martedì, Gennaio 25, 2022
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Allarme dall’OMS: forte rischio globale nuovi contagi con Delta ed Omicron

OMS

Oms: “Con Omicron tsunami di contagi”

“Penso che siamo di fronte a uno tsunami di contagi nel mondo, sia per Delta sia per Omicron”. Così la responsabile tecnica Covid dell’Oms, Kerkhove, al quotidiano spagnolo El Pais. “Ai governi ripeto: non aspettate ad agire.E non mi riferisco ai confinamenti.Prima di iniziare a vedere un aumento dei ricoveri, usate le mascherine, favorite il telelavoro, limitate i contatti con altre persone,evitate riunioni, investite nella ventilazione,aumentate la sorveglianza dei genomi dei virus e preparate gli ospedali”.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha rilevato la variante Omicron alla base dell’esplosione del numero di casi di Covid-19 in India in decine di altri paesi in tutto il mondo, ha detto oggi. La variante Omicron, apparsa per la prima volta in Sudafrica a fine novembre, è stata rilevata in sequenze caricate nel data base Gisaid “da 44 paesi in tutte e sei le regioni dell’Oms”, afferma l’organizzazione aggiungendo di aver ricevuto “notifiche di rilevamento in altri 5 paesi”.

Fonte: Televideo

La COVID-19,[2] acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19, conosciuta anche come malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2 o malattia da coronavirus 2019, è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus.

Il termine “COVID” viene impropriamente e ormai largamente usato, al maschile, come sinonimo del virus stesso, sebbene si riferisca alla patologia da esso causata. I primi casi sono stati riscontrati in Cina.[3] Al 9 settembre 2021 il suo tasso apparente di letalità (CFR) è del 2,06%.[4] Il tasso di letalità per infezione (IFR, che include tutti gli infetti, anche coloro che contraggono la COVID ma non fanno un test in cui risultano positivi, o per mancanza di disponibilità o perché sono asintomatici o hanno sintomi lievi)[5] è stato invece stimato, per la prima ondata della pandemia, tra la 0,5 e il 2% in base al Paese, con forti differenze per fascia d’età (dallo 0,004% per i minori di 34 anni al 28,3% per i maggiori di 85).[6]

Il periodo di incubazione mediamente è di 5,1 giorni (IC 96% 4,1 – 7,0 giorni) con il 95º percentile di 12,5 giorni. Per questo motivo è stato indicato un periodo di isolamento di 14 giorni dalla possibile esposizione a un caso sospetto o accertato.[7] Durante il periodo di incubazione si è contagiosi, successivamente possono comparire i sintomi.[8][9] Il virus si trasmette per via aerea, molto spesso tramite le goccioline respiratorie. Per limitarne la trasmissione devono essere prese precauzioni, come mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,5 metri e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene personale (lavare e disinfettare periodicamente le mani, starnutire o tossire in un fazzoletto o nell’incavo del gomito, indossare mascherine e guanti) e ambientale (rinnovare spesso l’aria negli ambienti chiusi aprendo le finestre e mantenere gli ambienti molto puliti).[10] I governi e gli enti competenti consigliano a coloro che ritengono di essere infetti di rimanere in isolamento fiduciario, indossare una mascherina chirurgica, osservare le regole di igiene e contattare quanto prima un medico al fine di ricevere ulteriori indicazioni.[11][12]

Il virus colpisce principalmente il tratto respiratorio superiore e inferiore ma può provocare sintomi che riguardano tutti gli organi e apparati. In oltre la metà dei casi l’infezione decorre in maniera del tutto asintomatica e in circa un terzo dei casi presenta sintomi simil-influenzali (forma pauci-sintomatica). In una minoranza di casi (circa 5-6% dei casi) invece la malattia può manifestarsi in forma moderata o grave con rischio di complicanze soprattutto respiratorie (insufficienza respiratoria, ARDS).[13]

I sintomi simil-influenzali[12][14] più frequenti sono: febbretosse, cefalea (mal di testa), dispnea (respiro corto), artralgie e mialgie (dolore ad articolazioni e ai muscoli), astenia (stanchezza) e disturbi gastrointestinali quali la diarrea[15]; sintomi caratteristici della patologia COVID-19 sono l’anosmia (perdita dell’olfatto) e l’ageusia (perdita del gusto), transitorie.

Nei casi più gravi può verificarsi una polmonite, una sindrome da distress respiratorio acutosepsi e uno shock settico fino ad arrivare al decesso del paziente. Sono in fase di sperimentazione oltre 76 vaccini specifici per questa malattia, di cui:

  • 40 in fase I (studio delle caratteristiche del farmaco);
  • 17 in fase II (studio sulla sicurezza del farmaco);
  • 13 in fase III (studio sull’efficacia del farmaco);
  • 6 (approvati per uso limitato) in fase IV (studio di farmaco-sorveglianza).[16]

Il trattamento consiste nell’isolare il paziente per prevenire la diffusione del contagio e nel curare i sintomi clinici.[14][17]

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