venerdì, Ottobre 22, 2021
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Il virus mette in ginocchio l’Italia: si poteva evitare? In arrivo nuovo Dpcm

il virus

Il virus in Italia non arresta la propria corsa: i contagi continuano ad aumentare, così come anche i decessi. Il Coronavirus preoccupa ora forse anche più che nella prima ondata, anche e soprattutto per le ricadute economiche che avrà per il nostro Paese, già in ginocchio da tempo ed ora in agonia.

Nella giornata di ieri sono stati registratu 19.143 nuovi casi e 91 morti. I ricoveri sono aumentati di 855 unità, le terapie intensive di 57. Quasi 5mila nuovi casi sono stati rilevati in Lombardia, 2.280 in Campania, 2.032 in Piemonte, 1.389 nel Lazio, 1.290 in Toscana, 888 In Emilia Romagna. Un vero e proprio balzo in avanti si è verificato nelle Marche: +453 positivi. Le terapie intensive italiane sono attualmente occupate al 15% da pazienti Covid.

Il governatore Vincenzo De Luca ha annunciato un blocco in Campania per almeno un mese e ha chiesto al governo di adottare misure simili a livello nazionale. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha chiaramente detto di voler scongiurare a tutti i costi un secondo lockdown. Tuttavia, dopo le richieste sempre più pressanti degli scienziati, del ministro della Salute e del Partito Democratico, sembra essersi convinto che sia necessario accelerare il ritmo delle politiche di inasprimento nazionale, e il nuovo Dpcm potrebbe essere pronto già nel week end.

Le ipotesi sul campo sono molteplici: si parte da un coprifuoco generale che si prevede inizi alle 21, alla chiusura di bar e ristoranti a partire dalle 18, fino al divieto di spostamento tra regioni. Per quanto riguarda palestre e piscine, malgrado il protocollo sia stato aggiornato è possibile che si proceda in maniera ancora più rigida. Poi ci sono centri commerciali, che diventano luoghi di aggregazione soprattutto nel week end. Alcune aree della maggioranza di governo non escluderebbero un nuovo lockdown, per un tempo limitato, prevedendo massicci aiuti dal punto di vista economico.

Ma, come è noto, ufficialmente Conte esclude tale ipotesi. Per quanto riguarda il mondo della scuola, La ministra Azzolina difende a spada tratta la didattica in presenza. Ma si tratta di un nodo che sembra non semplice da sciogliere, almeno in questa fase.

“Ho sempre voluto – dichiara il governatore della Lombardia, Attilio Fontana – la riapertura della scuola e la didattica in presenza.Prima dell’estate ho chiesto, con proposte dettagliate, che il trasporto pubblico fosse supportato per non creare assembramenti ad alto rischio epidemiologico.È sotto gli occhi di tutti che tali premesse non siano state rispettate e che non siano state messe in campo, da parte del Governo centrale, misure per limitare il congestionamento dei mezzi pubblici nelle ore di punta”.

“In questa situazione – puntualizza – abbiamo dovuto decidere per la didattica a distanza delle scuole superiori, se il ministro Azzolina reputa eccessivi e non idonei i nostri provvedimenti può impugnarli, salvo restando che i dati epidemiologici della Lombardia richiedono un intervento deciso e urgente”.

Lucia Mosca

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