ANPI L’AQUILA

Abruzzo

L’Aquila- La CGIL e la FLC CGIL gli studenti liceo Sulmona e la bandiera nazista

La CGIL e la FLC CGIL della provincia dell’ Aquila apprendono con sgomento che l’episodio  avvenuto presso un liceo di Sulmona, dove alcuni studenti hanno girato e postato dei filmati in cui esponevano la bandiera nazista e facevano il saluto romano, potrebbe non essere un episodio isolato, ma parte di uno scenario più ampio e più preoccupante, così come emerge dalle prime indagini della magistratura. 

L’episodio che ha dato il via all’inchiesta e che ha portato la Dirigente Scolastica a dichiarare che sarà avviato un procedimento disciplinare nei confronti degli studenti coinvolti, è avvenuto il 27 Gennaio 2026, Giorno della Memoria, durante un’assemblea di classe. Ci sgomenta che questo episodio, triste esempio dei tempi che corrono, sia avvenuto proprio a Sulmona, capoluogo della Valle Peligna così fortemente connotata dai valori della Resistenza che, proprio in quei luoghi, furono rappresentati dalla gloriosa Brigata Majella.

E’ sempre inaccettabile che si inneggi al nazismo, ma è aberrante che lo si faccia con sfregio proprio il giorno in cui la Memoria della disumana e scientifica crudeltà del regime nazista diventa dolore di tutti e tutte

La CGIL e la FLC CGIL della provincia dell’Aquila ribadiscono che la scuola pubblica, presidio di uno Stato nato dalla lotta al nazi fascismo, luogo di esercizio di democrazia e di trasmissione dei valori della nostra Costituzione deve essere maggiormente presidiata e deve alzare lo scudo contro ogni deriva nazi fascista. La scuola pubblica italiana deve rappresentare un argine alla possibilità che quel buio, che ancora non ci siamo lasciati alle spalle, possa insinuarsi tra gli studenti e le studentesse. Va ricordato forse con più forza e senza indugi che il popolo italiano ha scelto nel 1945 dove vuole stare e lo ha fatto con il sacrificio e con il sangue, anche dei partigiani e delle partigiane della Brigata Majella.

Siamo a fianco della comunità scolastica che sicuramente saprà rispondere con gli strumenti propri dell’educazione e della formazione a quanto avvenuto, affinché non si ripeta e ci auguriamo che studenti e studentesse abbiamo la forza e la determinazione di urlare ai loro stessi compagni e compagne che quelle idee di morte e di odio razziale non passeranno.

L’Aquila 10 Febbraio 2026

Francesco Marrelli

Segretario Generale CGIL AQ

Miriam Anna Del Biondo

Segretaria Generale FLC CGIL AQ

Abruzzo

L’Aquila ANPI – Il Giorno del Ricordo: il fascismo di confine, la guerra, la tragedia delle foibe

L’Aquila ANPI -Raramente, in occasione del «Giorno del ricordo», si è messa a fuoco la «più complessa vicenda del confine orientale» in tutte le sue sfaccettature, affidandosi alle lenti e agli strumenti dell’indagine storica. Molti ricordando la tragedia delle foibe continuano a presentarla come un caso di pulizia etnica, ma questa lettura non coglie la reale natura dei massacri e degli infoibamenti istriani del 1943 e giuliani del 1945.

ANPI

Non si può capire quella violenza senza partire dai crimini di guerra commessi dal fascismo nei Balcani.  Dal 1919 in poi, infatti, il regime di Mussolini che considerava gli slavi “una razza inferiore e barbara” insanguinò quelle terre con distruzioni, violenze e omicidi contro le minoranze slovene e croate, gli oppositori politici antifascisti, le comunità ebraiche.

ANPI- Città dell’Aquila

Poi dal ’41 con l’invasione italiana della ex Jugoslavia i fascisti si resero responsabili di stragi efferate, internamenti mortali di civili nei lager, inenarrabili atrocità contro le popolazioni locali pretendendo che il popolo sloveno fosse snazionalizzato, annientato, negando il suo diritto ad avere una lingua e una patria.

Il 1° marzo 1942, il generale Roatta nella tristemente famosa Circolare 3C per sgominare chi si opponeva al potere dell’Italia fascista, intimava che«il trattamento da fare ai ribelli non deve essere quello del “dente per dente” ma quello della “testa per dente”». E qualche mese dopo il generale Robotti, scoprendo che in un gruppo di 73 prigionieri slavi nessuno era stato ucciso per dare l’esempio, ammoniva i suoi sottoposti con un’agghiacciante affermazione:«Si ammazza troppo poco!».

In Slovenia durante l’occupazione nazifascista ci furono 4.000 ostaggi fucilati, 1.900 torturati o arsi vivi, 1.500 morti nel campo di concentramento di Arbe, migliaia di internati a Gonars e in Veneto. Nella Risiera di San Sabba i nazisti allestirono l’unico forno crematorio in Italia, nel quale vennero bruciati i corpi di 5.000 persone, civili e resistenti sloveni, croati, italiani ed ebrei.

Secondo calcoli ancora approssimativi si possono stimare in almeno 350.000 le persone morte, durante il secondo conflitto mondiale, per l’attività delle truppe dell’Italia fascista, di cui 250.000 tra i popoli della Jugoslavia e non meno di 100.000 tra i greci.

Con la “pulizia etnica” del nazifascismo in Jugoslavia morì un milione di persone su neanche 15 milioni di abitanti.

Fu nel contesto di una guerra totale che maturò dunque il dramma delle foibe e del successivo, drammatico esodo dei giuliano-dalmati. In due ondate repressive (dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e poi tra maggio e giugno 1945) vennero eliminati tra i 4.000 e i 5.000 italiani – tanti per ora ne ha accertati la ricerca storica.

Senza strumentalizzazioni di parte, dunque, ricordiamo tutta la storia del Confine orientale e celebriamo il Giorno del Ricordo perché le foibe non appartengono a questo o a quel partito: i morti sono un monito per tutti e così vanno rispettati.

Da questa storia ci viene proprio la lezione del confine italo-sloveno e di ogni confine dove lingue e religioni si fondono, dove usi e costumi si incontrano, dove far prevalere il rispetto delle diversità e non la logica dell’odio e del nemico.

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ANPI- L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026

L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026-ANPI:” è un vero orgoglio per tutte e tutti noi.

ANPI

Ma è soprattutto un importante riconoscimento alla storia, al patrimonio culturale, al tessuto vivace e dinamico degli operatori e dei professionisti del nostro territorio.

Sappiamo che nel senso più profondo, “Cultura” sta a significare, non solo l’insieme di conoscenze, elaborazioni, costumi, talenti e saperi, non solo patrimonio d’arte e creatività, ma anche – forse soprattutto – il complesso di atti e fatti che generano un’identità, insomma la storia, la nostra storia.

L’Aquila, infatti nella sua storia contemporanea può vantare una grande cultura democratica, antifascista, repubblicana che ne ha generato un’intensa vivacità politica e sociale.

Durante, e dopo la guerra, L’Aquila ritrova un profilo nuovo che ne ha segnato il futuro.

Tra i protagonisti di quel tempo vi furono grandi politici e intellettuali espressione della lotta di Liberazione come Carlo Chiarizia, Angelo Colagrande e Ubaldo Lopardi sindaci dell’Aquila, straordinari rappresentanti del Parlamento Repubblicano come Emidio Lopardi e Maria Agamben Federici attivi nella Resistenza e membri dell’Assemblea Costituente e ancora  Lorenzo Natali e Vincenzo Rivera, quest’ultimo tra i firmatari del “Manifesto degli intellettuali antifascisti del 1925” redatto da Benedetto Croce.

Da questo patrimonio di uomini e donne L’Aquila ha trovato linfa ed energie per costruire un patrimonio formidabile di Università, Istituzioni teatrali, musicali e cinematografiche, Accademie, scuole, e poi associazioni e organizzazioni che hanno formato intere generazioni educando al sapere, all’impegno civico, al rispetto umano, al civile confronto politico, a un progresso solidale.

Facciamo che questa nostra storia viva, quest’anno e sempre, nelle celebrazioni dell’Aquila Capitale della Cultura, per valorizzarne gli ideali democratici, rendere merito e giustizia alle personalità chi si batterono per la libertà e in molti casi morirono per essa.

Evitiamo che nelle pieghe di tanti importanti eventi si affaccino riferimenti reazionari, richiami nostalgicamente parafascisti, messaggi razzisti e di odio che danneggiano il significato più profondo e più bello che L’Aquila deve saper offrire.

Nel mondo difficile e pericoloso di oggi, in questo “brodo di sangue” come lo ha definito stamane Altan inaugurando l’Anno Accademico dell’Accademia di Belle Arti, servono pensieri, parole e gesti di pace, di inclusione, di rispetto.

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L’Aquila – Lutto nel mondo della Resistenza antifascista: si è spento il Partigiano Arnaldo Ettorre

L’Aquila, 1 dicembre 2024-Ciao, Arnaldo.Oggi ci ha lasciato a 99 anni il Partigiano Arnaldo Ettorre nato all’Aquila il 22 luglio 1925, ex Combattente del Gruppo Patrioti della Brigata “Maiella”.

Si schierò subito, negli anni dell’occupazione nazista, dalla parte della lotta per la libertà, prima sottraendosi alla chiamata di leva e rischiando la deportazione nei lager.

Giovane antifascista, venne arrestato per due volte nel settembre del 1943 e nel marzo del 1944 e subito dopo la Liberazione dell’Aquila aderì alla Brigata Maiella con matricola 1425. Particolarmente legato al Capitano Mario Tradardi, comandante della II Compagnia, ha combattuto in tutte le operazioni della Brigata in Abruzzo, Marche, Umbria e Romagna fino a poco prima della liberazione di Bologna, quando venne congedato a Imola perché affetto da broncopolmonite.

Nella vita Arnaldo ha lavorato per decenni al Tribunale dell’Aquila nella segreteria dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila.

Già insignito con la “Medaglia della Liberazione”, dopo il sisma si è battuto per ripristinare al Palazzo di Giustizia dell’Aquila la targa in onore dei magistrati partigiani Pasquale Colagrande e Mario Tradardi che Arnaldo conobbe come suo comandante partigiano a Recanati nel novembre del ’44.

La sua storia partigiana era rivendicata sempre con modestia e con orgoglio, puntuale e costante è stata la partecipazione a tutte le iniziative dell’ANPI e dell’Associazione Brigata Maiella, di cui era il presidente onorario.

Ogni 25 aprile con il suo fazzoletto Arnaldo Ettore veniva a Piazza Nove Martiri per celebrare la liberazione dal nazifascismo, alla quale aveva contribuito con coraggio e fierezza.

Lo ricordiamo quando, qualche anno fa, quando in occasione della Festa della Liberazione intonò Bella Ciao col suo amato mandolino.

L’ANPI lo ringrazia per come ha vissuto da Patriota, insegnando a tutti noi il valore della dignità, della libertà, della solidarietà.

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L’Aquila-Costituito il  coordinamento “Belle Ciao” della CGIL

L’Aquila-“Il neo costituito coordinamento BELLE CIAO della CGIL della provincia dell’Aquila ha partecipato oggi al Consiglio Straordinario del Comune dell’Aquila dedicato al 25 novembre, Giornata per l’eliminazione della Violenza contro le Donne, portando come contributo alla discussione la proposta di audizione alla Regione relativamente al Reddito di Libertà”.

“L’Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale è stato emendato anche in questa direzione, raccogliendo la necessità di un impegno dell’Ente Locale ad intervenire per rendere lo strumento del Reddito di Libertà facilmente fruibile sia per capienza di risorse che per procedura di accesso”, prosegue la nota. “Il Reddito di Libertà, infatti, può permettere alle donne che hanno seguito un percorso di liberazione da una condizione di violenza subita, di avere un minimo contributo economico per iniziare a riorganizzare la propria esistenza. E’ chiaramente  importante  che vi siano sufficienti risorse perché questo avvenga e che, per le tante donne che si rivolgono al CAV dell’Aquila –  dall’inizio dell’anno ad oggi sono state 67 –  il diritto possa essere facilmente esigibile”.

“Il Coordinamento Belle Ciao della provincia dell’Aquila – spiegano –  nasce con la volontà di declinare sul territorio la piattaforma nazionale sulle politiche di genere che, fondamentalmente, si basa su alcune aree principali: Occupazione e qualità del Lavoro; Salari e organizzazione del lavoro; Politiche previdenziali; Qualità della vita, salute e sicurezza; Contrasto alle molestie e alla violenza; Qualità e quantità della partecipazione in CGIL. Il Coordinamento Belle Ciao della provincia dell’Aquila, oltre alla presentazione della richiesta di audizione alla Regione, come prime azioni del proprio impegno istituirà uno sportello di ascolto all’interno della Camera del Lavoro e procederà a sottoscrivere protocolli con le aziende affinché siano rispettati i diritti delle lavoratrici donne”. 

“Già da anni la CGIL dell’Aquila ha proposto iniziative volte a modificare la cultura patriarcale della violenza di genere e si arricchisce con il Coordinamento Belle Ciao di uno strumento condiviso su tutto il territorio nazionale e risponde ad una risoluzione dell’ultima Conferenza di Organizzazione. Il Coordinamento Belle Ciao ha visto oggi, al Consiglio straordinario del Comune dell’Aquila, la presenza di molte compagne ed è intervenuto attraverso Miriam Anna Del Biondo e Alessandra Marchionni che hanno contribuito alla discussione del Consiglio ed hanno illustrato la richiesta di audizione alla V Commissione e alla Commissione di Vigilanza Garanzia della Regione Abruzzo.La coesione del consiglio Comunale dell’Aquila, insediatosi nel 2022, sul tema delle politiche di genere a cui si è assistito oggi, permette di dire che si sta intraprendendo una via sicuramente utile sia per il superamento della cultura patriarcale che per la collaborazione, anche in termini di risorse, con la Casa delle Donne ‘Donatella Tellini’ al cui interno opera anche il CAV, a cui il Coordinamento Belle Ciao sarà sicuramente vicino nelle scelte e nelle risoluzioni”, conclude la nota. 

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L’Aquila-Giugno 2024. All’Auditorium del Parco l’evento ANPI per ricordare la Liberazione Città dell’Aquila

L’AQUILA –Il 12 giugno, alle ore 18.00 all’Auditorium del Parco, al Castello si terrà l’iniziativa di ANPI dell’Aquila dal titolo “GIUGNO 2024”.

ANPI per ricordare la Liberazione Città dell’Aquila

“GIUGNO 2024 perché in questa occasione ricorderemo eventi storici che in quel mese di giugno avvennero tanti anni fa: la Liberazione dell’Aquila, il 13 giugno del 1944, la fondazione dell’ANPI qualche giorno prima, il 6 giugno 1944, e poi l’assassinio di Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti il 10 giugno del 1924”. Così in un comunicato l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato provinciale dell’Aquila.

“Sono celebrazioni legate a filo rosso dalla memoria della ferocia del regime di Mussolini – che ha rappresentato l’oppressione, la fine delle libertà, le leggi razziste e poi la folle guerra a fianco dei nazisti con il suo carico di lutti, di miseria e di fame a cui ridusse il popolo italiano – e dal riscatto della guerra di Liberazione, dell’orgoglio civile di tanti italiani che seppero ribellarsi e scegliere la nuova Italia democratica. Sono anniversari che sembrano, forse sono, lontani nel tempo. Eppure mantengono una loro attualità, e per questo vanno ricordati con cura e passione. Perché se quel fascismo non si ripeterà nelle forme di allora, non possiamo comunque ignorare i grandi rischi e le moderne minacce alla nostra democrazia e ai nostri valori Costituzionali”.

ANPI

“Pensiamo alle guerre, innanzitutto, col loro carico di odio, col rischio di coinvolgimento dell’Europa, con un assurdo riarmo. E poi, le forme di discriminazione e di razzismo, i tentativi di riscrivere la storia, i muri con cui ci si vorrebbe ‘proteggere’ da migranti che fuggono dalla fame e dai conflitti, le tentazioni autoritarie di chi vorrebbe ridurre la libertà di stampa o l’autonomia della magistratura, le scelte che colpiscono la salute e la cultura togliendo risorse pubbliche alla sanità, alla scuola, alla formazione, all’assistenza sociale. E ancora, i tentativi di cambiare la Costituzione con il Premierato e la Secessione dei ricchi rendendo il paese più ingiusto, più povero, meno democratico”.

“Crediamo sia giusto prendersi cura del destino comune, partendo dalla lezione della storia. Perché anche le pagine più buie sono state sconfitte da uomini e donne con coraggio e generosità. Il coraggio e la generosità di chi oggi, tutti i giorni, si dedica al prossimo, esprime un impegno civile, lotta per la dignità propria e dei suoi compagni di lavoro, offre un esempio di solidarietà e di aiuto concreto a chi è più debole e più fragile. Per questo, nel nostro incontro, assegneremo la Tessera dell’ANPI ad associazioni e persone che sono un modello virtuoso di comportamento quotidiano al servizio della nostra società. Vi invitiamo a venire. Se vi va, ci vediamo mercoledì, grazie”, conclude il comunicato dell’ANPI dell’Aquila.

ANPI- Città dell’Aquila

L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 135.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista.
Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani.
Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna.
Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi:
– Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo.
– Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani.
– Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese.
– Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.

ANPI-Associazione nazionale partigiani d’Italia

In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.

Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini.
Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti. Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo. Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano.


Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”.
Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”.
Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate.
In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI.

Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.

Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale.

Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.

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Abruzzo

Anpi L’Aquila- in difesa dei Nuclei di Cure Primarie

L’Anpi a sostegno alla mobilitazione in difesa dei Ncp,La protesta messa in atto da sigle sindacali, lavoratori e lavoratrici, professionisti e cittadini ci vede tutt’altro che indifferenti.

Facciamo nostra, infatti, la mobilitazione messa in atto in questi giorni in difesa dei Nuclei di Cure Primarie,per una sanità di prossimità e per una Asl che dia spazio a giovani professionisti.

Essere antifascisti non vuol dire solo condannare i crimini del ventennio più buio della storia d’Italia, ma

vuol dire molto di più.

Essere antifascisti vuol dire difendere i diritti della Costituzione.

Essere antifascisti vuol dire anche sostenere una sanità per tutte e tutti, costruire uno stato e dunque un

servizio sanitario che si prenda cura di tutte e tutti a partire dalle fasce più deboli della nostra società, fatta di fragili e malati.

Essere antifascisti vuol dire far sì che ogni cittadina ed ogni cittadino sia messo nelle condizioni di essere libero. La libertà di poter lavorare, di poter sfruttare le proprie competenze e la propria professionalità nella propria terra.

Tutte queste sono le libertà che da due anni medici e pazienti rischiano di vedersi negati nella provincia

dell’Aquila. Per questo l’Anpi sostiene la protesta di chi si oppone a questa visione della sanità, del lavoro del mondo.

Anpi L’Aquila

ANPI-La Nostra Storia

L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 140.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese.

Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani.

Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna.

Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi:

– Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo.
– Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani.
– Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese.
– Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.

In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.

ANPI

Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini.
Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti.

Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo.

Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano.

ANPI-Associazione nazionale partigiani d’Italia

Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”.

Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”.

Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate.
In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI.

ANPI L’Aquila

Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.

Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale. Nel 2017, a seguito delle dimissioni di Carlo Smuraglia, diviene Presidente nazionale ANPI Carla Nespolo, prima donna e non partigiana a ricoprire il ruolo. Il suo incarico è caratterizzato da una forte spinta operativa sui diritti umani, sul contrasto ai fascismi che porterà alla grande manifestazione nazionale del 2018 a Roma “Mai più fascismi mai più razzismi” e sulla memoria attiva per la quale grazie alla disponibilità di Gad Lerner e Laura Gnocchi verrà realizzato il Memoriale della Resistenza Italiana (www.noipartigiani.it). Dopo il decesso di Carla Nespolo avvenuto nel 2020 viene eletto Presidente Nazionale Gianfranco Pagliarulo il cui impegno è volto alla realizzazione di una grande unità nazionale antifascista per la piena attuazione della Costituzione. Il Congresso di Riccione conferma questa linea e, in particolare, il grande lavoro di affermazione del valore della pace nella tragica contingenza della guerra in Ucraina.

Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

Abruzzo

L’Aquila, Quattro Cantoni- Tesseramento all’ANPI 2024 sabato 3 e domenica 4 febbraio

L’Aquila- Tesseramento all’ANPI 2024-Abbiamo appena celebrato il Giorno della Memoria partendo dalle Pietre d’Inciampo. Perché l’Italia migliore non dimentica le storie di persone finite nell’orrore. Così il volto dell’Italia migliore – quella che Non Dimentica, che è impegnata a vigilare, a denunciare, a essere attiva affinché l’orrore non accada più – ha sfidato coloro che negano, che sottovalutano, che dicono di non sapere o, peggio, hanno altro da fare, “sì ho sentito, ma è roba lontana”, un vivere indifferente e irresponsabile.

La Buona Memoria è umanità da condividere Un motore di contagio, unico e decisivo.

La Buona Memoria ci ricorda di indignarsi e di reagire di fronte ad ogni ingiustizia.

Tra guerre feroci (dall’Ucraina a Gaza), le braccia tese di Acca Larentia, gli attacchi politici ai diritti sociali, l’Autonomia differenziata che spacca il paese, il Presidenzialismo che colpisce la Costituzione, i rigurgiti reazionari e neofascisti, fino alla disumana vicenda di Ilaria Salis…viviamo tempi difficili.

Proprio per questo vogliamo tenere alta la bandiera dell’antifascismo, dell’impegno civile e sociale, della partecipazione e della democrazia: e l’ANPI c’è.

Per chi vuole aderire o rinnovare l’iscrizione all’ANPI con la tessera del 2024 ci vediamo ai

Quattro Cantoni, all’Aquila, sabato 3 e domenica 4 febbraio dalle 11:00 alle 13:00

Vi aspettiamo.

“RESISTENZA 2024”: la nuova tessera ANPI

Un omaggio alla Resistenza nel sud e alle Partigiane. Il disegno, realizzato dall’illustratore Salvatore Liberti, ritrae in primo piano, Maddalena Cerasuolo, tra le protagoniste delle Quattro giornate di Napoli

ANPI-La Nostra Storia

L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 140.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese.

Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani.

Tricolore ANPI

Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna.

Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi:

– Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo.
– Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani.
– Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese.
– Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.

In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.

Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini.
Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti.

Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo.

ANPI L’Aquila

Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano.

Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”.

Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”.

Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate.
In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI.

Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.

Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale. Nel 2017, a seguito delle dimissioni di Carlo Smuraglia, diviene Presidente nazionale ANPI Carla Nespolo, prima donna e non partigiana a ricoprire il ruolo. Il suo incarico è caratterizzato da una forte spinta operativa sui diritti umani, sul contrasto ai fascismi che porterà alla grande manifestazione nazionale del 2018 a Roma “Mai più fascismi mai più razzismi” e sulla memoria attiva per la quale grazie alla disponibilità di Gad Lerner e Laura Gnocchi verrà realizzato il Memoriale della Resistenza Italiana (www.noipartigiani.it). Dopo il decesso di Carla Nespolo avvenuto nel 2020 viene eletto Presidente Nazionale Gianfranco Pagliarulo il cui impegno è volto alla realizzazione di una grande unità nazionale antifascista per la piena attuazione della Costituzione. Il Congresso di Riccione conferma questa linea e, in particolare, il grande lavoro di affermazione del valore della pace nella tragica contingenza della guerra in Ucraina.

Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.

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Abruzzo

L’AQUILA – il giorno della Memoria comunicato del Comitato nazionale dell’ANPI.

L’Aquila-“Il 27 gennaio celebriamo il giorno della Memoria, stabilito da una risoluzione delle Nazioni Unite e recepito da una legge nazionale nel 2000, istituita al fine di ricordare la liberazione di Auschwitz, il ricordo della Shoah, delle leggi razziali, della persecuzione degli ebrei, dei deportati, prigionieri, uccisi, compresi gli oppositori politici, gli internati militari italiani e i lavoratori che avevano scioperato, nonché coloro che hanno messo a rischio la vita per salvare altre vite e per proteggere i perseguitati.  La memoria di tutto ciò è a fondamento dell’esistenza stessa dell’ANPI.

Per questo è un errore gravissimo mettere sullo stesso piano, in occasione del giorno della Memoria, l’incommensurabile tragedia della Shoah e altre, pur terrificanti vicende del nostro tempo, a cominciare dall’inammissibile e vergognosa mattanza che l’attuale governo israeliano sta ininterrottamente compiendo da più di cento giorni nei confronti del popolo di Gaza dopo il barbaro attacco di Hamas ai civili israeliani del 7 ottobre 2023.

Radicalizzando le posizioni con questo intollerabile parallelo non solo si offende la memoria di milioni e milioni di ebrei sterminati dalla macchina di morte nazista, ma si danneggia pesantemente anche l’impegno per l’immediata cessazione dei bombardamenti suGazae per la ricerca di una soluzione politica al tragico conflitto in corso. Tale soluzione non può che essere quella di due popoli in due Stati, a garanzia della sicurezza di entrambi.

L’ANPI rimane fedele al “Giuramento di Mauthausen”, incardinato sui valori di pace, libertà e giustizia sociale. Da ciò deriva la solidarietà internazionale che è ben presente nella nostra memoria e per questo l’ANPI è da sempre impegnata nella ricerca e nella costruzione del dialogo e nel perorare ogni possibilità di disarmo, cessate il fuoco e trattative diplomatiche, al fine della realizzazione dell’obiettivo fondamentale: lapace”.

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