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Il film consigliato dopo pranzo in TV: “Man on Fire – Il fuoco della vendetta” domenica 25 ottobre 2020

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Il film consigliato dopo pranzo in TV: “Man on Fire – Il fuoco della vendetta” domenica 25 ottobre 2020 alle 14 su Nove

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Man on Fire – Il fuoco della vendetta (Man on Fire) è un film del 2004 diretto da Tony Scott con  Denzel Washington, Dakota Fanning, Radha Mitchell e Christopher Walkenremake di Un uomo sotto tiro (1987), entrambi basati su un romanzo di A.J. Quinnell.

Città del Messico, i sequestri di persona sono all’ordine del giorno. Le Guardie del corpo sono uno standard per la maggior parte delle famiglie agiate e Samuel Ramos ha bisogno di assumere una guardia del corpo per proteggere la sua, che ora fornisce servizi di scorta di sicurezza a dirigenti. Paul Rayburn apprende che Ramos ha bisogno di una guardia del corpo a breve termine, così gli raccomanda il suo vecchio amico della CIA, John Creasy. Ramos è impressionato dal curriculum di Creasy, che include anche attività di antiterrorismo. Anche se qualcuno con il curriculum di Creasy sarebbe potuto tranquillamente essere in una posizione di leadership, la vita di quest’ultimo è purtroppo segnata dai fantasmi del passato e dalle morti che ha visto in combattimento, cercando peraltro di soffocare la depressione con l’alcool.

Creasy non è interessato a lavorare come guardia del corpo, e ancor meno con una bambina, ma accetta l’incarico su insistenza dell’amico. Giunto poco dopo all’abitazione, Creasy passa i suoi primi giorni a leggere la Bibbia e bere, cercando di trovare la redenzione per quello che ha fatto nei suoi precedenti lavori. Non riuscendo più a sopportare i fantasmi del passato, si punta la pistola alla testa tentando il suicidio, poiché crede che la pallottola sia il giudizio definitivo delle sue azioni. Miracolosamente, il proiettile fa cilecca, nonostante abbia premuto il grilletto. Creasy lo interpreta come un segno che deve proseguire.

Creasy era inizialmente infastidito dalle domande di Pita, ma in seguito, grazie all’intelligente curiosità e alla dolcezza della bambina, finisce per affezionarvisi e ritrovare un po’ d’equilibrio. I due diventano grandissimi amici e Creasy sostituisce i suoi genitori in loro assenza, dandole suggerimenti, orientamento, aiutandola per prepararsi a una gara di nuoto e in particolare a migliorare i riflessi e l’ingresso in acqua. Il desiderio più grande di Pita è quello di poter essere una grande nuotatrice e mostra la sua determinazione nell’allenarsi duramente sotto la guida di Creasy. Pita vince la gara, seguita a bordo vasca dalla guardia del corpo come se fosse sua figlia. Dopo tanti anni di dolore, solitudine e violenza, Creasy trova quella felicità che da sempre cercava e un nuovo senso nella sua vita.

Creasy accompagna la bambina a una lezione di pianoforte (benché lei sia stanca di lezioni di piano scegliendo di dedicarsi principalmente al nuoto, il suo sport preferito) e, mentre la aspetta in strada, percepisce d’istinto il pericolo imminente. Non appena Pita esce dall’edificio i rapitori si avvicinano, ma Creasy estrae la pistola e apre il fuoco, dandole una possibilità di fuga. I rapitori, alcuni dei quali sono poliziotti corrotti, rispondono al fuoco di Creasy che, pur ferito, prima di cadere a terra incosciente, riesce a ucciderne quattro, tra cui due poliziotti. Purtroppo il gesto di Creasy non è bastato. Un altro gruppo di rapitori preleva Pita e la porta via con un’auto. Creasy, portato in ospedale, viene arrestato e accusato di aver ucciso degli onesti poliziotti e di complicità nel rapimento.

Una banda, il cui capo è conosciuto come La Voce, contatta i genitori di Pita chiedendo un riscatto di 10 milioni di dollari. Lo scambio va male perché i rapitori vengono attaccati da persone misteriose, e nello scontro a fuoco che ne deriva una delle vittime è il nipote del capobanda. Poco dopo, La Voce avvisa i genitori di Pita che la bimba è morta.

Creasy si riprende dalle ferite e visita i genitori di Pita. L’uomo, avendo perso quella luce che aveva finalmente ridato un senso di felicità e di gioia nella propria vita, promette alla madre che ucciderà tutti coloro che sono coinvolti o che hanno beneficiato del rapimento. La madre di Pita gli dà il permesso, desiderosa di avere la propria vendetta.

«Lei cosa pensa di fare?» Madre di Pita

«Quello che so fare meglio. Ucciderò tutti! Da chi ha preso parte, a chi ha fatto i propri interessi. A chi alzerà lo sguardo su di me» Creasy

«Li uccida tutti!»

Solo pochi sanno della missione di Creasy: Lisa, la madre della ragazza, Rayburn, un investigatore della Agencia Federal de Investigación (AFI) Miguel Manzano, che cerca di coprire la missione di Creasy, e Mariana Garcia Guerrero, una giornalista che gli fornisce informazioni in cambio della conoscenza di quanto sta avvenendo nascondendo al resto della polizia i suoi movimenti, lasciando che faccia la sua giustizia personale. Anche Rayburn, consapevole di quanto il sistema di polizia messicano sia corrotto, decide di coprire Creasy lasciando che compia la sua vendetta ripulendo la città da criminali che per troppo tempo hanno rovinato la vita dei cittadini. Creasy fa visita ad un venditore di armi illegale procurandosi vari tipi di arma e preparandosi per il massacro.

Con una spietata efficienza, Creasy uccide, a suo modo, molti adepti della corrotta organizzazione responsabile non solo del rapimento di Pita, ma di altri bambini in tutta Città del Messico. Creasy sequestra, tortura e uccide i fiancheggiatori e i membri della banda, agenti e un funzionario corrotto della polizia messicana, che mano a mano gli svelano le informazioni necessarie a proseguire nel suo piano di vendetta. Il percorso che conduce a La Voce lo porta anche a Jordan Kalfus, l’avvocato di Ramos che ha negoziato con i sequestratori. Creasy, trovato il suo indirizzo, entra nella sua villa, ma con sorpresa scopre che l’avvocato è stato ucciso, decapitato con una katana e il corpo buttato nella piscina. Svariati documenti sono stati bruciati sulla sua scrivania, ma Creasy riesce a trovarne uno ancora intatto. Tramite esso, scopre che il padre di Pita era non solo a conoscenza, ma anche complice del rapimento per poter incassare parte del riscatto. Sui documenti ritrovati dell’avvocato, Creasy scopre che nel conto bancario del padre di Pita vi sono stati messi cinque milioni di dollari. Fatto ritorno alla casa di Pita, Creasy pretende di sapere la verità. Lisa, resta confusa alle domande di Creasy, dimostrando che lei ne era all’oscuro. Messo alle strette da Creasy, il padre di Pita viene violentemente attaccato dalla moglie, alla quale confessa di non avere ereditato l’impero del padre come sosteneva, ma di avere ricevuto i suoi debiti, e di aver partecipato al complotto per avere quei soldi per cancellarli. Si rivela infine essere stato lui ad avere ucciso il proprio avvocato per vendetta, poiché gli aveva garantito che la figlia non avrebbe corso alcun pericolo e che entro due giorni l’avrebbero riavuta. Lisa non vuole sentire ragioni, accusa il marito di avere venduto la figlia per i soldi e chiede a Creasy di ucciderlo.

La guardia del corpo, tuttavia, consegna al marito di Lisa il proiettile che contro di lui non era esploso, lasciandogli la libertà di scelta. Il marito, disperato ritenendosi responsabile della morte della figlia, carica la pistola col proiettile di Creasy, se la punta alla testa e preme il grilletto. Stavolta il proiettile funziona.

Alla fine Creasy rintraccia la moglie e il fratello della Voce, e tramite loro riesce ad avere una conversazione telefonica col capobanda. La Voce poco dopo rivela che Pita è viva ed è disposto a uno scambio: suo fratello e la vita di Creasy in cambio di Pita. Creasy accetta e si reca in una remota zona rurale al di fuori di Città del Messico con la madre di Pita.

Lo scambio avviene su un ponte, e Creasy e Pita si abbracciano. Poco dopo Creasy si consegna alla banda dei rapitori e muore in auto a causa delle gravi ferite riportate, tenendo tra le mani una medaglietta di Giuda Taddeo – il patrono delle cause perse, regalo di Pita. Alcune scene successive mostrano che in quello stesso giorno, dopo lo scambio di Pita, La Voce viene infine rintracciato nella sua abitazione, dove viene ucciso da Manzano durante l’arresto, ponendo così fine alla sua organizzazione.

Regia di Tony Scott

Con  Denzel Washington, Dakota Fanning, Radha Mitchell e Christopher Walken

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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