, in parte perchè perchè amano il proprio compagno e non vogliono fargli del male. Ma anche quando denunciano, accade che la cosa sia presa sotto gamba, con le conseguenze che si possono immaginare. Le forze dell’ordine fanno un lavoro eccezionale, ma non sempre è semplice risalire all’origine del tutto.


In questo giorno speciale, l’8 marzo, è ancora più marcato il pensiero rivolto a tutte le donne vittime di femminicidio. In modo particolare, ricordiamo Pamela Mastropietro, che il 30 gennaio 2018, a soli 18 anni, fu violentata, uccisa, fatta a pezzi. Per questo reato paga attualmente solo il nigeriano Innocent Oseghale, condannato all’ergastolo in primo grado.


Un efferato delitto che ha sconvolto l’Italia, al momento alle prese con i numerosi casi di Coronavirus.

Uomini e donne collaborano attualmente per salvare la vita di tanti pazienti affetti dal Covid-19. William Shakespeare disse: “La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta e accanto al cuore per essere amata.”

Elisa Cinquepalmi

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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