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Anticipazioni per “Peer Gymt” di Ibsen del 30 ottobre alle 10 su RAI 5: dal Teatro La Fenice di Venezia

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Anticipazioni per “Peer Gymt” di Ibsen del 30 ottobre alle 10 su RAI 5: adattamento e regia di Giorgio Albertazzi con la direzione musicale del Maestro Piero Bellugi dal Teatro La Fenice di Venezia

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Per il Grande Teatro in TV oggi venerìi 30 ottobre alle 10 in onda su RAI 5 il “Peer Gymt” di Henrik Ibsen dal Teatro La Fenice di Venezia con adattamento e regia di Giorgio Albertazzi per la direzione musicale del Maestro Piero Bellug con la interpretazione  Giorgio Albertazzi Anna Proclemer e le voci Mary Lindsey e Margherita Vivian nella versione andata in scena nel 1980.

Peer Gynt (pronuncia norvegese [peːr ˈɡʏnt]) è un poema drammatico in cinque atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1867 e rappresentato per la prima volta a Oslo (a quell’epoca chiamata Christiania) il 24 febbraio 1876, con le musiche di scena di Edvard Grieg.

Ibsen scrisse Peer Gynt mentre era in viaggio tra RomaIschia e Sorrento. Fu pubblicato a Copenaghen il 14 novembre 1867. Questa prima edizione ebbe una tiratura di 1250 copie e fu seguita da una ristampa di 2000 copie dopo solo 14 giorni. Ad alimentare le vendite era stato anche il successo di Brand, il dramma precedente di Ibsen.

A differenza di altre opere di Ibsen, Peer Gynt è scritto in versi. Si tratta, d’altronde, di un dramma destinato alla lettura, non a essere rappresentato sul palcoscenico. Le difficoltà dovute ai rapidi e frequenti cambi di scena (compreso un intero atto che si svolge nell’oscurità assoluta) lo rendono comunque di difficile rappresentazione. L’ambientazione fantastica ne fa un lavoro lontano dal realismo “naturalista” delle opere della maturità di Ibsen.

Trama

Peer Gynt è il figlio di Jon Gynt, uomo un tempo ricco e rispettato. Diventato un ubriacone e perso tutto il suo denaro, Jon lascia Peer e sua madre. Peer vuole recuperare l’onore e le ricchezze che il padre ha dilapidato, ma si perde spesso in sogni a occhi aperti e si trascina per la maggior parte del tempo senza far nulla. Viene coinvolto in una rissa e diventa un fuorilegge. Quindi fugge dal suo paese e durante la fuga incontra prima tre giovani vedove e poi una donna vestita di verde, la figlia del re dei troll, che lo vuole sposare.

Solveig (o Solvejg), che Peer aveva incontrato a un matrimonio e di cui si era innamorato, lo raggiunge presso la capanna di lui nella foresta per vivere insieme, ma Peer la lascia e si mette in viaggio. Rimane lontano per diversi anni, calandosi in diversi ruoli e occupazioni, incluso quello di uomo d’affari impegnato in una spedizione sulle coste del Marocco. Vaga attraverso il deserto, passa il Memnone e la Sfinge, diventa anche un capo beduino e un profeta. Prova a sedurre Anitra, figlia di un beduino, e finisce segregato in un manicomio al Cairo, dove viene salutato come imperatore. Infine, ormai vecchio, sulla strada di ritorno a casa fa naufragio. Tra i passeggeri incontra il Passeggero Sconosciuto (considerato da alcuni studiosi il fantasma di Lord Byron) che vuole usare il cadavere di Peer per scoprire dove si trovano i sogni.

Tornato a casa in Norvegia, Peer Gynt assiste al funerale di un compaesano e partecipa a un’asta, dove vende tutto ciò che possiede della sua vita precedente. Peer incontra il Fonditore di bottoni, il quale sostiene che l’anima di Peer deve finire nel crogiolo di un fonditore insieme ad altri oggetti fusi mal riusciti se Peer non è in grado di dire quando, nel corso della propria vita, è stato “se stesso”. Peer incontra anche un personaggio chiamato l’Uomo Magro (probabilmente il Diavolo), il quale crede che Peer non sia un vero peccatore, un peccatore da mandare all’inferno.

Peer, molto confuso, finalmente raggiunge Solveig, che lo aveva aspettato nella capanna da quando lui se n’era andato. Solveig sostiene che Peer è sempre stato se stesso nella fede, speranza e amore che lei prova da sempre per lui. Grazie all’amore di Solveig, Peer viene finalmente liberato.

Le musiche di scena di Grieg

Quando, dopo alcuni anni, decise di portare il Peer Gynt sulle scene teatrali, Ibsen chiese a Edvard Grieg di comporre le musiche di scena. Dal momento che allestire i lavori più lunghi di Ibsen, come appunto Peer Gynt, è estremamente difficile e considerato il successo delle musiche di scena di Grieg, la partitura musicale cominciò a vivere indipendentemente dal dramma. Tanto più che oltre dieci anni più tardi, dalla partitura teatrale (op. 23) Grieg decise di ricavare due suite sinfoniche di quattro episodi ciascuna (op. 46 e 55), che diventarono le sue composizioni più popolari. Solo la prima delle due canzoni di Solveig fu inserita nelle suite, affidandone la melodia ai violini.

Lo stesso Grieg realizzò una riduzione pianistica delle due suite. La canzone di Solveig fu inserita anche nei pezzi per pianoforte op. 52, una raccolta di trascrizioni di lieder. Il suo incipit ha però un’origine più lontana, in quanto proviene dalla canzone popolare norvegese Jeg lagde mig så silde, che lo stesso Grieg trascrisse sia per voce sia per pianoforte.

Struttura delle musiche di scena

  1. Alle nozze (preludio all’atto I)
  2. Processione nuziale
  3. Halling
  4. Springar
  5. Il ratto della sposa: Lamento di Ingrid (preludio all’atto II)
  6. Peer Gynt e le villanelle (melologo)
  7. Peer Gynt e la donna in verde (melologo)
  8. Nell’antro del re della montagna (coro e melologo)
  9. Danza della figlia del re della montagna
  10. Peer Gynt inseguito dai troll (coro e melologo)
  11. Peer Gynt e il tortuoso (melologo)
  12. La morte di Åse (preludio all’atto III e melologo)
  13. Il mattino (preludio all’atto IV)
  14. Il ladro e il ricettatore (voci soliste)
  15. Danza araba (voce solista e coro)
  16. Danza di Anitra
  17. Serenata di Peer Gynt (voce solista)
  18. Peer Gynt e Anitra (melologo)
  19. Canzone di Solveig (voce solista)
  20. Peer Gynt davanti alla statua di Memnone
  21. Il ritorno a casa di Peer Gynt: sera tempestosa sul mare (preludio all’atto V)
  22. Naufragio (melologo)
  23. Solveig canta nella capanna (ripresa della melodia della canzone)
  24. Scena notturna (melologo e coro)
  25. Inno di Pentecoste: «Benedetto sia il giorno» (coro)
  26. Ninna-Nanna di Solveig (melologo, voce solista e coro)
  27. Il mattino

Struttura delle Suite

Op. 46

  • Il mattino
  • La morte di Åse
  • La danza di Anitra
  • Nell’antro del re della montagna

Op. 55

  • Lamento di Ingrid
  • Danza araba
  • Il ritorno a casa di Peer Gynt
  • Canzone di Solveig
Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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