domenica, Ottobre 24, 2021
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Coronavirus Italia, contagi boom. Sul Natale lo spettro del lockdown

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Lo spettro del lockdown sul Natale. Proprio così. E per l’economia del nostro Paese potrebbe essere, stavolta, davvero la catastrofe. Nella giornata di ieri, in Italia, è stato registrato un vero e proprio record di contagi: stando a quanto riportato dal bollettino del Ministero della Salute, nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 7.332 casi di positività al Coronavirus, che portano il totale a 372.799. Il dato più alto prima di oggi dall’inizio dell’emergenza era stato registrato il 21 marzo, con 6.557 casi in un giorno: in quel caso, però, i tamponi effettuati furono 26.336, mentre ieri sono stati 152.196.

Con 29.048 tamponi effettuati, sono invece 1.844 i nuovi positivi registrati in Lombardia. Di questi 1032 sono a Milano, 504 in città. Sono infine 17 i decessi rilevati, per un totale complessivo che va oltre i 17 mila. 

Stando a quanto si è appreso, il premier Conte punterebbe ad evitare una nuova chiusura nazionale: sarà il comportamento delle persone, afferma il premier, il fattore chiave per poter scongiurare l’ipotesi lockdown.

“Continua questa curva – aggiunge – che sta lentamente ma progressivamente crescendo, è la ragione per cui abbiamo adottato misure più restrittive: non ci ha fatto affatto piacere ma dobbiamo adesso rispettare le regole più restrittive. C’è il nuovo innalzamento ma c’è anche un record di tamponi ma è chiaro che non può non preoccupare e non spingerci a rispettare tutte le regole”.

Sono in molti, tra i virologi, a prospettare la possibilità di una nuova chiusura a livello nazionale. Tra questi Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova e del laboratorio di Microbiologia e virologia dell’azienda ospedale – università di Padova che, ospite a ‘Studio24’ su Rainews24, ha dichiarato che “potrebbe essere necessario un lockdown in Italia durante le feste di Natale per bloccare la diffusione del coronavirus e aumentare l’efficienza del tracciamento dei contagi sul territorio”.

“Sono preoccupato – sottolinea – per la limitata capacità che abbiamo di bloccare la trasmissione del coronavirus sul territorio. Riusciamo a mettere in quarantena solo il 5% dei positivi”.

“Le terapie intensive e i decessi da Covid-19 aumentano sempre con alcune settimane di ritardo rispetto all’aumento dei contagi. Visti i dati, ci aspettiamo quindi un incremento del loro numero nei prossimi giorni”. Crisanti non si risparmia una ‘frecciatina’: “Nel Comitato tecnico scientifico manca il supporto tecnico e scientifico degli esperti del mondo accademico. Le persone che ne fanno parte hanno visto la pandemia solo in televisione e non sul campo”.

Questa la risposta del premier Conte: “Io non faccio previsioni per Natale, io faccio previsioni in questo momento delle misure più adeguate idonee e sostenibili per prevenire un lockdown ma è chiaro che molto dipenderà dal comportamento” dei cittadini. E smettiamola di far polemica, di fare discorsi astratti, di fare discussioni e dibattiti, qui bisogna essere concreti. C’è da tutelare la salute”. 

Rigore, quindi, per i cittadini italiani, che si trovano ancora una volta a fare i conti con misure restrittive che giungono nuovamente a limitare la libertà individuale ma, dall’altra parte, in altri casi, scarsi se non nulli controlli e restrizioni per chi giunge nel nostro Paese. In poche parole: ha ragione Conte quando dice che dipende da noi. Ma deve dipendere da tutti. Altrimenti il risultato sarà l’adozione di misure schizofreniche che serviranno solo a far morire la nostra economia e non a bloccare il virus.

Lucia Mosca

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