mercoledì, Agosto 10, 2022
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Il Gattopardo, ovvero “tutto cambi perché nulla cambi”

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Il Gattopardo, ovvero “tutto cambi perché nulla cambi”

“Insieme per il futuro”, questo il nome dei neonati gruppi parlamentari per volontà del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale onorevole Luigi Di Maio

Nel leggere la notizia, a dire il vero senza alcuna vibrazione, anzi con un misto di mestizia e di ilarità, immediatamente una domanda si è formata forte e dirompente in me: il futuro di chi? La risposta è stata, sempre in me, immediata: il loro.

“Loro” contro “noi” questo è il problema della politica nella nostra amata Italia da molto tempo.

La politica italiana da molti anni vive in un stato che a noi “cittadini semplici”, ma che abbiamo in noi la cultura del dubbio e della ricerca, ricorda il basso medioevo. Unica speranza la certezza che al “basso medioevo” segue, sempre, una “età moderna”, età che prende spunto da un “rinascimento”.

“Insieme per il futuro” ovvero la tutela di se stessi, tutela del potere della “casta”. “Casta” che, totalmente avulsa dalla realtà italiana vive una continua lotta intestina finalizzata unicamente a spartirsi il “bottino”.

“Di Maio contro Conte” mi sbaglierò ma mi sembra il primo di una serie di “divorzi annunciati”, il primo scontro di “potere” all’interno dei singoli partiti. Partiti che, sempre più, ricordano esclusivamente dei comitati d’affari totalmente disinteressati alle sorti della Nazione e dei suoi figli.

Di questi “scontri”, sempre, come non vederlo, dovuti esclusivamente al “bene di noi cittadini semplici”, ne vedo altri all’orizzonte.

“Salvini contro Giorgetti” per esempio. Oppure i vari “divorzi annunciati” nel mondo di Forza Italia. Altri facili da vedere sono quelli all’interno del Partito Democratico. Tutti “scontri” basati su divergenze “valoriali”, tutti lo percepiamo, certamente lo converrete anche voi “cittadini semplici” come me.

Vi sono poi “divorzi” già avvenuti come quello che vide come artefice Renzi contro D’Alema.

Quale la realtà di tutta questa litigiosità sui “valori” secondo me? Prima di dare la mia risposta mi permetterete di notare che, nella nostra magnifica lingua, il termine “valori” ha più significati, ad ognuno di noi il diritto di decidere quale di questi significati, anche molto diversi fra loro, possa essere ritenuto più calzante al momento.

Una “casta” che, totalmente distaccata dai “cittadini semplici” sta compiendo una semplice ed evidente manovra di palazzo. Una “casta” che, come una araba fenice, intende chiudere l’esperienza della cosiddetta seconda repubblica attraverso il ritorno ad una legge proporzionale. Praticamente, come nel gioco dell’oca, tornare alla “casella uno” e riprendere come prima.

Se dovessi avere ragione potremmo veder nascere una pletora di partiti del 5% – 8% che si uniranno a vita in una sorta di nuovo “pentapartito della terza repubblica” per continuare a “possedere”, molto più che “governare”, l’Italia.

Mi sembra, mi sbaglierò ma proprio questo vedo, che un folto gruppo di “attuali politici che pensano al futuro” potrebbero avere l’idea di unirsi in un nuovo “partito di centro”, qualcosa tipo una “nuova Democrazia Cristiana 2.0”. Molti gli attuali ministri e uomini di potere in movimento per far nascere questa “cosa”.

Torniamo, però, al “Insieme per il futuro” e mi chiedo, vi chiedo, quali i distinguo fra il M5S di Conte e questa neo formazione politica di Di Maio?

Io “cittadino semplice” non riesco a vederne ed allora mi chiedo, e vi chiedo, se quel “futuro” possa riguardare le “futuro prossime” nomine negli enti pubblici. A marzo l’elenco era di 639 posizioni!!!!

Cari compatrioti, cittadini semplici come me, secondo voi l’Italia può continuare a vivere con questi dubbi amletici sul nostro ceto dirigente? Dobbiamo veramente continuare a subire questo teatrino? Dobbiamo veramente continuare a sentire certi opinionisti che parlano per ore senza mai dichiarare che il “re è nudo”? Dobbiamo continuare a lasciare che il nostro futuro e quello dei nostri figli dipenda da questo che oramai non è altro che una commedia prossima alla farsa, se non preannunciasse una tragedia.

Credo proprio di no.

Noi “cittadini semplici”, padri e madri, imprenditori ed agricoltori, artigiani, liberi professionisti, impiegati ed operai. Noi “cittadini semplici” che amiamo la nostra Patria dobbiamo difenderla e difenderne i valori costituzionali usando l’arma della “partecipazione” e della “delega ponderata”, anche per impedire che a “qualcuno” possa venire in mente l’idea del ritorno agli, mai abbastanza stigmatizzati, anni di piombo.

Anni di piombo che, peraltro, sarebbero perfetto strumento per mantenere lo “status quo”.

In fondo siamo “semplici” ma non siamo “stupidì”.

Ignoto uno

Foto: https://www.facebook.com/photo/?fbid=510458987102463&set=a.510458963769132

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