lunedì, Ottobre 25, 2021
Home > Italia > Verità, volgarità e politica: Sgarbi risponde al “raglio del bibitaro”

Verità, volgarità e politica: Sgarbi risponde al “raglio del bibitaro”

sgarbi

Verità, volgarità e politica: Sgarbi risponde al “raglio del bibitaro”

Un esilarante botta e risposta, che la dice lunga sulla qualità della nostra politica, ormai fatta di attacchi, insulti e mediocrità varie. A parlare è l’Italia, con le sue manifeste lacune, con un popolo stanco e ormai depauperato della propria forza. Un popolo che però spesso, quando si tratta di commentare sui social, diviene forte e feroce: un popolo di “leoni da tastiera”. Ma come dare torto a chi si esprime attraverso tali modalità quando abbiamo illustri esempi che ci indicano le migliori vie della comunicazione?

Non è di molto tempo fa la notizia del post, pubblicato e poi cancellato, dell’ex sindaco di Remanzacco, Dario Angeli, diretto alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.:”Lasciare Giorgia Meloni in Libia come contropartita per impiegarla sul porto come risorsa dei marinai per i tanti “lavori” portuali”. Dario Angeli è ora consigliere comunale per una lista civica di sinistra con delega ai rapporti con le istituzioni.  Un post che esprime chiaramente la mediocrità di certa classe politica che pure si trova a prendere decisioni, quando lo fa, per un presunto “bene del Paese”.

Di confrontarsi su risultati raggiunti, obiettivi e cose fatte, però, non se ne parla. L’importante è attaccare e aggredire, per sminuire gli avversari puntando su tematiche legate al genere, a questioni personali, che con l’amministrazione della “res publica” poco hanno a che fare.

Ed ecco l’ultima chicca: il botta e risposta a tre tra Vittorio Sgarbi, Virginia Raggi e Luigi Di Maio.

Durante la presentazione dei candidati presidenti dei 15 Municipi della Capitale che correranno per le prossime elezioni sotto il simbolo “Rinascimento-Sgarbi sindaco di Roma”, riferendosi alla sindaca di Roma il critico d’arte ha dichiarato: “Secondo me prima di fare il sindaco era una cameriera nell’ufficio di avvocati e guadagnava 600 euro al mese”.

Anche fosse, esimio professor Sgarbi, che differenza farebbe?

Risponde la Raggi su Twitter: “Io nella mia vita ho lavorato. E tra le tante cose ho fatto anche la cameriera. Che è un lavoro più che dignitoso. Dovresti avere rispetto per chi si guadagna da vivere ogni giorno con fatica e onestà, soprattutto in questo momento. Vergogna!”

Concetto, questo, su cui non si discute. Il problema in Italia è proprio questo: la mancanza di rispetto verso le persone. Lavorare onestamente è più che dignitoso. Meno dignitoso è chi, per clientelismo o altri demeriti, occupa posti che altrimenti non otterrebbe, togliendo risorse ad altri.

“Cara Virginia Raggi – risponde ancora Sgarbi – , quelli come te non dovrebbero lavorare, visto come hai ridotto Roma. Io ti lascerei a casa, con il reddito di cittadinanza. Chissà quanti piatti avrai rotto, come cameriera, lavoro dignitoso, ma che richiede abilità. Vergognati tu, sindaca per caso di una città umiliata”.

La terza voce è quella del ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Non ho l’abitudine di rispondere a Vittorio Sgarbi, lo sapete. Sorprende come una persona di cultura riesca ad essere così volgare e offensiva. Non è il nostro stile. Non è nemmeno lo stile di Virginia Raggi, che gli ha risposto da signora. Farsi le ossa sul lavoro è infatti una cosa onorevole e dignitosa, di cui andare fieri.Basta attaccare Virginia, basta offenderla, basta insulti. Chiediamo rispetto. Se oggi a Roma gli appalti sono regolari, se i parchi vengono puliti e curati, se è possibile andare in bici, se non ci sono più tangenti che girano e se le aree urbane iniziano ad essere finalmente riqualificate (incluso il manto stradale) è grazie a Virginia Raggi, alla sua giunta e a tutti i consiglieri del MoVimento 5 Stelle. Ripeto: ci vuole rispetto”.

Chiude. almeno per ora, lo scontro Vittorio Sgarbi: “Ecco, non poteva mancare il raglio del “bibitaro”, plastico esempio dei nullafacenti al Governo, il rappresentante più illustre di un’Italia che premia gli sfaticati e incapaci e punisce chi lavora e fa impresa.Date agli italiani l’opportunità di andare a votare, così che possiate ritornare da dove siete venuti: dal nulla!P.S. – Quando Di Maio mi rimprovera la mia volgarità, dimentica che il capo del suo partito lo ha fatto eleggere a forza di “vaffanculo” e insultando mezzo mondo. Difficile, dopo avere avuto questo privilegio, censurare la supposta volgarità altrui. Quanto al “lavoro” della Raggi, nessuno ne vede traccia. Rispetto poi alla rivendicazione dei meriti dei consiglieri del M5S, non si deve dimenticare che il presidente del consiglio De Vito è stato arrestato per corruzione: con i metodi dei grillini, sarebbe già stato condannato. Non capisco perché si insista a ritenere “cameriere” un’offesa: è semplicemente una metafora. Poco diversa da servo. Che ha un doppio significato: di chi è utile con i suoi servizi, e di chi è piegato sotto un padrone. Inutile confondere le carte. I veri camerieri non c’entrano. Come non c’entrano i facchini. Raggi e Di Maio sono lacchè di un assassino; quest’ultimo padre di un soggetto accusato di stupro”.

Questo scambio di battute è un plastico esempio del livello a cui si è abbassata l’Italia, una volta faro d’Europa e del mondo, ora un Paese al limite del grottesco, che è così per errori passati e presenti, che si continuano a commettere nello stesso modo, se non peggio, nella sfacciataggine di presumere che la nostra capacità cognitiva non sia in grado di arguire certe infinitesimali “sottigliezze”. La qualità di un politico si misura sul fare, la dignità di una persona dal suo essere e non dalla posizione/capacità economica, la qualità di un Paese dalla forza nel reagire e rinascere. Che l’Italia non sia più una Repubblica fondata sul lavoro ma su ben altro è ormai chiaro anche ad un bambino. Ma almeno risparmiateci queste tristi pantomime ai limiti del paradossale e, soprattutto dello scurrile. Rispettate la dignità delle persone che devono obbligatoriamente confidare in chi è alla guida del Paese e anche la Vostra, perchè, francamente, sembra di assistere ad una grottesca caricatura di ciò che dovrebbe veramente essere, nella sostanza, l’arte politica. Fateci ricredere. E trascorrete un Buon Natale, magari rivolgendo un pensiero a chi il Natale lo vivrà, soprattutto quest’anno, come un incubo.

Lucia Mosca

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net