Roma– Assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale,Claudia Pratelli-Prende il via domani, 5 maggio, il viaggio della Memoria nei luoghi simbolo della Resistenza italiana e della deportazione nazifascista, promosso da Roma Capitale in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, l’ANPI e l’ANED.
Campo di Fossoli
L’iniziativa prevede un itinerario di tre giorni, dal 5 al 7 maggio, che coinvolgerà circa 130 studenti e studentesse in un’esperienza formativa nei luoghi più significativi della storia del novecento: Fossoli, uno dei principali campi di transito per la deportazione; Gattatico, con la visita alla Casa Museo dei Fratelli Cervi; e Marzabotto, teatro delle stragi nazifasciste.
Il programma si articola in diversi momenti che vanno dall’approfondimento storico, grazie al supporto scientifico del dott. Marco Caviglia, Responsabile della Didattica della Fondazione Museo della Shoah, all’incontro con il testimone Nando Tagliacozzo, fino alla partecipazione alla cerimonia istituzionale presso il Campo di Fossoli, la visita al Museo Monumento al Deportato politico e razziale di Carpi e alle attività nei luoghi di Monte Sole.
Claudia Pratelli, assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale
Ad accompagnare gli studenti e le studentesse ci sarà l’Assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale,Claudia Pratelli. Con lei anche una delegazione composta dalla Presidente della commissione scuola,Carla Fermariello, e dagli assessori dei municipi VI e IX,Cecilia Di FedeePaola Angelucci.
“Torniamo nei luoghi dove si scrisse la storia del nostro paese e si costruirono le basi per la nostra democrazia – ha commentato l’Assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale,Claudia Pratelli che ha aggiunto –Qui visiteremo luoghi dove donne e uomini vissero sulla loro pelle la barbarie nazifascista, con torture, stragi e deportazioni. Qui conosceremo le storie della resistenza che portò fino alla conquista della libertà. È una realtà che va conosciuta con lo studio, ma anche calpestandone la terra, attraversandone i confini. A questo servono i viaggi della memoria: a vivere esperienze che accrescono la consapevolezza di ciascuno e ciascuna e la trasformano in responsabilità capace di riconoscere, discernere e scegliere anche oggi”.
Le scuole partecipanti:
IC largo Dino Buzzati
IC Lucio Fontana
IC piazza Winckelmann
IC Calderini Tuccimei
IC Castelverde
Partecipano altresì gli studenti e le studentesse vincitrici del concorso “Luciana ed Enrico Finzi” promosso dalla Fondazione Museo della Shoah e i rappresentanti della Scuola Ebraica di Roma.
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Roma, 4 maggio 2026 –
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Roma – Giorgio Trabucco e Claudio Lorenzini di Lista Civica Gualtieri “:Condanniamo con assoluta fermezza la comparsa degli striscioni offensivi nei confronti dei partigiani apparsi oggi in Piazza Epiro e Piazza Tarquinia. – dichiaranoGiorgio Trabucco, capogruppo capitolino della Lista Civica Gualtieri Sindaco eClaudio Lorenzini, capogruppo della Lista Civica Gualtieri in VII Municipio –Consideriamo questi episodi non solo gesti vili e provocatori, ma un’offesa grave alla memoria di uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per restituire libertà e dignità al nostro Paese. Non si tratta di semplici provocazioni: è un attacco ai principi fondanti della Repubblica e alla nostra identità democratica.
Giorgio Trabucco (CG)25 Festa della Liberazione dal nazifascismo
I partigiani non appartengono a una parte politica. – proseguono i consiglieri –Rappresentano una storia condivisa, il coraggio di un popolo che ha scelto di ribellarsi alla dittatura e alla barbarie per costruire uno Stato libero, fondato sulla democrazia e sul rispetto dei diritti.
L’Italia è nata dalla Resistenza. La nostra Costituzione, la più bella del mondo e frutto di quella stagione di sacrificio e di speranza, affonda le sue radici nel sangue e nell’impegno di chi ha combattuto per un futuro migliore. Offendere i partigiani significa colpire i valori di libertà, giustizia e dignità umana su cui si basa la nostra convivenza civile.
Ribadiamo che non resteremo in silenzio di fronte a tentativi di riscrivere o svilire la nostra storia. Difendere la memoria non è un esercizio retorico, ma un dovere istituzionale e morale.
La Resistenza non è un capitolo chiuso del passato: è la bussola che continua a orientarci nelle scelte del presente.
Saremo sempre dalla parte dei valori democratici e della Costituzione, senza ambiguità e senza arretrare di un passo”, concludonoTrabucco eLorenzini.
Roma, 24 aprile 2026
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VITERBO – Giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 16.30, presso la sede ANPI, in via della Polveriera n.10, quartiere Pianoscarano, si terrà il primo incontro per la costituzione del Comitato civico per sostenere le ragioni del NO nel referendum sulla giustizia.
Mentre ancora non è stata fissata la data di svolgimento del referendum costituzionale, a causa del continuo atteggiamento ambiguo del governo, si avvia, in tutta l’Italia, la campagna referendaria nazionale del Comitato per il NO, di cui l’Anpi è parte, insieme a tante altre associazioni e partiti politici democratici.
Anche a Viterbo e in tutta la provincia è il momento dell’impegno e del massimo dell’attività in vista di questo importante appuntamento per evitare che l’equilibrio e la forza del sistema democratico nel nostro paese subisca un nuovo attacco. Dobbiamo dare il nostro forte contributo per respingere la pericolosa modifica della proposta costituzionale che, senza affrontare nessuno dei veri problemi che affliggono la giustizia da decenni, quali: la lunga durata dei processi, la carenza di personale, gli scarsi investimenti in strumenti tecnologici ecc., ha come vero obiettivo quello di indebolire il ruolo della Magistratura (garante ultima del principio di uguaglianza) e sottometterla ai voleri dell’Esecutivo.
Questo primo incontro è volto al confronto, alla programmazione ed alla costituzione del Comitato civico provinciale di Viterbo per il NO al referendum sulla giustizia. Tra i compiti quello di farsi promotore nel sensibilizzare l’opinione pubblica circa i rischi derivanti dalla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere e l’importanza di preservare l’attuale sistema di garanzie dei diritti per tutti i cittadini e quindi di promuovere la vittoria del NO al referendum costituzionale. Tutti sono invitati a partecipare.
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Roma Capitale Assessorato alla Cultura e ANPI-80 volte Bella Ciao! è il titolo della grande mostra ideata e curata da Roberto Gramiccia per celebrare l’ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo.Sostenuta e fatta propria dall’ANPI Nazionale, realizzata con il contributo di Roma Capitale-Assessorato alla Cultura.
ROMA-ANPI-80volteBellaCiao-2025
Ennio Alfani; Francesco Paolo Ambrosecchio; Paolo Assenza; Gianfranco Basso; Angelo Bellobono; Jacopo Benci; Paolo Bielli; Valeria Cademartori; Ennio Calabria; Bruno Ceccobelli; Primarosa Cesarini Sforza; Caterina Ciuffetelli; Angelo Colagrossi; Ettore Consolazione; Marzia Corteggiani; Gianni Dessì; Paolo Di Nozzi; Davide Dormino; Alessandra Giovannoni; Pierluigi Isola; Adele Lotito; Mauro Magni; Roberta Maola; Giuseppe Modica; Daniela Monaci; Franco Mulas; Gianfranco Notargiacomo; Luca Padroni; Claudio Palmieri; Maurizio Pierfranceschi; Luca Piffero; Salvatore Pulvirenti; Pietro Ruffo; Saverio Ruiu; Jack Sal; Stefano Salvi; Sandro Sanna; Maurizio Savini; Vincenzo Scolamiero; Silvia Stucky.
“80 volte Bella Ciao!” è il titolo della grande mostra ideata e curata da Roberto Gramiccia per celebrare l’ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo. Sostenuta e fatta propria dall’ANPI Nazionale, realizzata con il contributo di Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, l’esposizione verrà inaugurata mercoledì 23 aprile 2025, alle ore 17.00, presso La Vaccheria di Roma (Via Giovanni L’Eltore, 35). Non solo un progetto celebrativo – una festa in ricordo di quel 25 aprile di ottanta anni fa – ma un ritorno all’arte come strumento di indagine, di recupero della memoria in connessione con il presente. La ricorrenza si colloca infatti un momento storico cruciale, in un tempo di guerre e di stermini segnato dal ritorno al lessico bellico, dall’inquietante normalizzazione della retorica del conflitto. Così, nell’urgenza di invocare uno scenario alternativo, quaranta artisti e artiste di fama nazionale e internazionale reinterpretano e tramandano gli ideali della Liberazione attraverso una pluralità di linguaggi e forme.
Alla presentazione della mostra interverranno, oltre al curatore Roberto Gramiccia, l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, la Presidente del IX Municipio Titti Di Salvo, la Presidente dell’ANPI di Roma Marina Pierlorenzi e Fabrizio De Sanctis, della Segreteria nazionale dell’ANPI.
L’esposizione è visitabile fino all’11 maggio, dal martedì al giovedì ore 10.00 – 13.00 e dal venerdì alla domenica ore 9.00 – 19.00.
Il progetto è realizzato con il contributo di Roma Capitale-Assessorato alla Cultura.
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Roma-ANPI-Coinvolgere sempre più le nuove generazioni di iscritti e dirigenti in un percorso associativo condiviso e già intrapreso, necessità di formazione e assunzione di maggiori responsabilità tra le richieste avanzate da un’assemblea provinciale loro dedicata. Che ha mostrato di quanta passione civile e politica siano animati le ragazze e i ragazzi eredi dei partigiani
ANPI a Roma la carica dei giovani – Patria Indipendente • ANPI
A breve torneranno a riunirsi in assemblea. Lo hanno già fatto, e per la seconda volta, a dicembre, consapevoli di dover coltivare i semi di un percorso già avviato ma che va sostenuto e implementato. L’incontro di iscritte, iscritti e dirigenti under 35 dell’ANPI Provinciale di Roma ha visto un importante partecipazione di ragazze e ragazzi provenienti dalle tante sezioni territoriali. Il consesso è stato aperto dalla presidente provinciale, Marina Pierlorenzi, che ha proposto una attenta e dettagliata analisi politica, ripercorrendo anche alcune tappe fondamentali della vita dell’Associazione, come il Congresso del 2006, “La nuova stagione” con cui si è aperta la possibilità agli antifascisti di essere eletti negli organismi dirigenti dell’Associazione dei partigiani. Pierlorenzi ha sottolineato l’importanza e il valore di questa seconda assemblea dei giovani romani. Essa infatti ha anzitutto permesso a molti di loro di conoscersi, cominciando così a intessere rapporti, anche personali, essenziali per future attività e progetti; e ha poi consentito di instaurare un dialogo e un confronto.
Così Dario Cavinato, presidente della sezione ANPI di Bracciano, su richiesta della presidente provinciale, ha raccontato la sua esperienza e quella della delegazione romana all’Assemblea nazionale dei dirigenti under 35 dell’ANPI, che si è svolta a Riccione il 2 e 3 dicembre 2023. Riferendo altresì della sua pratica politica di dirigente dell’ANPI provinciale di Roma. Ha poi portato un saluto, per conto della Segreteria nazionale ANPI, Vincenzo Calò, che in un breve ma sostanziale intervento ha toccato alcuni tra i più delicati e urgenti temi d’attualità. Il decreto sicurezza e l’autonomia differenziata, contro i quali l’ANPI è in prima fila e si batte quotidianamente; il tema della pace e il nostro incessante lavoro di stimolo e sensibilizzazione.
ANPI-Associazione nazionale partigiani d’Italia
Gli spunti di riflessione proposti da Calò sono stati frequentemente ripresi e trattati durante il dibattito, nel quale si è discusso di attualità politica, nazionale e internazionale, del lavoro dell’ANPI e del ruolo dei giovani nell’Associazione. È stato inoltre chiesto con forza alla Presidenza provinciale un investimento in termini di formazione dei propri iscritti. Espressa anche l’esigenza di approfondire, tra le altre cose, il complesso tema delle varie esperienze resistenziali europee.
Tra gli argomenti affrontati si è unanimemente confermato l’orientamento, espresso dall’ANPI nazionale e accolto dall’Assemblea nazionale di Riccione, circa l’inopportunità di creare una giovanile nell’ANPI. Non serve una struttura nuova nella quale relegare e marginalizzare i giovani, che devono piuttosto ricevere spazio, fiducia e responsabilità in tutti gli organismi dell’Associazione. Per costruire un rapporto alla pari tra diverse generazioni, sia a livello territoriale sia a livello provinciale. In particolare, i partecipanti hanno evidenziato due materie su cui potrebbero impegnarsi: la comunicazione e le attività con e nelle scuole. In tanti hanno fatto notare che potrebbe essere vantaggioso se si interfacciassero loro stessi con gli studenti, essendo spesso quasi loro coetanei.
Le importanti proposte emerse saranno senz’altro oggetto di analisi e riflessione da parte della Presidenza e del Comitato provinciale dell’ANPI di Roma. Le nuove generazioni non sono il futuro, bensì un pezzo importante del presente. E lo rivendicano.
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Castel del Monte-Si svolgerà giovedì 8 agosto 2024 alle 11,30 al teatro Francesco Giuliani la presentazione del volume “La Pantera Rossa” di Bruno Dante.Evento Culturale a cura dell’ANPI – Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia – Evento Culturale
Saranno presenti:
Matteo Pastorelli – Sindaco di Castel del Monte
Betty Leone – Vice Presidente dell’ANPI – Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia
Walter Cavalieri – in veste di moderatore
Bruno Dante – autore del libro
Il libro, ambientato in Francia nel periodo fra le due guerre, narra la storia drammatica ed eroica di un giovanissimo italiano, martire della Resistenza: Guido Brancadoro morto fucilato a soli 21 anni.
ANPI -Presentazione del libro “La Pantera Rossa”
Guido, nato a Castel del Monte nel 1921, a soli quattro anni viene portato a Fenain, un paesino nel bacino minerario del nord della Francia. A 13 anni comincia a lavorare in miniera con il padre Silvio. Aderisce al partito comunista francese – che lui chiama “La Pantera Rossa” – ed entra giovanissimo nella resistenza armata. A vent’anni viene catturato dalla gendarmeria francese e tradotto nel carcere di Douai. Processato da un tribunale speciale, viene condannato a 20 anni di lavori forzati. Dal carcere riesce a scrivere una lettera, sequestrata dalla gendarmeria, nella quale chiedeva vendetta contro il Sindaco del paese, per aver fornito al tribunale cattive informazioni su di lui. Un mese dopo il Sindaco viene assassinato e Guido è accusato di essere il mandante di quell’attentato. Subisce un nuovo processo dove sarà condannato ai lavori forzati a vita.
Ritenuto pericoloso dal governo di Vichy, viene trasferito nel bagno penale di Fontevraud-l’Abbaye, un luogo terribile, paragonabile solo a quello di La Cayenne in Sudamerica, reso celebre dal filmPapillon.Dopo tre mesi di permanenza in questo bagno, viene prelevato dai nazisti e trasferito nel loro penitenziario di Lilla. Il 30 aprile sarà giustiziato per rappresaglia all’uccisione di un soldato tedesco. Prima di essere fucilato, Guido scrisse due lettere. La prima al fratello e alla sorella, la seconda ai genitori. Eccola:
Loos, 30 aprile 1942
Miei carissimi genitori, padre e madre,
A quest’ora che è l’ultima per me, perché quando riceverete questa missiva, io avrò finito di vivere, si finito, ma coraggiosamente, si, perché è nel mio potere.
Il solo rammarico che io possa avere in questo momento è di avervi causato dei problemi, ma io lascio questo mondo nella speranza di ricevere il vostro perdono, si, perché questo è il solo rimpianto che ho e con il rimpianto c’è sempre il perdono quando arriva quest’ultima ora.
Sarò passato per le armi alle diciannove e trenta con i miei ultimi pensieri che sono per voi.
Sono i Francesi che mi consegnano, ma io grido “Viva la Francia”, i Tedeschi che mi giustiziano e io grido “Viva il popolo tedesco a la Germania di domani”.
Ricevete per l’ultima volta la mia ultima testimonianza e gli ultimi baci dell’amore, dell’amore fedele di vostro figlio.
Addio carissimi genitori.
ANPI L’Aquila
L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 135.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani. Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna. Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi: – Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo. – Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani. – Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese. – Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.
In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.
Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini. Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti. Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo. Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano.
Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”. Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”. Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate. In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI. Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.
Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale.
Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.
ANPI-Associazione nazionale partigiani d’Italia
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Roma, 7 giugno 2024 – Si è svolta questa mattina nell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio una celebrazione per ricordare Giacomo Matteotti nel centesimo anniversario del suo omicidio per mano fascista. L’iniziativa è stata promossa dalla Presidente dell’Assemblea Capitolina On.Svetlana Celliche ha aperto l’incontro al quale era presente anche una rappresentanze delle scuole romane.
Campidoglio celebrazioni per ricordare Giacomo Matteotti a 100 anni dal suo omicidio per mano fascista
Sono intervenuti il sindacoRoberto Gualtieri; l’assessore alla CulturaMiguel Gotor; Claudio Signorile,ex segreteraio nazionale PSI, già ministro;Claudio Martelli,presidente Fondazione Pietro Nenni;Giorgio Benvenuto,presidente Fondazione Bruno Buozzi; la storicaSimona Colarizzi; esponenti delle sigle sindacali.
Campidoglio celebrazioni per ricordare Giacomo Matteotti a 100 anni dal suo omicidio per mano fascista
Nel corso della cerimonia sono stati letti degli articoli della Costituzione Italiana dagli studenti Azzurra Dottori e Francesco Mastrostefano e dall’attore Marcello Amici.
“Giacomo Matteotti è una figura importante della storia italiana. E’ nostro dovere morale tutelare, custodire, ma soprattutto promuovere il ricordo di personaggi come Giacomo Matteotti, un socialista che ebbe il coraggio di contrastare il fascismo, pur avendo consapevolezza che ciò lo avrebbe portato alla sua condanna. Proprio l’Assemblea capitolina, qualche giorno fa, ha approvato una mozione a mia prima firma per promuovere iniziative e azioni per valorizzare la memoria e la testimonianza di Matteotti. Il suo discorso pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924 è un testo che andrebbe letto e diffuso e, soprattutto, studiato nelle scuole”, afferma la presidente dell’Assemblea capitolina On.Svetlana Celli.
Campidoglio celebrazioni per ricordare Giacomo Matteotti a 100 anni dal suo omicidio per mano fascistaCampidoglio celebrazioni per ricordare Giacomo Matteotti a 100 anni dal suo omicidio per mano fascista
“Siamo convintamente antifascisti. E lo diciamo con voce alta soprattutto in questa particolare fase storica in cui rigurgiti di odio sembrano mettere in discussione le conquiste di libertà e di democrazia raggiunte con il sacrificio e il prezzo della vita di migliaia di donne e uomini. Ci rivolgiamo ai giovani per costruire una coscienza basata sulla conoscenza di personaggi che hanno contribuito all’Italia di oggi, fondata sui valori della Resistenza, della pace, della giustizia sociale, dell’uguaglianza, del rispetto dei diritti. Matteotti è diventato un riferimento per tutti coloro che lottarono per la liberazione e permisero poi al nostro Paese di diventare una Repubblica che mette al centro la Costituzione in cui tutti ci riconosciamo”, conclude l’On.SvetlanaCelli.
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iziativa promossa dalla Presidenza dell’Assemblea Capitolina
Roma, 8 maggio 2024– È iniziato oggi il Viaggio della Memoria – promosso da Roma Capitale in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah e con la partecipazione dell’Anpi – che, da oggi fino al 10 maggio, toccherà alcuni dei luoghi simbolo della Resistenza al nazifascismo nel nostro Paese.
Fratelli Cervi
La prima tappa per i 130 alunne e alunni delle scuole medie romane, accompagnati da una delegazione di Roma Capitale, è stata quella di Gattatico e della casa dei Fratelli Cervi.
Le studentesse e gli studenti hanno appreso la storia e il coraggio di quella famiglia, attraverso le immagini e gli oggetti presenti nel Museo dedicato, le parole di Luciana Cervi (figlia di uno dei sette fratelli, Agostino Cervi) e di Albertina Soliani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi.
Fratelli Cervi-
“Il viaggio della Memoria in Italia è sempre una grande emozione per i ragazzi e le ragazze ma anche per noi adulti. Qui, in posti come questo, si apprende molto bene quali responsabilità ci sono state, tra i nazisti e i fascisti, nella tragedia vissuta dalla popolazione durante l’occupazione, ma sono anche i luoghi dove si sono poste le basi della nostra Repubblica, libera, democratica e antifascista. È molto importante visitarli per sostanziare con l’esperienza più viva ciò che si studia sui libri di testo e fare propri i valori fondanti la nostra Costituzione.” A dichiararlo èClaudia Pratelli,assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale che è in viaggio con le scolaresche insieme con l’assessore capitolino alla Cultura,Miguel Gotor, che ha aggiunto: “Per Roma Capitale il lavoro sulla memoria è un pezzo fondamentale dell’impegno istituzionale, perché siamo convinti che in questo modo non solo si contribuisce ad accrescere la consapevolezza degli studenti e delle studentesse intorno a fatti fondamentali della storia italiana, ma si forniscono anche strumenti utili a comprendere il presente.”
Il viaggio prosegue domani con la visita del Campo di Fossoli, il più grande campo di concentramento in Italia, dal quale negli anni cupi dell’occupazione nazista tante persone sono transitate prima di raggiungere Auschwitz e altri campi di sterminio.
Le scuole partecipanti a questa edizione sono:
Scuola Media Angelo Sacerdoti I.C. Regina Margherita – Mun I
I.C. Via Poseidone – Mun VI
I.C. Fontanile Anagnino – Mun VII
I.C. Calderini Tuccimei – Mun X
I.C. Parco di Veio – Mun XV
Una rappresentanza della Scuola Ebraica.
La delegazione di Roma Capitale, oltre all’assessoraPratellie all’assessoreGotor, è composta dalla presidente della commissione Scuola,Carla Fermariello, e dagli assessori municipali,Andrea Morelli(X Mun) eTatiana Marchisio(XV Mun).
Museo Cervi Gattatico – Italia.it
Il Museo della Famiglia Cervisi trova nella casa colonica in cui vissero i sette fratelli Cervi, fucilati il 28 dicembre 1943 per la loro lotta antifascista. Qui visse fino alla sua morte, nel 1970, il padre Alcide, che raccontò la storia dei suoi figli ai numerosi visitatori, illustrandone le gesta. All’interno dell’edificio, diventato un simbolo della Resistenza italiana, si conserva un importante patrimonio formato da oggetti della famiglia Cervi e da donazioni di enti pubblici, associazioni e privati. Il museo è un luogo di preservazione e promozione della storia del Novecento, particolarmente del ruolo dei contadini nella rinascita del Paese. L’Istituto a nome di Alcide Cervi è stato istituito nel 1972. Tre anni più tardi, l’Amministrazione Provinciale di Reggio Emilia acquistò l’intero podere, creando il museo. Il percorso espositivo, rinnovato nel 2001, è diviso in tre sezioni: “Il Lavoro Contadino”, “L’Antifascismo e la Resistenza” e “Una Famiglia nella Memoria”. La prima parte presenta la famiglia Cervi come una famiglia di contadini, illustrando il loro lavoro con attrezzi e utensili legati alle attività: il lavoro nei campi, la filatura, la tessitura e l’apicoltura. Notevole il famoso trattore esposto all’ingresso, con il “mappamondo” (1939). La seconda parte del museo presenta la lotta antifascista secondo il punto di vista politico e sociale dei fratelli Cervi con testimonianze grafiche e in video. La terza sezione, invece, illustra la memoria della famiglia Cervi nel dopoguerra con oggetti donati dai visitatori in tutti questi anni e testimonianze video. Il visitatore, poi, può proseguire nella casa Cervi vedendo la cantina, la cucina e le camere, con i mobili originali i vari oggetti della vita quotidiana. Alla fine della visita si trova la Quadrisferia, un’installazione multimediale con foto e suoni a 360 gradi. Nel museo esiste anche una biblioteca con libri sull’agricoltura e sul Parco Agroambientale, una zona in una parte del podere della famiglia Cervi con biodiversità della pianura padana.
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Colleferro (Roma)-Sezione ANPI “La Staffetta Partigiana”- In occasione del centenario della nascita di Lidia Menapace la sezione Anpi Colleferro “La Staffetta Partigiana” vuole ricordare questa donna straordinaria, partigiana, pacifista e femminista, con la presentazione del bellissimo fumetto di Valentina Stecchi, “Lidia” edito da People.
“Lidia” è la storia di un incontro immaginario tra Lidia e Valentina, un incontro tra due donne di generazioni diverse unite però da un comune sentire, quello della parità di genere, dell’antifascismo, della pace. L’appuntamento è per sabato 6 aprile 2024 alle 17:30 presso la Biblioteca Comunale di Colleferro “Riccardo Morandi”. Dialogheranno con l’autrice del fumetto Amalia Perfetti e Vincenzo Gentile e il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna. L’iniziativa è con il patrocinio del Comune di Colleferro e la collaborazione della Libreria CC Catena. Il disegno della locandina di Valentina Stecchi è stato ideato proprio per il centenario della nascita di Lidia Menapace.
Amalia Perfetti
Presidente sezione Anpi Colleferro “La Staffetta Partigiana”
Lidia Menapace, la sua lezione questo 25 aprile
Pubblicato il 4 apr 2024
Lidia Menapace
L’anno scorso al corteo del 25 aprile a Milano noi di Rifondazione Comunista portammo uno striscione con la scritta «Fuori la guerra dalla storia», lo slogan che lanciò tanti anni fa Lidia Menapace, la nostra indimenticabile compagna e maestra partigiana, femminista, pacifista, comunista. Lo riporteremo anche in questo 25 aprile che speriamo registri una partecipazione enorme come ha proposto l’appello del manifesto. Nel centenario della nascita le idee di Lidia sono più attuali che mai.
Mentre l’Europa fa la scelta dell’oltranzismo atlantista, della guerra, del riarmo, dell’industria bellica come “pilastro” con consenso bipartisan, giova ricordare che per Lidia l’articolo 11 della Costituzione era forse l’eredità più importante della Resistenza. Ne era talmente convinta che, negli anni in cui si discuteva del trattato costituzionale europeo, criticò con nettezza il governo e i partiti italiani (tranne Rifondazione) che non avevano proposto di inserirvi il ripudio della guerra e in generale i principi fondamentali della nostra Costituzione a partire dal primato del lavoro sul mercato.
Lidia si espresse con nettezza contro la proposta dell’esercito europeo proponendo invece la visione di un’Europa neutrale «che dichiara di rinunciare per sé all’uso della guerra, e di vincolarsi nei confronti della comunità internazionale a non fare politiche aggressive che possono sfociare nel conflitto armato, non ospita basi militari di nessuno, non consente passaggio di truppe a terra né di aerei (…) la proposta della neutralità è la più equilibrata, realistica, moderata, gestibile sul piano del diritto internazionale e compatibile con una riconversione dell’economia di guerra in economia di pace».
Considerava «mostruose forme non-giuridiche di intervento» quelle con cui gli Stati uniti e i loro alleati si sostituiscono all’Onu: «Le Nazioni unite vengono degradate ad un ruolo assistenziale, non più di direzione politica. Bisogna uscire da questa logica (…) una Europa neutrale sarebbe proprio ciò che serve alle Nazioni unite per tornare ad essere una difesa del diritto e non succube della violenza militarista (…) Sono abbastanza vecchia da ricordarmi che, quando la Società delle Nazioni fu sottoposta da parte di Hitler e Mussolini ad attacchi furibondi, e finì in pezzi, questo fu uno dei grandi segni della seconda guerra mondiale».
Lidia non accettava narrazioni eurocentriche di superiorità morale: «Se esamina la propria storia, l’Europa ha prima di tutto da fare un’enorme autocritica. Perché la caratteristica della guerra moderna – cioè dell’attributo dell’esercizio della violenza legittimato allo Stato – è un’idea europea. L’Europa non è stato un continente di pace. Al contrario, è stato il continente più aggressivo di tutto il pianeta. Non solo al suo interno, ma nell’imperialismo, l’Europa ha battuto tutti gli altri».
Criticava anche «l’ambiguità» delle radici cristiane con la «poco santa alleanza» tra Impero e Chiesa. Il messaggio cristiano aveva recuperato il suo contenuto di pace solo grazie all’affermarsi della laicità dello stato non per qualche superiorità sulle altre religioni monoteiste.
Lidia indicava all’Europa i «semi di pace che ha dentro di sé», accanto a questo ritrovato messaggio cristiano, nella tradizione del movimento delle donne e del movimento operaio, ma la vedeva cancellata e sfigurata dall’ordoliberismo europeo. Con Rosa Luxemburg ammoniva che quando un capitalismo irriformabile entra in crisi ci pone di fronte all’alternativa tra socialismo e barbarie. Ricordava che la guerra segna sempre spartiacque pericolosi: Mussolini era stato interventista, Matteotti pacifista. Dovrebbe ricordarlo tutta l’Italia antifascista.
MAURIZIO ACERBO Segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
da il manifesto.it 4 aprile 2024
Biografia di Lidia MENAPACE
Anni Quaranta e Cinquanta: inizi come partigiana e impegno sociale nei cattolici
Prese parte anche al docu-filmLunàdigas, uscito nelle sale cinematografiche italiane nel2016, con una sua testimonianza sulla scelta di non avere figli.
Nel 2008 s’iscrisse a Rifondazione Comunista, entrò negli organismi dirigenti e accettò di dirigere la rivistaSu la testa.
Nel2009si candidò alleelezioni europeenellaLista Anticapitalista“PRC-PdCI” nella circoscrizione Nord-Est, senza però essere eletta a causa del mancato raggiungimento della soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale.[11]
Nel2018accettò di candidarsi per ilSenatoconPotere al Popolo!. La lista non raggiunse però la soglia di sbarramento del 3% e dunque lei non venne eletta[12].
Morte
Lidia Menapace morì aBolzanonovantaseienne il 7 dicembre2020, per complicazioni daCOVID-19[13].
I gruppi linguistici in un ente intermedio territoriale, conGiuseppe Farias, inIl convegno di San Pellegrino. Atti del convegno nazionale di studio della Democrazia Cristiana, S. Pellegrino Terme, 13-16 settembre 1961, Roma, Edizioni 5 Lune, 1962.
Cultura di massa e partiti, inLa società italiana. Atti del secondo convegno nazionale di studio della democrazia cristiana. S. Pellegrino Terme, 29 settembre-2 ottobre 1962, Roma, Edizioni 5 Lune, 1963.
Società, associazioni e partiti, Stato, inPartiti e democrazia. Atti del terzo convegno nazionale di studio della Democrazia Cristiana, S. Pellegrino Terme, 13-16 settembre 1963, Roma, Edizioni 5 Lune, 1964.
Storia e vita della società italiana in alcuni narratori italiani nel secondo dopoguerra. Riassunto, inIl volto della cultura italiana e tedesca del secondo dopoguerra nel quadro dell’unità culturale europea. Riassunto bilingue delle relazioni principali del III Convegno internazionale di studi italo-tedeschi, Merano 27/4-3/5 1962, Bolzano, Istituto Culturale Italo-Tedesco in Alto Adige, 1966.
La D.C. nella presente situazione politica. Prospettive e proposte, Padova, Borghero, 1966.
Futurismo. Ideologia e linguaggio, a cura diFranco Laera, Milano, CELUC, 1968.
Lettera di dimissione dalla DC, inLettera politica. II. Un movimento di sinistra nella DC, Firenze, Libreria editrice fiorentina, 1968.
Per un movimento politico di liberazione della donna. Saggi e documenti, Verona, Bertani, 1972.
La Democrazia Cristiana. Natura, struttura e organizzazione, Milano, Mazzotta, 1974.
Movimento operaio e “questione cattolica”. Da Togliatti al ’68, inDa Togliatti alla nuova sinistra, Roma, Alfani, 1976.
Le cause strutturali del nuovo femminismo, in “Problemi del Socialismo”, n. 4, 1976.
Economia politica della differenza sessuale, Roma, Felina libri, 1987.ISBN 88-85844-07-3.
Conferenze-dibattito sulla storia dell’UDI e del movimento delle donne, conMarisa RodanoeAnita Pasquali, Modena, Unione donne italiane-Centro Documentazione Donna, 1988.
Né indifesa né in divisa. Pacifismo, sicurezza, ambiente, nonviolenza, forze armate. Una discussione fra donne, a cura di e conChiara Ingrao, Roma, Gruppo misto Sinistra indipendente Regione Lazio, 1988.
Le donne invisibili, in “Democrazia e diritto”, n. 3, 1989.
La poesia di Marilisa Marchiorello, Valstagna, Istituto di pedagogia acquariana, 2000.ISBN 88-86663-07-2.
Il papa chiede perdono. Le donne glielo accorderanno?, Milano, Il dito e la luna, 2000.ISBN 88-86633-13-0.
Resisté. Racconti e riflessioni di una donna che ancora resiste, Milano, Il dito e la luna, 2001.ISBN 88-86633-20-3.
Lettere dal Palazzo. Reportage semiserio di un anno da senatrice di Lidia Menapace, Genova, Erga, 2007.
Una piattaforma per la pace preventiva, inLa nonviolenza attiva in marcia, Firenze-Pisa, Libreria Editrice Fiorentina-Centro Gandhi Edizioni, 2007.ISBN 978-88-89264-99-7.
Un anno al senato. Lucido diario di fine legislatura, a cura diLuciano Martocchia, Pescara, Tracce, 2009.
A furor di popolo, Genova, Marea, 2012.
Io, partigiana. La mia resistenza, San Cesario di Lecce, Manni, 2014.ISBN 978-88-6266-541-4.
Canta il merlo sul frumento. Il romanzo della mia vita, San Cesario di Lecce, Manni, 2015.ISBN 978-88-6266-660-2[15].
Chefarepunto, con Elisa Forcato, Pierpaolo Dalla Vecchia, Roberta Corradini, Thomas Vaglietti, Trento, lit. Effe Erre, 2019.
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Roma, 14 marzo 2014 – Sulle parole del presidente Franco verso ANPI interviene la presidente dell’Assemblea capitolina On.Svetlana Celli:“Nicola Franco dovrebbe ricordare che è il presidente di tutti ed è chiamato ad assumere sempre un profilo istituzionale consono al suo ruolo. Nella seduta del consiglio del Municipio VI che si è tenuta oggi ha avuto un atteggiamento irriguardoso verso l’Anpi, parlando di ‘fasciofobia’ e ‘partigiani criminali’. L’Anpi rappresenta tutte le donne e gli uomini protagonisti della Resistenza e che hanno combattuto per un’Italia libera e democratica fondata sui valori dell’antifascismo. Proprio questo spirito ha spinto l’Anpi a chiedere di intitolare il parco di via Celio Caldo a Torre Angela alle staffette partigiane. Il presidente Nicola Franco ha invece voluto sostenere Azione Frontale, un gruppo apertamente neo fascista, facendo approvare una mozione per intitolare l’area a Cossetto e Ghersì. Da parte nostra continua l’impegno per affermare e difendere sempre i principi costituzionali, unico nostro riferimento”.
Così in una nota la presidente dell’Assemblea capitolina On.Svetlana Celli.
L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 135.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani. Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna. Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi: – Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo. – Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani. – Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese. – Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.
ANPI
In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.
Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini. Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti. Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo. Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano. Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”. Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”. Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate. In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI. Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.
Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale.
Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.
La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.
Roma, 13 marzo 2024 – “Mi associo all’appello di intitolare il Parco di via Celio Caldo a Torre Angela alle staffette partigiane come proposto da Anpi. Mi auguro che il presidente del Municipio VI Nicola Franco faccia un passo indietro e non accolga la richiesta di intitolarlo invece a Cossetto e Ghersì arrivata da Azione Frontale, gruppo di stampo neo fascista. Sarebbe un segnale importante per affermare ancora una volta i valori dell’antifascismo nella nostra città”.
Così in una nota la presidente dell’Assemblea capitolina On.Svetlana Celli.
Tricolore ANPI
L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 135.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani. Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna. Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi: – Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo. – Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani. – Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese. – Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.
In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.
Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini. Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti. Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo. Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano.
ANPI
Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”. Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”. Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate. In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI. Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.
Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale.
Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.
La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.
POTENZA PICENA – L’ANPI “Ormai della Resistenza antifascista si è scritto tanto quello che a me interessa parlare è mettere in rilievo la partecipazione di tante donne alla Resistenza …” così esordisce la quasi centenaria Mirella Aloisio, partigiana di Genova, in un’intervista ad un convegno. Questo sarà lo spirito dell’incontro organizzato dall’ANPI di Potenza Picena, sezione Scipioni e Cutini (con il patrocinio del Comune) dal titolo “Donne che parlano di Donne. La resistenza continua”.
POTENZA PICENA – ANPI
A introdurre il discorso su questa affascinante figura (che a poco più di 17 anni era responsabile della segreteria operativa clandestina del Comitato di Liberazione di stanza a Genova e che è stata insignita della Croce di Guerra al Valore Militare) una grande poetessa, la perugina Anna Maria Farabbi autrice del libro “La Resistenza continua colloquio con Mirella Aloisio (Terra d’ulivi edizioni, 2017).
“L’energia etica e politica di Mirella Aloisio fluisce sulla sua narrazione autobiografica, illuminando cinquanta anni della storia del nostro paese: ci apre case, nomi, presenze eroiche quotidiane, cellule di resistenza organizzate e spontanee. Soprattutto, ci conduce a un’unica foce: dare senso alla propria esistenza per un democratico corale progetto culturale, sociale, politico” così debutta nel suo libro la poetessa perché la Alloisio non si è mai fermata e ha contribuito al progresso sociale, culturale anche nel dopoguerra fino ad oggi, la voce di una e di ciascuna.
Di questo e di molto altro si parlerà in questo interessante appuntamento in programma venerdì 8 marzo alle ore 21.15 presso la Sala Amici della Musica in Corso Vittorio Emanuele 10 sempre a Potenza Picena e a ingresso libero.
La Nostra Storia
L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 140.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese.
Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani.
Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna.
Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi:
– Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo. – Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani. – Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese. – Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.
In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.
Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini. Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti.
Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo.
Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano.
Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”.
Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”.
Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate. In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI.
Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.
Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale. Nel 2017, a seguito delle dimissioni di Carlo Smuraglia, diviene Presidente nazionale ANPI Carla Nespolo, prima donna e non partigiana a ricoprire il ruolo. Il suo incarico è caratterizzato da una forte spinta operativa sui diritti umani, sul contrasto ai fascismi che porterà alla grande manifestazione nazionale del 2018 a Roma “Mai più fascismi mai più razzismi” e sulla memoria attiva per la quale grazie alla disponibilità di Gad Lerner e Laura Gnocchi verrà realizzato il Memoriale della Resistenza Italiana (www.noipartigiani.it). Dopo il decesso di Carla Nespolo avvenuto nel 2020 viene eletto Presidente Nazionale Gianfranco Pagliarulo il cui impegno è volto alla realizzazione di una grande unità nazionale antifascista per la piena attuazione della Costituzione. Il Congresso di Riccione conferma questa linea e, in particolare, il grande lavoro di affermazione del valore della pace nella tragica contingenza della guerra in Ucraina.
Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.
La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.
L’Anpi a sostegno alla mobilitazione in difesa dei Ncp,La protesta messa in atto da sigle sindacali, lavoratori e lavoratrici, professionisti e cittadini ci vede tutt’altro che indifferenti.
Facciamo nostra, infatti, la mobilitazione messa in atto in questi giorni in difesa dei Nuclei di Cure Primarie,per una sanità di prossimità e per una Asl che dia spazio a giovani professionisti.
Essere antifascisti non vuol dire solo condannare i crimini del ventennio più buio della storia d’Italia, ma
vuol dire molto di più.
Essere antifascisti vuol dire difendere i diritti della Costituzione.
Essere antifascisti vuol dire anche sostenere una sanità per tutte e tutti, costruire uno stato e dunque un
servizio sanitario che si prenda cura di tutte e tutti a partire dalle fasce più deboli della nostra società, fatta di fragili e malati.
Essere antifascisti vuol dire far sì che ogni cittadina ed ogni cittadino sia messo nelle condizioni di essere libero. La libertà di poter lavorare, di poter sfruttare le proprie competenze e la propria professionalità nella propria terra.
Tutte queste sono le libertà che da due anni medici e pazienti rischiano di vedersi negati nella provincia
dell’Aquila. Per questo l’Anpi sostiene la protesta di chi si oppone a questa visione della sanità, del lavoro del mondo.
Anpi L’Aquila
ANPI-La Nostra Storia
L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 140.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese.
Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani.
Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna.
Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi:
– Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo. – Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani. – Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese. – Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.
In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.
ANPI
Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini. Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti.
Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo.
Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano.
ANPI-Associazione nazionale partigiani d’Italia
Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”.
Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”.
Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate. In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI.
ANPI L’Aquila
Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.
Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale. Nel 2017, a seguito delle dimissioni di Carlo Smuraglia, diviene Presidente nazionale ANPI Carla Nespolo, prima donna e non partigiana a ricoprire il ruolo. Il suo incarico è caratterizzato da una forte spinta operativa sui diritti umani, sul contrasto ai fascismi che porterà alla grande manifestazione nazionale del 2018 a Roma “Mai più fascismi mai più razzismi” e sulla memoria attiva per la quale grazie alla disponibilità di Gad Lerner e Laura Gnocchi verrà realizzato il Memoriale della Resistenza Italiana (www.noipartigiani.it). Dopo il decesso di Carla Nespolo avvenuto nel 2020 viene eletto Presidente Nazionale Gianfranco Pagliarulo il cui impegno è volto alla realizzazione di una grande unità nazionale antifascista per la piena attuazione della Costituzione. Il Congresso di Riccione conferma questa linea e, in particolare, il grande lavoro di affermazione del valore della pace nella tragica contingenza della guerra in Ucraina.
Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.
La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.
Civitanova Marche – ANPI ha organizzato per martedì 27 febbraio 2024 presso la sala consiliare del Comune un’iniziativa sul disegno di legge del “premierato”.A spiegare alla cittadinanza in che consiste questa riforma costituzionale che il Governo Meloni sta portando avanti sarà il Dott. Vito D’Ambrosio, magistrato per 40 anni e ex Presidente della Regione Marche.
Indipendente disinistra, nel1995venne eletto consigliere regionale e presidente della regioneMarcheperL’Ulivotra le file delPartito Democratico della Sinistra, incarico che gli venne confermato nel2000dal voto popolare. Nel2005, dopo la vittoria del candidato deL’UnioneGian Mario Spaccaè ritornato in magistratura, riprendendo il suo incarico di sostituto procuratore generale.
L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 135.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani. Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna. Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi: – Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo. – Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani. – Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese. – Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.
In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.
Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini. Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti. Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo. Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano. Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”. Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”.
Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate. In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI. Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.
Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale.
Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.
Una lunga bandiera tricolore percorre le strade di Roma oggi 12 marzo 2011 durante la manifestazione “C DAY” per la difesa della costituzione. E’ un’enorme onda verde bianca e rossa che si sta muovendo per le strade della capitale al ritmo di ‘viva l’Italia’ di Francesco De Gregori e ‘Il cielo e’ sempre piu’ blu’ di Rino Gaetano. Al corteo in difesa della Costituzione stanno partecipando migliaia di persone; ”la Costituzione non si tocca, la difenderemo con la lotta”, questo il grido che si e’ levato piu’ volte dal corteo dove Tricolori e frontespizi della Carta Costituzionale italiana vengono sventolati dai manifestanti.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
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La sezione ANPI di Colleferro “La Staffetta Partigiana”, con il patrocinio del Comune di Colleferro e la collaborazione della Libreria CC Catena, ha organizzato, per sabato 17 febbraio 2024 alle 17:30 presso la Biblioteca Comunale di Colleferro “R. Morandi”, la presentazione del saggio storico diDavide Conti, “Fascisti contro la democrazia. Almirante e Rauti alle radici della destra italiana 1946-1976”, uscito lo scorso novembre per i tipi di Einaudi .
Sezione ANPI “La Staffetta Partigiana”
Davide Conti è stato più volte apprezzato ospite di incontri organizzati dalla sezione Anpi di Colleferro, con interventi, di grande chiarezza espositiva, che hanno permesso di affrontare argomenti del passato recente del nostro Paese, essenziali per decodificare l’attualità.
In questo ultimo saggio lo storico articola un ragionamento sulla storia dell’estrema destra nel nostro Paese con un portato che richiama e racconta molto dell’italia di oggi.
Davide Conti, storico, archivista e vicepresidente dell’Anpi provinciale di Roma, è autore di numerosi saggi che spaziano dall’uso pubblico della storia, alla storia della Resistenza e al secondo dopoguerra, è stato inoltre consulente della Procura di Brescia (per la strage del 28 maggio 1974), consulente dell’Archivio Storico del Senato ed è attualmente consulente della Procura di Bologna (per la strage del 2 agosto 1980)
IL LIBRO-Davide Conti-Fascisti contro la democrazia: Almirante e Rauti alle radici della destra italiana 1946-1976-Editore Einaudi
DESCRIZIONE
Il Movimento sociale italiano rivendicò fin dalle origini, come fattore identitario, la propria estraneità alla Repubblica nata dalla Resistenza e ai valori da essa espressi nella Costituzione, ponendo da subito all’ordine del giorno la questione di «essere fascisti in democrazia». Giorgio Almirante e Giuseppe (Pino) Rauti rappresentarono il nostalgismo dei reduci di Salò nel dopoguerra e sostanziarono quel neofascismo politico che nei decisivi anni Sessanta e Settanta fu radicalmente ostile ai profondi mutamenti che attraversavano il Paese. Giorgio Almirante (1914-1988), redattore della «Difesa della razza» durante il regime fascista, fu capo di gabinetto al ministero della Cultura popolare nella Repubblica di Salò. Deputato dal 1948, fu tra i fondatori del Msi e segretario del partito dal 1947 al 1950 e poi dal 1969 al 1987. Pino Rauti (1926-2012), volontario della Repubblica sociale di Salò, nel dopoguerra aderí al Msi. Entrato presto in conflitto con la dirigenza del partito ne uscí nel 1956 fondando il gruppo Ordine Nuovo. Tornò nel Msi nel 1969 dopo la rielezione di Almirante, alla vigilia della strage di piazza Fontana e dell’avvio della «strategia della tensione», diventandone segretario dal 1990 al 1991.
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Comunicato del comitatoANPIprovincia di Latina-Le foibe furono causate in gran parte da dinamiche politiche violente e repressive legate alla resistenza in atto in Jugoslavia. Furono uccisi molti responsabili di crimini, ma anche persone innocenti e persino alcuni collaboratori del movimento di liberazione. In altri casi scaturirono da una cieca volontà di vendetta ed in altri ancora da veri e propri delinquenti.
ANPI PROVINCIALE LATINA
Condanniamo le esecuzioni sommarie e rispettiamo il dramma dell’esodo che ha colpito tanti italiani che vivevano in Istria e in Dalmazia; prendiamo anche atto che la ricerca storica dimostra esserci state e persistono pesanti esagerazioni e strumentalizzazioni tese non a stabilire la verità storica ma a costruire su questi drammi forme simboliche di identità politica e nazionale.
Crediamo che la memoria vada custodita, alimentata, ricostruita e condivisa con i paesi coinvolti, lasciata come strumento ai giovani.
Proprio per questo combattiamo le semplificazioni e le approssimazioni.
La questione ormai annosa che poniamo sul banco è la strumentale interpretazione delle complesse vicende del confine orientale come odio etnico verso italiani da parte di popoli slavi barbari.
Non fa bene alla memoria il silenzio vergognoso sui crimini del fascismo di confine e dell’occupazione militare della Ex-Jugoslavia da parte dell’Italia, le deportazioni che hanno commesso le forze di occupazione italiane, la snazionalizzazione dei croati e degli sloveni.
Il nostro paese, per mano di un governo fascista, si è reso responsabile insieme ai nazisti dei peggiori crimini della storia dell’Europa. Lo ha fatto in Italia, in Ex-Jugoslavia, in Albania, In Spagna, in Francia, in Grecia, nei Paesi Africani.
Farci carico di questi crimini ci aiuterà a leggere gli eventi in maniera più responsabile.
Ci aiuterà a capire che la dinamica di estrema violenza l’hanno creata i governi fascista e nazista.
Ci aiuterà a capire che la reazione alla violenza è altra violenza.
E non possiamo tirarci indietro da questa responsabilità.
Non possiamo aderire a semplificazioni strumentali di pochi nostalgici che ancora esaltano la figura degli italiani “brava gente” e dei popoli che ci hanno risposto con odio, che siano quelli della Ex-Jugoslavia o dell’Africa.
Purtroppo gli italiani fuori dai confini non sono stati brava gente.
Essere patrioti vuol dire fare i conti con questa responsabilità.
COMITATO ANPI PROVINCIALE LATINA
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L’ANPI Pescara vivrà un momento importante con la giornata del tesseramento 2024, che, da sempre, rappresenta un punto di partenza per affrontare le sfide, che il futuro prossimo ci pone.
Pescara ANPI “E.TROILO” Comitato Provinciale
Ci avviamo ad affrontare un nuovo anno ricco di ottantesimi (11 febbraio, la fucilazione di nove partigiani della banda Palombaro; la liberazione di Pescara e dell’Abruzzo; la nascita dell’ANPI); un nuovo anno che, con ogni probabilità, ci proporrà anche i referendum sul premierato e sull’autonomia differenziata, che a nostro parere minano alle basi le fondamenta della Costituzione della Repubblica Italiana. Come ogni anno, nel corso del tesseramento proporremo un incontro che riguarda l’attualità, invitando ospiti di spessore e preparati sugli argomenti in discussione per confrontarci su tali questioni: quest’anno avremo Carlo Di Marco, già docente di Diritto Pubblico all’Università di Teramo, e con lui faremo una prima ricognizione sulle due riforme che l’attuale Governo sta portando avanti, il premierato e l’autonomia differenziata. Abbiamo anche deciso che quest’anno, ricorrendo l’80° della liberazione della regione, proporremo di nuovo lo spettacolo teatrale sulla Brigata Maiella, che ha avuto un ruolo importante nella liberazione dell’Abruzzo: “Banditen. I partigiani che salvarono l’Italia”.
E’ il nostro tributo alla Resistenza, ed il tentativo di agganciare i valori ed i principi alla base della guerra di liberazione a quanto sta accadendo oggi: in tanti sembrano aver perso la bussola della storia, come dimostrano i continui tentativi di riabilitare il fascismo per cambiare non tanto (e non soltanto) quel che è stato, ma il presente rendendolo anti-antifascista.
Anpi Pescara
E’ necessario recuperare quel sentimento che portò alla creazione del CLN, crediamo che sia necessario oggi più che mai rinsaldare i legami con associazioni e cittadinə che pongano alla base del loro agire l’antifascismo, che, non dobbiamo mai dimenticarlo, nacque per portare diritti dove non c’erano. Riscopriamolo così, al di fuori di ogni retorica.
Da 80 anni l’ANPI è sempre dalla stessa parte, dalla parte dell’antifascismo: come recita lo slogan di quest’anno, unisciti alla nostra storia per difendere insieme la Costituzione. Iscriviti all’ANPI!
Il tesseramento si svolgerà presso la sede provinciale dell’ANPI Pescara, sabato 10 febbraio 2024 in via Quarto dei Mille n. 45, presso la biblioteca Arcobaleno, a partire dalle ore 16:00.
Programma ore 16:00, apertura del tesseramento ore 16:30, proiezione dello spettacolo “Banditen. I partigiani che salvarono l’Italia” ore 18:00, incontro con Carlo Di Marco, già docente di Diritto Pubblico presso l’Università di Teramo, sul tema “Indivisibile, solidale, democratica? La costituzione tra premierato e autonomia differenziata” ore 20:00, chiusura del tesseramento
Comitato Provinciale ANPI “E.TROILO” Pescara
Anpi Pescara
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Civita Castellana (VT) La sezioneAnpiCarla Capponi ha organizzato per venerdì 2 febbraio 2024 alle ore 17:30, presso la Sala Pablo Neruda una Assemblea Pubblica con all’ordine del giorno: Immigrazione, accoglienza integrazione e diritti.
Marco Pacciotti
All’Assemblea parteciperà Marco Pacciotti esperto sull’argomento. L’immigrazione è un argomento molto caldo in questo particolare periodo storico che stiamo vivendo. Profughi, clandestini, sicurezza, razzismo, xenofobia, integrazione: sono tante le parole che si legano al tema dell’immigrazione, fenomeno diffuso dalla notte dei tempi, ma che oggi, nel mondo globalizzato, caratterizzato anche da numerosi conflitti di guerre diffuse, assume una rilevanza molto importante per l’Europa. L’arrivo di numerosi immigrati, le diversità culturali, la crisi economica, la povertà e alcuni partiti che provocano un clima di incertezza e di confusione, in cui il tema dell’immigrazione è spesso declinato secondo cliché, pregiudizi e false informazioni.
All’assemblea sono invitati: Cittadini, Amministratori, rappresentanti di Associazioni, Cooperative, Sindacati. Civita Castellana 31 gennaio 2024 Il Comitato della Sezione ANPI Carla Capponi Civita Castellana
ANPI CIVITA CASTELLANA(VITERBO)
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Roma-31 Gennaio 2024 “L’Anpi commenta le parole del ministro Lollobrigida sul caso di Ilaria Salis: “Sono parole che si commentano da sole, non credo che sia vero (che non le abbia viste ndr), mi sembra ‘declassante’ immaginare un ministro che non abbia visto quelle immagini. Posso capire una persona qualsiasi, ma un ministro che non vede queste cose, che ministro è? Mi sembra inverosimile. Credo che sia una infelicissima dichiarazione da parte sua, molto salomonica, per lavarsi le mani” dice a LaPresse Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Anpi. “Rimane – prosegue Pagliarulo – un segno negativo di questo governo che, fino alla presa di posizione di Tajani, si è dimostrato insensibile davanti a un fatto molto grave come quello di Salis. Questo me lo spiego dati i rapporti particolari che ci sono tra Meloni e Orban, tra queste destre ben diverse tra loro, perché non è corretto fare di tutta l’erba un fascio, ma molto simili su alcuni aspetti: c’è un comune sentire e la sottovalutazione dello stato di diritto”.
“Bene Tajani che ha chiesto di convocare l’ambasciatore e che siano date misure alternative al carcere, ma non è sufficiente perché la richiesta deve essere di poter processare la ragazza in Italia” dice ancora Pagliarulo, sottolineando che “se il processo venisse fatto in Ungheria – cosa di cui dubito – e lei venisse assolta, si sarebbe comunque fatta un anno e mezzo, due in queste carceri medievali da innocente”.
“Ammesso e non concesso che questo sia un trattamento sopportabile in un carcere civile, non stiamo parlando di un condannato ma di un presunto colpevole e quindi presunto innocente: è una situazione preoccupante che contraddice, oltre che qualsiasi buon senso, qualsiasi riferimento e nesso con le regole, scritte e non scritte, dell’Unione Europea, a cominciare dal trattato di Lisbona” spiega ancora il presidente dell’Anpi a LaPresse. Pagliarulo evidenzia che “non è un caso che sia avvenuto nel Paese governato da Victor Orban”.”Ci sono preoccupazioni da parte della Corte di Giustizia Europea, anche in passato ci sono state delle rimostranze nei loro confronti nei confronti del regime di Orban che si caratterizza anche da questo punto di vista come un regime oscurantista. Quello che mi preoccupa – evidenzia ancora Pagliarulo – è la situazione italiana. Nordio ha rifiutato l’estradizione di don Franco Reverberi, di cui l’Argentina aveva chiesto l’estradizione per i reati di omicidio e tortura durante il regime di Videla, per motivi di salute. Che vi sia una preoccupazione per una persona accusata di reati gravissimi e ci sia stata invece quella che mi pare una leggerezza nei confronti della qualità della detenzione di Salis da parte dello stesso ministro, non va bene”.
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Prima udienza in Ungheria del processo all’insegnante italiana accusata di aver aggredito due neonazisti, detenuta da quasi un anno, a Budapest, in una prigione di massima sicurezza in condizioni a dir poco disumane. Si continuano a mobilitare i comitati per la liberazione della giovane.Anpiin prima fila. Il presidente Pagliarulo: “Ammesso e non concesso che questo sia un trattamento sopportabile in un carcere civile, non stiamo parlando di un condannato ma di un presunto colpevole e quindi presunto innocente, mentre le sono negate tutte le regole scritte e non scritte, dell’Unione Europea”
Lunedì scorso (29 gennaio) si è tenuta in Ungheria la prima udienza del processo a Ilaria Salis. Il Comitato Liberiamo Ilaria Salis e la rete antifascista romana hanno organizzato per lo stesso giorno un presidio a Roma, in prossimità dell’Ambasciata d’Ungheria.
ROBERTO SALIS, PADRE DI ILARIA SALIS
Organizzazioni sociali, realtà politiche e in prima fila l’Anpi, hanno chiesto a gran voce la liberazione immediata per Ilaria Salis e la possibilità che lei possa rispondere in Italia, e da cittadina libera, dei reati di cui è accusata. Riferendosi alle condizioni di Ilaria Salis nei carceri ungheresi, il presidente Pagliarulo ha dichiarato: “Ammesso e non concesso che questo sia un trattamento sopportabile in un carcere civile, non stiamo parlando di un condannato ma di un presunto colpevole e quindi presunto innocente: è una situazione preoccupante che contraddice, oltre che qualsiasi buon senso, qualsiasi riferimento e nesso con le regole, scritte e non scritte, dell’Unione Europea, a cominciare dal trattato di Lisbona”. Pagliarulo ha voluto anche precisare che “non è un caso che questi fatti siano avvenuti nel Paese governato da Victor Orban”.“Ci sono preoccupazioni da parte della Corte di Giustizia Europea, anche in passato ci sono state delle rimostranze nei loro confronti nei confronti del regime di Orban che si caratterizza anche da questo punto di vista come un regime oscurantista”. “Quello che mi preoccupa – evidenzia ancora Pagliarulo – è la situazione italiana. Nordio ha rifiutato l’estradizione di don Franco Reverberi, di cui l’Argentina aveva chiesto l’estradizione per i reati di omicidio e tortura durante il regime di Videla, per motivi di salute. Che vi sia una preoccupazione per una persona accusata di reati gravissimi e ci sia stata invece quella che mi pare una leggerezza nei confronti della qualità della detenzione di Salis da parte dello stesso ministro, non va bene”.
Ilaria SalisIlaria Salis
Ilaria Salisha 39 anni ed è un’insegnante italiana. Da quasi un anno è rinchiusa in un carcere di massima sicurezza in Ungheria, in condizioni di detenzioni durissime. È accusata di aver preso parte all’aggressione di alcuni militanti di organizzazioni neonaziste. Per i reati che le sono imputati, rischia oggi fino a 16 anni di carcere. L’obiettivo del Comitato è quello di rompere il silenzio complice del governo italiano, che solo recentemente ha iniziato a esporsi, affinché Ilaria possa tornare in Italia e possa difendersi da libera cittadina dai reati a lei contestati. A oggi, la lunga e sofferta carcerazione cui è stata sottoposta rappresenta una palese violazione dei diritti umani e per questo la sua liberazione risulta quanto mai necessaria.
L’arresto in Ungheria Nell’Ungheria di Orban, fedele alleato di Meloni, ogni anno l’11 febbraio, una grande commemorazione ricorda le gesta delle SS e delle truppe naziste durante la Seconda guerra mondiale, in particolare le truppe che combatterono contro l’Armata Rossa: la Giornata dell’onore. Un’adunata di odio che diventa spesso occasione di violenze squadriste da parte dell’estrema destra europea, ritrovo internazionale per organizzazioni apertamente neonaziste e neofasciste. Il tutto si svolge con il tacito assenso delle autorità statali ungheresi. Ilaria Salis è un’antifascista ed è stata arrestata, mentre era su un taxi, dopo aver partecipato ad alcune contromanifestazioni organizzate dai movimenti sociali e antifascisti. Da quasi un anno è detenuta senza che i soggetti aggrediti abbiano sporto denuncia e senza che sia stato celebrato un giusto processo, che dovrebbe essere garantito in uno Stato di diritto. Basti pensare che, come ha scritto Ilaria Salis in una lettera agli avvocati recentemente e come riportato in un articolo deil Manifesto, affronterà tutto questo da dentro «una cella di transito» grande «come un armadio». Con «le manette», «un cinturone legato alle manette» e «un’altra manetta a cui è attaccato un guinzaglio».
All’udienza, intanto, questa volta saranno presenti anche gli osservatori internazionali indipendenti del Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia – CRED, in rappresentanza anche dell’Associazione europea dei giuristi e delle giuriste per la democrazia e i diritti umani nel mondo, con le avvocate Francesca Trasatti e Veronica Scali e con l’avvocato Fabio Marcelli.
Articolo di Iacopo Smeriglio-Fonte- Patria Indipendente Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia(ANPI)
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